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11 February 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Lamborghini Diablo: i 30 anni della belva di Sant’Agata

Ha turbato i sonni di milioni di appassionati, bella e irrangiugibile è apparsa persino in uno spot della Pepsi nel 1992. No, non parliamo della supertop Cindy Crawford, ma della Lamborghini Diablo…

"Chissà se qualcuno ti ha detto mai cosa sei stata tu per noi", parafrasare Max Pezzali, e i suoi racconti musicali viene automatico quando si parla della Lamborghini Diablo e delle suggestioni che porta con sè. Presentata nel 1990, la Diablo è una delle auto più iconiche ed evocative del periodo, i suoi poster e i modellini da collezione adornavano camerette, officine, studi e showroom: la Diablo ha fatto sognare intere generazioni di appassionati cresciuti negli anni '90. Chiamata in causa per sostituire la gloriosa Countach (in carica dal 1974), la Diablo nasce dal progetto “P132” guidato dall’Ing. Luigi Marmiroli. La progettazione inizia nel 1985 e procede a fasi alterne sotto la proprietà Chrysler, con lo stile affidato a Marcello Gandini, già autore di altri capolavori Lamborghini come la Miura e la Countach. La sua “firma” è il celebre taglio obliquo del passaruota posteriore. La carrozzeria prevede le classiche portiere con apertura a forbice realizzate in alluminio, come pure i passaruota e i brancardi; paraurti, cofani e fascioni sottoporta, invece sono in fibra di carbonio. Il classico spoiler posteriore, disponibile a richiesta, è anch’esso in fibra di carbonio, verniciato in tinta con la carrozzeria. Il modello proposto inizialmente da Gandini, scartato dalla Chrysler, venne utilizzato per la Cizeta Moroder V16T. Il nome "Diablo", scelto con una votazione, si ispira come da tradizione Lamborghini, al mondo dei tori e delle corride. In questo caso la nuova supersportiva di Sant’Agata si rifà alla leggenda del feroce “El Diablo”, protagonista di un’epica corrida del XIX secolo.

Diabolica. La commercializzazione della Lamborghini inizia nel gennaio 1990, il prezzo base viene fissato in 240 mila dollari, ovvero circa 350 milioni di Lire dell'epoca. A fronte di un prezzo esorbitante, le prime Diablo presentavano una dotazione molto spartana: radio con cassette, finestrini e sedili regolabili manualmente. Inizialmente non è disponibile l’ABS... Gli optional, comprendevano il climatizzatore, la radio con CD, il sedile per il guidatore su misura, l'alettone posteriore, un set di valigie (proposte a circa 3,7 milioni di Lire) e un prezioso orologio Breguet (dal valore di circa 15 milioni di Lire). Il motore V12 da 5,7 litri naturalmente aspirato (codice L522) eroga 492 cv, e si caratterizza per l'incisione che riporta l’ordine di accensione dei 12 cilindri: "1-7-4-10-2-8-6-12-3-9-5-11". Le prestazioni, sono esaltanti: la Diablo scatta da 0 a 100 km/h in appena 4 secondi raggiungendo una velocità massima di 325 km/h. Nel 1990 questa è la velocità più alta registrata per un'auto di serie. La trazione è ovviamente posteriore, con il motore installato in posizione centrale longitudinale. Per la Diablo, Lamborghini realizza autonomamente un avanzato sistema di iniezione elettronica, rimpiazzando i carburatori doppio corpo Weber montati sulle Countach. Elementi distintivi della Diablo prima serie, sono gli specchietti retrovisori non verniciati, l’assenza di prese d'aria sul paraurti anteriore e il cruscotto di grandi dimensioni (che creava problemi di visibilità). La prima serie viene prodotta fino al 1993.

Diablo VT. Nel 1993 viene presentata una nuova variante, la Lamborghini Diablo VT (Viscous Traction). Gli ingegneri Lamborghini, guidati da Luigi Marmiroli, partendo dalla Diablo “base”, introducono un giunto viscoso in grado di trasferire trazione il 25% della potenza alle ruote anteriori in caso di perdita di aderenza delle ruote posteriori. Per l’occasione, la Diablo VT venne dotata inoltre di un impianto frenante a quattro pistoncini di derivazione Brembo, ma non è ancora previsto il sistema antibloccaggio ABS. Sulla VT debutta un nuovo sistema di sospensioni computerizzato a cinque modalità selezionabili dal conducente, con ammortizzatori elettronici Koni. Questi interventi contribuirono a rendere più gestibile l’enorme potenza della Diablo, che ne guadagnava anche anche in maneggevolezza e precisione di guida con l’adozione del servosterzo, ora di serie. All'interno vengono ridisegnati plancia e cruscotto, viene aggiornata anche la climatizzazione, mentre gli specchietti diventano in tinta con la carrozzeria. Vengono introdotte le prese d'aria sotto le luci fendinebbia. La Diablo VT monta nuovi pneumatici: all’anteriore sono più stretti (235/40 ZR18), mentre quelli posteriori da 335/30 ZR18 si sposano al meglio con la rinnovata dinamica di guida offerta dalla trazione integrale. Tra il 1996 e il 1998, la Platinium Motors, concessionaria ufficiale Lamborghini San Diego e Orange County ha realizzato 8 esemplari specialissimi, partendo dalla base della VT, denominati VTTT (Viscous Traction Twin Turbo). Le modifiche comprendevano l’adozione di due turbocompressori Garret T4, un nuovo intercooler e una centralina elettronica elettronica che si traducevano in una potenza mostruosa di 752 CV… La velocità massima? 353 km/h. Chiaramente per far fronte al rilevante incremento di potenza anche l’impianto frenante venne maggiorato.

Edizione straordinaria! Nel 1993 Lamborghini celebrava il 30º anniversario della fondazione della casa, per l’occasione presentò la Diablo SE 30 (Special Edition). Questa versione, realizzata in 150 esemplari, concepita espressamente per l’uso in pista, era alleggerita di 125 chilogrammi: i finestrini erano in materiale sintetico; il volante di dimensioni ridotte; i sedili a guscio, erano in fibra di carbonio. Inoltre, per gli interni, venne fatto largo uso di materiali leggeri come carbonio e Alcantara; accessori“superflui” per la guida su circuito come radio e climatizzatore vennero rimossi. Esternamente, molte parti della carrozzeria furono sostituite con fibra di carbonio, il cofano motore posteriore venne ridisegnato e venne adottato uno spoiler posteriore regolabile per migliore l’aerodinamica. Vengono maggiorati i freni, sia all'anteriore che al posteriore; mentre per i cerchi viene usata una lega di magnesio ultraleggera sviluppata dalla Pirelli. La gestione elettronica delle sospensioni, viene rimpiazzata da un particolare sistema di controllo delle barre antirollio, regolabile facilmente mediante una manopola nell'abitacolo. Il motore di 12 cilindri a V di 60º subì modifiche rilevanti: il sistema di iniezione elettronica fu migliorato e il motore stesso venne modificato e alleggerito con l'uso di collettori di aspirazione in magnesio e teste dei cilindri modificate. La potenza raggiunge così quota 525 cv (33 in più) a 7000 giri/min, garantendo prestazioni ancora maggiori: la SE 30 necessitava di soli 4 secondi per toccare i 100 km/h con partenza da ferma e raggiungeva una velocità massima di 331 km/h. A differenza della VT, La trazione era sulle sole ruote posteriori. La Diablo SE viene prodotta tra il giugno del 1994 e il novembre del 1995, con un sovrapprezzo del 15% rispetto alla Diablo VT. Delle 150 “SE 30”, 15 esemplari vennero equipaggiati con lo speciale kit “Jota” che permetteva la partecipazione ai campionati GT. In realtà nessuna di queste vetture prese parte a competizioni ufficiali. La SE 30 Jota era accreditata di 600 cv a 7300 giri/min, ottenuti grazie a un ulteriore affinamento del sistema di iniezione elettronica: le differenze visibili tra la Jota e la SE 30 "normale" si limitavano al cofano motore con le due grosse prese d'aria affusolate e la targhetta "Jota" sul retro della vettura.

Spaziale. Nel 1996, la Lamborghini Diablo SE30 è stata protagonista del celebre videoclip del brano “Cosmic Girl” dei Jamiroquai, dove la Diablo SE di proprietà del cantante Jay Kay viene affiancata alla storica rivale, la Ferrari F40 (di Nick Mason, batterista dei Pink Floyd) e alla Ferrari F355. Nel 1995 un nuovo modello va ad arricchire la gamma, è la Diablo SV (Super Veloce). Questa versione a trazione posteriore e sospensioni meccaniche, è equipaggiata con un aggiornamento del V12 di Sant’Agata che ora raggiunge una potenza i 520 cv. Altre caratteristiche distintive sono i cerchi dedicati, freni anteriori e posteriori maggiorati. Nuovo anche il quadro strumenti, riprogettato e l’alettone a tre elementi regolabile, che è disponibile in nero o in tinta con la carrozzeria. La SV si distingue anche per un nuovo paraurti anteriore con le prese d'aria i fendinebbia rimodellati. Dal 1998, i fari a scomparsa vengono sostituiti da una nuova palpebra trasparente che lascia i gruppi ottici a vista, "presi in prestito" dalla Nissan 300 ZX. Il particolare più evidente è il grande logo SV che occupa tutta la fiancata, eliminabile senza sovrapprezzo, al momento dell'ordine… La seconda serie della VT Coupé e VT Roadster riprende alcune delle modifiche introdotte l’anno precedente sulla Super Veloce come i fari e i nuovi cerchi da 18”. In occasione di questo restyling gli interni vengono ridisegnati e viene introdotto l’ABS. Il motore V12 da 5,7 litri sviluppa ora 530 cv ed è equipaggiato con valvole a fasatura variabile (VVT) che ne migliora il rendimento, riducendo consumi ed emissioni. Migliorano quindi le prestazioni, con un’accelerazione 0-100 km/h sotto i 4 secondi. Nonostante il notevole investimento economico affrontato per questi aggiornamenti, la Lamborghini sospende la produzione della versione VT dopo appena un anno. La seconda serie della SV, presenta gli stesse aggiornamenti della VT, dalla quale si differenzia essenzialmente per l’allestimento più sportivo. Le Diablo VT ed SV seconda serie vengono prodotte soltanto nel biennio 1999-2000.

La speciale. Se la Super Veloce era già un allestimento pronto-pista, la Diablo GT si spingeva molto oltre. Il suo progetto derivava da un prototipo (denominato GT1), sviluppato per le gare endurance, ma anche in questo caso non corse mai. Questo modello venne prodotto in appena 80 unità e (ufficialmente) è stato venduto solo in Europa. La Lamborghini Diablo GT era più leggera della SV, 1460 kg contro 1575, mentre la cilindrata venne portata a 5992 cc mediante l’allungamento della corsa da 80 a 84 millimetri. La Diablo GT montava nuove valvole e uno scarico da gara. Ottimizzando anche il sistema di fasatura delle valvole, il motore raggiungeva i 575 cv, ciò permetteva alla Diablo GT di toccare i 338 km/h, scattando da 0 a 100 km/h in appena 3,7 secondi. Tra gli optional: un cambio con rapporti più corti, personalizzabile dal cliente, capace di abbassare il tempo sullo 0–100 km/h a 3"4 e il Lamborghini ENCS (Exhaust Noise Control System), un impianto di scarico da corsa che aumentava la velocità massima fino a 340 km/h. Gli aggiornamenti aerodinamici invece comprendevano un paraurti anteriore, una vistosa presa d'aria sul cofano (adottata già sulla SE 30 Jota) dei nuovi parafanghi anteriori e un estrattore modificato. I rivestimenti sono rivestiti in pelle e Alcantara con inserti in fibra di carbonio. Nuovo anche il volante sportivo, di diametro ridotto, come i sedili da gara con le cinture di sicurezza a 4 punti di ancoraggio. A differenza della precedente “SE 30”, sulla Diablo GT, pur essendo una versione alleggerita, sono previsti l'impianto di climatizzazione e persino il GPS che integra il monitor della telecamera per le manovre... Mentre sono a richiesta gli airbag per guidatore e passeggero.

e le specialissime... Lamborghini Automobili realizzò diverse versioni speciali come la Diablo SE 30, la GT e la Millennium Edition. Oltre a queste ci sono state delle “fuoriserie” realizzate per clienti molto esigenti e facoltosi, questi modelli includono: la “Alpine Edition” che montava un avanzato impianto audio; le VTR e VTR Roadster che usavano componenti di derivazione SE 30; la Diablo SV Victoria's Secret; l’elegante fuoriserie per il miliardario Malcolm Forbes; la "Monterey Edition" e i 15 esemplari Jota. Nel 1998 per celebrare i 35 Anni della nascita della casa del Toro, vengono prodotti alcuni esemplari “35º Anniversario”, anche questi in serie numerata. Sebbene la Lamborghini Diablo non abbia mai corso con un team uffciale, sono stati sviluppati diversi modelli per le competizioni: una prima versione realizzata in 2 esemplari per competere nella classe GT1 del campionato BPR Global GT Series (divenuto poi Campionato FIA GT) nel 1997; due diverse versioni per la classe GT2 nel 1998, di cui uno convertito in “GTR”, I modelli da corsa generici denominati “SV-R” (da non confondere con la SVR, prodotta nel 1996 in 31 esemplari sulla base della Diablo Sv, in edizione racing ) e la rarissima SVS, dotata di cerchi scomponibili e fanaleria circolare (2 esemplari) e la Diablo Roadster R, esemplare unico.

La prova di Quttroruote. Ivan Capelli prova la Lamborghini Diablo nell'agosto del 1991. Come suggerito anche da Sandro Munari (all'epoca consulente tecnico per la Casa del Toro), la Diablo è una granturismo ad altissime prestazioni e non una sportiva pura come la F40, più idicata per l'uso in pista. Capelli evidenzia la facilità con cui è possibile raggiungere le notevolissime prestazioni della Lamborghini Diablo, che sembra soffrire un pò nel misto stretto: i quasi 1700 kg, possono innescare fenomeni di sottosterzo, complice anche un ritorno molto brusco dello sterzo, che rende ne rende impegnativo il recupero. Anche la durezza dei freni (sprovvisti di ABS) e una certa lentezza del cambio, non consentono alla Diablo di esprimersi al meglio in questi frangenti. La sua "fame di asfalto", invece, può essere saziata sui circuiti "veloci", dove ci si può godere l'elevata stabilità e la sovrabbondante cavalleria (492 cv), in queste condizioni si apprezza l'elevata prontezza dello sterzo che consente un perfetto controllo della vettura. L'esemplare in prova era dotato di chiusura centralizzata; vetri elettrici; climatizzatore e autoradio, accessori che nell'uso quotidiano e nei viaggi contribuiscono al buon comfort globale, già evidenziato dai sedili e dai rapporti (lunghi) del cambio. Contrariamente alle aspettative la Diablo, si rivela molto docile nell'uso tranquillo: educata sia alle andature autostradali che in città, la Diablo ha coppia da vendere e ciò le consente di riprendere dai 1000 giri anche in 4a e 5a marcia. Gli unici limiti sono legati alla frizione pesante e alla visibilità risicata. Durante la prova, la Diablo supera la velocità dichiarata, raggiungendo i 326,2 km/h, mentre l'accelerazione 0-100 avviene in 5,1".

Ultimo atto. La Lamborghini Diablo VT 6.0 rappresenta l'ultima evoluzione del modello, realizzato subito dopo l'entrata del marchio Lamborghini nell’orbita Audi A.G. (1998). La 6.0 VT introduce pesanti cambiamenti stilistici alla carrozzeria e agli interni: il frontale propone un layout completamente ridisegnato, così come il quadro strumenti. Nuovo l'impianto di climatizzazione, i sedili e la leva del cambio. Il datato V12 5.7 è sostituito da un nuovo 6 litri, derivato dall'unità montata sulla Diablo GT (che di per sé era essenzialmente un’evoluzione del vecchio 5.7 litri). La Diablo 6.0 adotta un nuovo sistema di aspirazione con lo scarico controllato da un sistema di valvole a fasatura variabile perfezionato, mentre gli alberi a camme sono meno estremi rispetto a quelli usati per la GT. Questi assicurano un’erogazione molto più graduale della potenza unitamente a un nuovo schema per la trazione integrale, che adesso prendeva spunto dal sistema “Quattro” di casa Audi... La Diablo 6.0 montava poi degli inediti cerchi in magnesio da 18”. Su specifica richiesta di alcuni clienti, pochissimi esemplari Diablo 6.0 vennero costruiti anche con la sola trazione posteriore. La Lamborghini Diablo 6.0 VT è stata prodotta solo dal 2000 al 2001 in 260 esemplari, quando è stata sostituita dalla Lamborghini Murciélago. Nel 2000 vennero presentate due versioni a tiratura limitata, per concludere in grande stile i 10 anni di onorata carriera della Diablo.

Gran finale. La prima, denominata "Millennium Roadster", era verniciata in una tinta realizzata appositamente per il modello, "Argento metallizzato Millennium". La Diablo Millennium Roadster era disponibile con la sola trazione posteriore e non montava le sospensioni a controllo elettronico, ma era dotata di uno spoiler posteriore in carbonio con la sezione centrale trasparente. La VT 6.0 "Special Edition", invece proponeva due verniciature a scelta del cliente: "Oro Elios" e "Marrone Eklipsis", in entrambi i casi gli interni, rivestiti in pelle, fanno pendant con la verniciatura. Gli inserti interni sono in fibra di carbonio, al pari di alcuni dettagli esterni, che si caratterizzano per una speciale finitura iridescente ottenuta mediante la lavorazione con filo di titanio. La ricca dotazione di serie integrava l'impianto stereo con il sistema di navigazione e il lettore DVD. La "Lamborghini Diablo 6.0 VT Special Edition" è stata costruita tra il 2000 e il 2001 in soli 42 esemplari. La Lamborghini Diablo rappresenta quindi l’ultimo modello sviluppato interamente dalla Lamborghini, una granturismo impegnativa da portare al limite, esaltante nella linea e nelle presentazioni. La Diablo è stata protagonista di film, videoclip e pubblicità, ma soprattutto dei sogni di milioni di appassionati e dei fortunati possessori che a 30 anni dalla sua presentazioni rimangono ancora ammaliati dalle sue linee e dal suo impetuoso 12 cilindri.

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