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08 July 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Lancia Flaminia: eleganza di una dinastia

La Lancia Flaminia perpetuava la tradizione della Casa che vedeva i suoi modelli nominati come le principali strade romane. In questo caso il riferimento era alla Via Flaminia che da Roma portava a Rimini.

La Lancia Flaminia è stata il modello di punta della produzione Lancia a cavallo tra gli anni 60 e 70: sostituta della Aurelia, questa grande ammiraglia Lancia era disponibile in variante berlina e coupé a cui si aggiungeva anche una Cabriolet (realizzata dalla carrozzeria Touring). Le coupé erano proposte da diversi grandi nomi della carrozzeria italiana, e oltre a questi modelli si aggiunsero quattro esemplari della Lancia Flaminia 335, la limousine presidenziale con carrozzeria Landaulet realizzata dalla Pininfarina.

Verso gli anni 60. Dal punto di vista stilistico la Lancia Flaminia segnava un cambiamento netto rispetto alla Aurelia, che con le sue forme tondeggianti era legata agli stilemi anni 50: presentata nel 1957 la nuova ammiraglia prevedeva invece volumi più tesi e un andamento delle linee orizzontale che anticipavano le linee degli anni 60. Lo stile della Flaminia era stato delineato nel 1955 con la showcar Pinin Farina Florida, una raffinata berlina 4 porte con le portiere a battente seguita l’anno successivo da una variante coupé, entrambe realizzate sul pianale della Aurelia. Nel 1957 la Florida II si avvicinava maggiormente al modello di serie, con volumi meno rastremati e una fanaleria più grande che verrà utilizzata sul modello di produzione. A metà strada tra la berlina e la coupé “ufficiali”, proponeva una configurazione 4 porte con i due sportelli posteriori controvento, apribili solo all’occorrenza: l’assenza della maniglia contribuiva all’immagine pulita e informale di un coupé con la praticità di una 4 porte. La Pinin Farina Florida II è stata poi usata come vettura personale di Battista Pinin Farina. Le Lancia Flaminia berlina erano assemblate nello storico stabilimento di Borgo San Paolo a Torino e differivano dalle “Florida” per le 4 porte in configurazione classica e i montanti posteriori più verticali.

Evoluzione della specie.
Il telaio della Lancia Flaminia berlina pur derivando d quello della precedente Aurelia, prevedeva sostanziali differenze a partire dalla sospensione anteriore a doppi triangoli con ammortizzatori telescopici, molle elicoidali e barra antirollio. Al posteriore venne mantenuto il raffinato ponte De Dion con schema transaxle per il cambio. Anche il motore della Lancia Flaminia era un'evoluzione del precedente 2,5 litri V6, montato sulla Aurelia: il primo motore con 6 cilindri a V prodotto in serie. In questo caso però aumentava l'alesaggio e diminuiva la corsa, per una potenza finale di 110 CV. Come era consuetudine, il motore erano montato in posizione anteriore longitudinale, con la trazione sulle ruote posteriori, mentre il cambio era un 4 marce montato in blocco con il differenziale posteriore. Dal 1962 venne introdotta la variante con cilindrata maggiorata a 2,8 litri da 128 CV.

Coupè di rappresentanza. Anche la Lancia Flaminia Coupé è stata disegnata da Pininfarina, la quale curò anche il suo assemblaggio. La Flaminia Coupè era molto simile alla Florida II ma aveva sole due porte. Al pari della berlina, anche la Flaminia Coupé è stata proposta nelle cilindrate 2.5 e 2.8 litri, ma rispetto alla berlina la Coupè aveva un passo accorciato di 120 mm. La Lancia Flaminia Coupé 2.8 disponibile dal 1963 prevedeva un 6 cilindri a V di 2.775cm³ da 136 CV, che assicuravano all'elegantissima granturismo una velocità di punta pari a 180 km/h. Vettura di alta gamma, la Lancia Flaminia Coupé 2.8 è stata prodotta quasi artigianalmente fino al 1967per un totale di 5.236 esemplari.

La fuoriserie.
Un'altra proposta di Pininfarina è la Lancia Flaminia 3C Speciale, presentata nel 1963. Disegnata da Tom Tjaarda, era sensibilmente più snella e sfuggente della coupé di serie, con il frontale richiamava vagamente la più piccola Lancia Flavia e un padiglione molto più spiovente. Alcune soluzioni introdotte con quest’auto come le concavità delle superfici posteriori e l’andamento del cofano, trovarono applicazione un paio d’anno più tardi nello sviluppo nella Fiat 124 Spider. Basata sulla variante a passo corto, era spinta dal 2,8 litri a triplo carburatore. All’interno la plancia era totalmente inedita e si caratterizzava per un ampio pannello in legno che inglobava gli interruttori e i comandi principali che proseguiva con gli inserti sulle portiere. Come la Florida II anche questa vettura venne usata per un certo periodo come auto personale di Battista Pininfarina, a queste si deve l’aggiunta della fanaleria posteriore ripresa dalla Lancia Flavia: i fanali originali non erano funzionanti. Dopo diversi passaggi di proprietà tra America e Giappone la vettura è tornata in Italia, dove è stata ripristinata nelle sue condizioni originarie e ora è parte integrante della Collezione Lopresto.

Più grinta. Oltre alla torinese Pininfarina anche la prestigiosa carrozzeria meneghina Touring Superleggera a partire dal 1959 realizzò delle varianti granturismo della Flaminia, ovvero le GT, GTL e Convertibile. Costruite in alluminio, proponevano un look più giovanile e si discostavano dalla proposta originaria di Pininfarina, che invece incarnava la classica coupé da commendatore. Le Flaminia carrozzate Touring erano distinguibili immediatamente per i quattro fari rotondi e l'abitacolo più corto e slanciato. Le prime ad essere presentate furono la Flaminia GT, una coupé a due posti passo corto e la Convertibile, una Spider con l’hardtop opzionale. Nel 1963 venne presentata la GTL, che alla luce di un passo leggermente più lungo proponeva una carrozzeria coupé in configurazione 2+2. La Convertibile rimase in produzione fino al 1964, con un totale di 847 vetture prodotte (di cui 180 con la motorizzazione 2.8), mentre la GT e la GTL restarono a listino fino al 1965: con 1718 e 300 esemplari rispettivamente.

Sport alla milanese.
Tutte le varianti "griffate" della Flaminia vennero anticipate al Salone di Torino del 1958, un periodo di grande fermento per la carrozzeria italiana. Un altro nobile atelier milanese, Zagato propose in quell'occasione la variante più sportive e performante della Lancia Flaminia: la Flaminia Sport, realizzata sulla base della Flaminia GT. Si trattava di un coupé biposto più spartano, dalle linee affusolate e aerodinamiche con fari carenati (successivamente a filo con la carrozzeria) e maniglie a scomparsa, anche queste a filo con la carrozzeria. Nel 1964, debuttava la versione Super Sport Zagato che portava in dote un 2,8 litri potenziato fino a 152 CV e un nuovo frontale con la fanaleria circolare inserita in alloggiamenti a goccia con finitura cromata che ricordavano l’occhio di un falco. Inedito il posteriore con ampi fanali circolari in luogo della fanaleria verticale delle Flaminia Berlina e GT disegnate da Pinin Farina. Le Flaminia Zagato sono state prodotte fino al 1967 in 593 esemplari.

Ammiraglie di Stato. Quando nel 1960 la Regina Elisabetta II annunciò la sua visita in Italia, l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi incaricò Pininfarina di realizzare quattro Lancia Flaminia limousine per accompagnare la visita con una vettura moderna e prestigiosa, capace di rappresentare al meglio un’Italia in pieno boom economico. Le vetture furono ultimate tra il 1960 e il 1961 in un tempo record di 6 mesi. Dotate di pianale specifico, proponevano un’inedita carrozzeria landaulet in livrea blu ministeriale con pregiati rivestimenti in pelle Connolly nera e impianto radiotelefonico “Voxson”. Il debutto ufficiale delle nuove ammiraglie di Stato avvenne durante le celebrazioni di “Italia ‘61 a Torino, per i festeggiamenti del Centenario dell'Unità d'Italia, successivamente vennero impiegate per gli spostamenti romani della regina Elisabetta II.

Solenni. Il nome ufficiale dei modelli è Lancia Flaminia 335 (dove il numero si riferise alla lunghezza dell’interasse di 335 cm). Come consuetudine le vetture hanno ricevuto dei nomi specifici dai tecnici del Quirinale: Belsito, Belmonte, Belvedere e Belfiore. Restaurate da Fiat Auto nel 2001, due di esse sono esposte rispettivamente al Museo Nazionale dell'Automobile, (donata dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi), e l'altra al Museo Storico della Motorizzazione Militare insieme ad altre vetture presidenziali dimesse. Due delle vetture sono ancora in servizio per le grandi occasioni di Stato, come la sfilata per la Festa della Repubblica o l’insediamento del Presidente della Repubblica.

Nobile stirpe. Le Flaminia vennero prodotte per 13 anni, dal 1957 al ’70 per un totale di 12.633 unità. Con le Flaminia si chiude il ciclo delle grandi ammiraglie di casa Lancia: imponenti e raffinate non hanno avuto eredi di pari livello in termini di raffinatezza tecnica e stilistica. I vari modelli della Lancia Flaminia sono stati tra i protagonisti assoluti del jet-set negli anni della Dolce Vita; tra i fieri guidatori delle Lancia Flaminia granturismo, non si può non citare l'attore Marcello Mastroianni che ha posseduto diversi esemplari: la Convertibile Touring e le Zagato (Sport e Super Sport). Considerato l’equilibrio delle linee, il comfort globale e il tipo di clientela di riferimento, la coupé disegnata da Pinin Farina rappresentava una scelta di grande prestigio. Le coupé infatti superarono le vendite della berlina a quattro porte, nonostante un prezzo più alto. La berlina, spesso affidata allo chaffeur restava una prerogativa per chi non poteva fare a meno di una vettura istituzionale e doveva "sacrificarsi" prendendo posto sul comodo divano posteriore godendosi il viaggio, relegando a qualcun altro gli “oneri” della guida.

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