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16 October 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Lancia 2000, l’eleganza discreta del progresso

In principio venne chiamata Lancia Flavia, poi nel 1971 la berlina di fascia medio-alta di Casa Lancia cambiò nomenclatura. L’uscita di scena della Flaminia, ormai obsoleta e lo sviluppo della futura ammiraglia Lancia Gamma, spinsero i vertici aziendali a elevare lo “status” della Flavia.

La Lancia 2000 era una berlina di prestigio. Probabilmente non c’è definizione più calzante per definire questo modello. Negli anni 70, in Italia non si parlava ancora di “segmento premium”, ma di vetture di prestigio. Il motore 2 litri era il biglietto di ingresso per entrare nel novero delle auto blasonate: un circolo esclusivo composto da automobili eleganti pensate per la piccola e media borghesia. Nel 99% dei casi si trattava di classiche berline tre volumi. Vetture robuste e ben assemblate, dalle linee sobrie. In quell’epoca, segnata dai conflitti sociali, si preferiva non ostentare troppo…

Piena maturazione. Ma facciamo un passo indietro. Nel 1960, la Lancia Flavia è stata la prima auto italiana prodotta in serie a viaggiare con la trazione anteriore. Figlia dell'Ing. di Antonio Fessia, questa berlina venne proposta con motori boxer 1.5 e successivamente 1.8 litri, con potenze di 78 e 91 CV. Il primo non rendeva giustizia a un progetto d’avanguardia: l’architettura raffinata, i freni a disco e un’elevata qualità costruttiva meritavano sicuramente prestazioni più brillanti. Il 1.8 risolse parzialmente questa carenza, soltanto con le motorizzazioni 2 litri questo modello giunse a pieno compimento.

Alto di gamma. Nel 1971 venne presentata la Lancia 2000: un nome che dichiarava in maniera inequivocabile le intenzioni e l’appartenenza alla parte alta del mercato. Il nuovo modello era un’evoluzione della Flavia, rivista nel frontale, nella fanaleria e nelle dotazioni. Il frontale, a sviluppo orizzontale prevedeva una nuova mascherina, più stretta. Al centro lo scudetto Lancia che sbordava dai due margini creando un effetto tridimensionale. Nella parte posteriore, la fanaleria divenne più grande e riposizionata in alto. Sul piano tecnico, la novità principale riguardava il propulsore 2 litri con carburatore doppio corpo. Il nuovo motore boxer da 115 CV era esente da vibrazioni, garantiva un allungo maggiore e una ripresa brillante, sconosciuta al modello precedente.

Formale, ma non ingessata. Per l’occasione venne adottata una frizione più robusta econ l'adozione di nuovi leveraggi migliorava anche la manovrabilità del cambio a 4 marce. Di serie, il servosterzo: un comando dall’azione dolce e progressiva, preciso anche alle velocità più elevate. La nuova Lancia 2000 sfoderava così una grinta insospettabile, specie alla luce di una linea piuttosto compassata. La trazione anteriore garantiva un comportamento stradale sicuro e facilmente controllabile, mentre l’architettura boxer del motore migliorava la ripartizione delle masse. La berlina torinese confermava così l’ottima maneggevolezza della Flavia, con il plus di una rinnovata vitalità. All’interno, il piccolo volante a due razze on corona in legno lasciava intuire le doti dinamiche della vettura, tradendo così l’immagine austera della carrozzeria. Nel 1969 Lancia entrava nell’orbita Fiat e da questa l’impianto frenante “Superduplex” con limitatore di frenata al retrotreno.

Elegante e robusta. Unitamente alla solidità della carrozzeria, l’utilizzo di inserti in legno antischeggia e alle cinture di sicurezza, la 2000 si avvicinava al “moderno” concetto di protezione degli occupanti. L’idea di sicurezza era ancora remota in quegli anni: relegata perlopiù a santini e medagliette magnetiche a tema religioso da applicare ai lati della plancia… Tornando agli interni, nessuna 2 litri dell’epoca poteva vantare un livello di finitura pari a quella della Lancia 2000. Oltre alle soluzioni indicate, la berlina torinese offriva vetri atermici azzurrati, luci di ingombro nelle portiere e il lunotto termico con resistenze invisibili. A richiesta, gli alzacristalli elettrici e l’impianto di condizionamento “Autoclima”.

Che grinta! Un anno dopo, nel 1972 alla 2000 a carburatori venne affiancata la 2000 “Iniezione”, Lancia stupisce nuovamente proponendo per prima in Italia, l’iniezione elettronica su una vettura di produzione. Il modello di punta della Lancia può contare adesso su 125 CV, che spingono la Lancia 2000 fino a 180 km/h. Migliorano ancora l’elasticità e un pelino anche i consumi. Complice, la nuova rapportartura del cambio, un nuovo 5 marce con prima in basso. Con un supplemento di 45.000 lire, anche la 2000 a carburatore poteva beneficiare della nuova trasmissione. La 2000 Iniezione portava al debutto anche lo starter elettronico. In plancia apparvero due nuove spie: quella per l’olio dei freni e quella del freno a mano inserito.

Eleganza piemontese. Senza ulteriori variazioni, la 2000 uscì di scena nel 1974. Venne sostituita dalla Lancia Gamma, un'ammiraglia anticonformista e "Made in Lancia" al 100%.Ma c’è del fascino, tutto sabaudo nella Lancia 2000: quello del non ostentare. Sulla 2000, la raffinatezza tecnica andava di pari passo con quella dell’allestimento interno: si pensi all'accuratezza delle finiture o addirittura alle fodere dei sedili anteriori, intercambiabili. In questo modo veniva rallentato il livello di usura… E vogliamo parlare delle tendine posteriori, dall'immagine così istituzionale? Sono poche le auto che riescono a coniugare una carrozzeria tanto sobria (se non austera) a prestazioni brillanti e un comportamento ben più sportivo di quanto le linee vogliano far pensare. Pochissime quelle che ci riescono con la stessa classe della Lancia 2000.

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