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17 marzo 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Le fuoriserie di oggi sono sempre più… classiche

Atterrata a Ginevra, la David Brown Speedback Silverstone Edition è il terzo veicolo della Casa inglese e rappresenta una nuova tendenza per chi ama il look vintage con qualità, prestazioni e... prezzo contemporanei

Le classiche rimasterizzate sono una tendenza affascinante di cui ormai occorre prendere atto perché rappresentano un segnale inequivocabile della crescente importanza delle auto storiche e del gusto vintage (chiamiamola pure influenza culturale) nel settore automotive contemporaneo.

Prendiamo la David Brown, che ha sede vicino al circuito di Silverstone e aveva già all'attivo due modelli che, per certi versi, rappresentavano anche due approcci diversi al tema: il primo di nome Speedback una reinterpretazione postmoderna della gran turismo anni sessanta, una formula evocativa classica ma con le forme ispirate al family feeling DB di casa Aston; il secondo, una Mini del tempo che fu ricostruita come se fosse... oggi.

Costi elevati, numeri ridotti e qualità le parole d'ordine: circa mezzo milione di sterline per la sportiva e oltre 75.000 sterline per la piccola citycar, in una sorta di ritorno al futuro automobilistico che sembra strizzare l'occhio a chi vuole tutto, ma proprio tutto. Ovvero, look vintage e unicità ma anche qualità e comodità del tempo contemporaneo. Una via diversa quindi dal restauro di auto d'epoca ma anche dalle repliche di auto del passato fatte dalle Case con alterne fortune di gusto o commerciali.

La terza auto di casa Brown, che verrà prodotta in soli dieci esemplari, è in realtà una ulteriore variazione sul tema, una versione speciale  della Speedback, a sua volta limitata a soli 100 esemplari. Versione speciale che omaggia il mitico circuito di Silverstone nonché il luogo dove nasce, e si ispira al mondo aeronautico rievocando lo spirito del tempo che fu, quello dei coach builder battilastra.

Qui come per la Speedback base, se così si può chiamare, tutto è ispirato al passato ma realizzato con concetti moderni  per avere prestazioni e usabilità di un veicolo contemporaneo. La base di origine, va detto, per il propulsore e parte del telaio è quella della Jaguar XK, ma tutto il resto parla il linguaggio della passione esclusiva e della selezione maniacale dei materiali, oltre che del rispetto della memoria per l'età dell'oro automobilistico.

Sulle forme di ispirazione Aston e DB della Speedback si è già parlato in lungo e in largo ma quello che conta è che il risultato finale è già nel modello base raffinato e per nulla stucchevole. Qui a rendere la proposta ancora più unica ci sono una evidente ispirazione aeronautica e al mondo dei jet, che si vede da mille particolari anche piccoli, uno su tutti le bocchette di aerazione degli interni, ma non solo.

Gli stessi cerchi in lega specifici per il modello richiamano l'immaginario delle turbine dei motori jet come il quadruplo scarico segnato da alette nei tubi interni, due per parte, al posteriore. Non mancano i pezzi ricavati dal pieno di alluminio come il bocchettone per il rifornimento e i continui rimandi tra passato e futuro sopra e sottopelle. Vedi i proiettori tondi al led nascosti sotto il look vintage tipicamente ovoidale, alle griglie brunite della mascherina, anche questa adornata con fari al led.

E ancora, le rifiniture a mano dei sedili in pelle, con ricamato il circuito di Silverstone visto dall'alto fino alle sospensioni regolabili, il differenziale posteriore autobloccante o il navigatore. Piacere, forma e funzione. La Silverstone Edition è un due posti secchi, dietro i sedili ci sono spazi vuoti rifiniti in pelle e allumino, dove caricare altre valigie che non dovessero stare nel bagagliaio. Non mancano persino comodità elettriche come i sedili o la smart key.

Il motore sotto il cofano, con i suoi otto cilindri, il compressore e 450 cavalli è accoppiato a un cambio automatico a sei rapporti ZF e assicura prestazioni e affidabilità contemporanea. Lo zero-cento si brucia in 4,3 secondi e la velocità massima è limitata ai 250 orari.

Per aggiudicarsi uno dei dieci esemplari, possibile scegliere se con guida a sinistra o a destra mentre il colore dark, frutto di molte settimane di lavorazione, è obbligatorio, occorre essere disposti a sborsare 620.000 sterline più tasse locali e costi di trasporto.

Costi anche loro contemporanei, quindi, a livello delle più esclusive supercar e non alla portata di tutti. Ma anche la garanzia di tre anni ricorda più certe innovazioni giapponesi che le classiche pronte ad imbrattare le candele e richiedere pronti interventi del carburatorista.

Luca Pezzoni

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