Le F1 anni 60 della Classic Racing School - Ruoteclassiche
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18 March 2021 | di Paolo Sormani

Le F1 anni 60 della Classic Racing School

Avete mai pensato a quanto sarebbe bello tornare indietro nel tempo, fino al 1969? Sulla Charade di Clermont-Ferrand la Classic Racing School insegna a guidare sulle monoposto Crosslé 90F Formula Ford di quei tempi.

In pista è sempre bello andarci, che si tratti di un raduno o di un track day. A Clermont-Ferrand, la città-Michelin del Massiccio Centrale francese, nel 2017 è nata la Classic Racing School, la prima scuola di guida sportiva al mondo dove si impara al volante di una monoposto degli anni Sessanta. Non quelle originali, ma cloni ricreati per riprodurne fedelmente la dinamica e le sensazioni di guida. I corsi sono tenuti sullo storico circuito della Charade, conosciuto come “le petit Nürburgring”. Un concetto innovativo nato dall’iniziativa di Julien Chaffard per… riscoprire le ruote e tornare alla vecchia scuola delle monoposto totalmente prive di elettronica. In rilassatezza, senza lo stress del cronometro e della prestazione, ma immersi in un’atmosfera che rivive abitualmente solo nelle fotografie e nei filmati dell’epoca.

Scommessa vincente. Il Motorsport degli anni Sessanta è considerato un’età dell’oro, nella quale le monoposto erano pericolosissime opere d’arte e d’ingegneria eleganti nella loro essenzialità. L’iconografia di un paddock meno segregato e più umano e rilassato, con piloti che potevano essere scambiati per attori (e qualche volta recitavano davvero, per esempio in “Grand Prix”) e danzavano con la morte firmando traiettorie in sbandata con la mescola delle loro gomme. In modo assai meno drammatico, lo scopo della Classic Racing School è insegnare la tecnica base della guida sportiva vecchia scuola, rituffando gli allievi nell’atmosfera dei Graham Hill e dei Jim Clark.

Ce n’è per tutti. I corsi si rivolgono sia al singolo appassionato, sia ai club e alle aziende per gli eventi corporate. Le formule sono molteplici e variano secondo durata (da mezza giornata a un intero fine settimana) ed esperienza del pilota. Si parte da quelli intitolati ai piloti Innes Ireland e Jim Clark, che non richiedono una particolare esperienza agonistica e di circuito; per salire a Chris Amon (su giornata singola) e ai 14 turni da 20 minuti del formato Jackie Stewart, che alla Charade trionfò due volte, nel 1969 e nel 1972. Nel formato più avanzato, si sta al volante cinque ore e mezza, distribuite su due giorni. Per l’accompagnatrice o l’accompagnatore troppo timidi per mettersi al volante, c’è sempre la possibilità di tre giri legati al sedile della sport prototipo Crosslé 9S del 1966, 240 cv per 550 kg, accanto a un istruttore della Racing School. Anche questa dovrebbe essere un’esperienza difficile da dimenticare…

Le petit Nürburgring. Anche se con meno lustro rispetto al Paul Ricard e a Digione (ha ospitato solo quattro Gran Premi di Formula 1), il circuito della Charade intorno ai vulcani dormienti di Clermont-Ferrand appartiene di diritto alla storia del motorsport francese. Con i continui cambi di pendenza e le sue 18 curve distribuite sui quattro chilometri di tracciato, è stato invariabilmente ribattezzato “il piccolo Nürburgring del Massiccio Centrale”. La sua conformazione si deve al fatto che, come molte piste europee poi evolute nel tempo, la Charade era nato come circuito stradale. Fra i piloti cinti dalla corona d’alloro sul suo palco figurano Jim Clark, Jackie Stewart e Jochen Rindt. Dopo quattro anni di attività e nonostante la pandemia, la Classic Racing School ha trasmesso i rudimenti della guida vecchia scuola a oltre settecento piloti, dai debuttanti assoluti ai più esperti e curiosi di misurarsi con le vecchie monoposto Crosslé 90F a forma di kazoo.

C’è anche Beltoise. Le vetture dei corsi sono ricreate dall’azienda nordirlandese Crosslé sulle cianografie delle 16F del 1969, che correvano nella Formula Ford. Nel ricostruirle è stato tenuto conto degli aggiornamenti in fatto di sicurezza, abitabilità offerta al pilota e affidbilità. Le sensazioni di guida sono le stesse di oltre mezzo secolo fa, grazie al peso ridotto ad appena 420 kg. Il motore è un 2 litri Zetec da 110 cv accoppiato al cambio manuale a 4 marce. L’istruttore capo è una prima scelta: Pierre Sancinéna vanta un’esperienza decennale di collaudatore alla Renault Sport ed è stato pilota professionista nei campionati GT4, Alpine Cup e fra i prototipi LMP3. Fra gli altri, al suo fianco troviamo il cognome suggestivo di Vincent Beltoise, nipote del pilota Jean-Pierre.

Si ricomincia in aprile. Si va dai tre giri della Charade in una Sport Prototipo Crossié 96 a ruote coperte come esperienza iniziale, ai programmi di mezza giornata di 56, ai 120 e 200 km del corso a giornata intera, per un costo che varia dai 150 ai 2.500 euro, con un numero di partecipanti non eccedente i 12 piloti. Possono esserci programmi di gruppo personalizzati fino a 24 partecipanti. La prima data in calendario è il 17 aprile. A causa delle restrizioni da Covid-19, le prenotazioni per i corsi del 2021 potranno essere modificate senza spese aggiuntive.

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