Ricostruire la storia delle versioni speciali Alfa Romeo dagli anni 70 a oggi è stato un lavoro lungo e complesso, tra ricerche d’archivio e consultazione di brochure originali dell’epoca. L’obiettivo è stato quello di ripercorrere l’intera produzione del Biscione per individuare i modelli più rari, curiosi e poco conosciuti, spesso legati a edizioni limitate destinate ai mercati esteri. In molti casi si trattava di varianti con modifiche estetiche minime – come spoiler o adesivi – applicate direttamente nelle concessionarie su iniziativa delle filiali locali, senza un controllo diretto della Casa madre. Questo rende oggi difficile reperire documentazione e immagini, anche perché all’epoca queste versioni venivano citate solo marginalmente dalla stampa specializzata. Diverso il discorso per i modelli più recenti: con vetture come la MiTo, le serie speciali si sono moltiplicate e risultano molto più facili da catalogare e analizzare.
Alfasud Sprint Grand Prix
A carriera finita, nel 1984, l’importatore tedesco dell’Alfa Romeo realizza questa versione speciale dedicata all’Alfasud. Era denominata “Sprint Grand Prix”, replicata anche sul mercato svizzero e, due anni dopo, anche francese, fondamentalmente per provare a esaurire le scorte di esemplari invenduti. La base era la Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde da 105 CV e ne furono realizzate 100 unità, caratterizzate da passaruota allargati di plastica, specchietto retrovisore destro e spoiler posteriore, oltre a un badge identificativo. Inoltre, tutte le parti di plastica erano state verniciate nel colore vettura, a partire dalla mascherina, scegliendo tra rosso, nero, bianco e argento metallizzato (quest’ultimo optional). A seconda della tinta carrozzeria, era presente una striscia o grigio metallizzato o nero, lungo le fiancate e i paraurti, mentre per il resto, dai lavafari ai cerchi in lega a 8 fori, fino ai sedili di tweed, era tutto come le Quadrifoglio Verde standard.
33 Red, Blue, Silver
Di queste tre edizioni speciali, prodotte a partire dal 1986, la prima è la “Silver”, caratterizzata dalla tinta grigio chiaro metallizzato per la carrozzeria, abbinata a interni color crema e al tetto apribile e disponibile esclusivamente sulla 1.7 adiniezione elettronica con 110 CV. La “Red” invece, oltre ai badge identificavi, presentava una verniciatura bicolore, con le plastiche della parte inferiore delle fiancate e i paraurti verniciati di color grigio, mentre la carrozzeria, incluso lo spoiler posteriore, era di colore rosso, così come i tappetini, parte della tappezzeria interna e la trama dei sedili con tessuto specifico a quadretti nero-grigio-rossi. La “Blue”, a dispetto del nome, presentava solo una sottile striscia adesiva lungo le fiancate di tale colore, mentre la carrozzeria era di colore grigio.
GTV Grand Prix
Risale al 1981 questa versione speciale della GTV, realizzata con la scusa di celebrare il ritorno in Formula 1 dell’Alfa Romeo. Sono solo 650 gli esemplari prodotti, dei quali 250 destinati all’Italia, 200 alla Francia e i rimanenti per gli altri mercati europei, caratterizzati dalla verniciatura esclusivamente di colore rosso, con strisce adesive nere e scritta “Grand Prix” all’altezza della linea di cintura e sulla parte bassa della fiancata. C’erano anche dei cerchi in lega dal disegno specifico, neri con bordo argento, e pneumatici 195/60/R15 maggiorati ma gli interni sono quelli standard, così come a livello meccanico non cambia nulla rispetto alla versione di serie, spinta dal 2.0 litri da 130 CV.
33 Imola
Torniamo all’Alfa 33, “piccola” molto amata dagli Alfisti e che per molti di essi è stato il modello di accesso al mondo del Biscione. Due anni dopo il restyling del 1990, viene presentata un’edizione speciale dedicata alla cittadina romagnola che ospita il circuito “Enzo e Dino Ferrari”: la 33 “Imola” era disponibile solo di colore rosso o nero, con un pacchetto di accessori specifici, oltre all’adesivo identificativo sul baule, ovvero alettone posteriore, minigonne di plastica non verniciata, a differenza di paraurti e specchietti che invece sono in tinta con la carrozzeria. Sono presenti anche cerchi in lega da 15”, fendinebbia e, all’interno, dei sedili sportivi rivestiti di velluto antracite, con quadrettatura rossa e fianchetti di ecopelle. Per finire, volante e pomello del cambio rivestiti di pelle, chiusura centralizzata e un’autoradio della Philips.
75 ASN Allestimento Serie Numerata
Poco conosciuta, quest’edizione speciale, prodotta a fine serie, nel 1991, è un vero mistero anche per molti esperti Alfisti. Il fatto è che in quegli anni ad Arese non brillavano per organizzazione e non esistono dati ufficiali a certificare quanti esemplari siano stati realizzati, sempre che si possa considerare una serie speciale a tutti gli effetti, visto che le varie unità avevano differenze di allestimento anche sostanziali. Con un discreto margine di attendibilità, si può dire che le 75 ASN (Allestimento Serie Numerata) sono state prodotte dal 1991 in soli tre colori: grigio, nero e rosso, con minigonne e passaruota allargati e una targhetta numerata sulla plancia. Alcuni esemplari avevano i sedili sportivi Recaro e il volante a tre razze, mentre tutti presentavano gli splendidi cerchi in lega Speedline da 15”.
156 “Black Edition”
Riservata al mercato tedesco, sia in versione berlina che SportWagon, la “Black Edition” del 2003 era disponibile esclusivamente con l’1.9 litri JTD da 140 CV e si caratterizzava per il colore nero metallizzato e il logo adesivo (applicato a discrezione del singolo concessionario). Presentava anche cerchi in lega da 16" e degli interni rivestiti di tessuto Alfatex di colore nero, per sedili e pannelli portiere. Inoltre, era dotata di impianto stereo a sei altopartlanti con radio e lettore CD Blaupunkt. Non è chiaro quanti esemplari siano stati prodotti, ma, sempre per il mercato tedesco, sono state realizzate altre tre edizioni speciali: Edizione Sportiva, Edizione Esclusiva e - ma solo con carrozzeria station wagon - la Travel.
147 Ducati Corse
Compirà 20 anni nel 2027 la 147 in allestimento speciale “Ducati Corse”. Prodotta in collaborazione con il famoso marchio di motociclette emiliano in tre colori, rosso, bianco e nero, si distingueva esternamente per l'assetto ribassato, il terminale di scarico cromato e dei cerchi in lega da 18" bordati di rosso dal disegno esclusivo. Le grafiche adesive sulle fiancate e le pinze dei freni rosse erano opzionali, mentre la personalizzazione dell’abitacolo passava attraverso dei sedili sportivi specifici per il modello, neri con cinque righe rosse verticali, volante di pelle nera con cuciture rosse, pedaliera di alluminio e logo Ducati Corse riprodotto sia sui badge esterni (fiancate, portellone) che stampato sui poggiatesta. Sotto il cofano, l’1.9 litri JTDM potenziato a 170 CV accoppiato al sistema Q2, ovvero un differenziale autobloccante Torsen, e al pulsante Sport che rende più sensibile il pedale dell'acceleratore. Solo 500 le unità realizzate.
147 Murphy&Nye
Sempre nel 2007, l’Alfa Romeo lancia un’altra versione speciale, sposandosi con un marchio di moda legato alla nautica, dando vita alla 147 “Murphy&Nye”. C’è un colore esclusivo, l’azzurro cristallo satinato, a ricordare il tema marino, con i cerchi in lega da 17". Oltre al terminale di scarico cromato c’è il badge identificativo sia sui montanti neri sia sul portellone, ma il meglio arriva accedendo all’abitacolo: i pannelli delle portiere sono rivestiti di pelle colore, crema, che nei sedili sportivi è alternato al blu, creando un ambiente di grande eleganza. Non mancano dettagli come il logo Alfa ricamato in rosso sul poggiatesta, i batticalcagni con logo Murphy&Nye e tappetini con cordino e alamaro. Inoltre, compresi con la vettura, un kit di accessori firmati Murphy&Nye composto da borsone, portachiavi e portadocumenti. Unica la possibilità per quanto riguarda il motore, l’1.9 litri JTDM nella versione da 120 CV.
147 Persol
Un’altra interessante incursione del marchio milanese nel mondo della moda è quella che dà vita alla 147 “Persol”. L’iniziativa è della filiale francese, che, nel 2008, ne fa realizzare 500 esemplari, in versione 3 o 5 porte e con la possibilità di scegliere tra tutte le motorizzazioni in gamma. Il colore scelto è un elegante nero carbonio metallizzato, con dei cerchi in lega da 17” specifici “Design Air” dello stesso colore, mentre la calandra di alluminio offre un piacevole stacco cromatico. Il logo “Persol” è applicato sul portellone e su etichette applicate ai sedili, mentre all’interno troviamo il tessuto Alfatex nero utilizzato per la selleria, volante e pomello del cambio rivestiti di pelle, cruise control, lettore CD con 6 altoparlanti e - per giustificare il nome - un paio di occhiali da sole “Persol” in omaggio, a scelta tra 5 modelli da uomo e donna.
MiTo RIAR
Una delle serie speciali più rare tra tutte le Alfa Romeo è quella prodotta nel 2009 in soli 46 esemplari in omaggio al RIAR (Registro Italiano Alfa Romeo). L’auto prescelta era la MiTo, equipaggiata con l’1.4 litri turbo benzina da 155 CV e solo i soci iscritti al Registro potevano acquistarla, a un prezzo speciale di 20 mila euro. Prodotta esclusivamente di color nero metallizzato, con le cornici dei fari anteriori e posteriori in tinta, presentava anche dei cerchi in lega da 17” di color grigio antracite, pinze freni rosse, spoiler sopra il lunotto e un paraurti posteriore con un accenno di diffusore. All’interno spiccano i sedili sportivi di pelle Frau di colore cuoio e la plancia con le plastiche rivestite di una pellicola “carbon look”. Molto completa la dotazione: oltre allo stemma RIAR sul portellone e sulla razza centrale del volante, ci sono anche una targhetta identificativa numerata sulla consolle centrale, il climatizzatore automatico bi-zona, i fendinebbia e i sensori di parcheggio.
MiTo for Maserati
Solo leggermente meno rara - 100 esemplari - è la versione, mai messa in commercio, realizzata come vettura di cortesia per i concessionari Maserati a livello internazionale. L’inedita collaborazione interna vedeva protagoniste le MiTo Quandrifoglio Verde con motore 1.4 litri turbo Multiair da 170 CV, caratterizzate dalla verniciatura Blu Oceano, utilizzata al tempo dal marchio del Tridente, mentre gli interni erano rivestiti di pelle Frau. Anche il battitacco con la scritta “Alfa Romeo for Maserati” contribuisce a dare un senso di esclusività, completato da una dotazione full optional, con fari allo xeno, navigatore satellitare, clima automatico e sospensioni a controllo elettronico.
MiTo SBK Limited Edition
Ancora la piccola MiTo per una serie speciale prodotta nel 2013, la SBK Limited Edition, realizzata in 200 esemplari sulla base dell’allestimento Quadrifoglio Verde, con l’1.4 litri turbo benzina da 170 CV. Si caratterizzava per la carrozzeria bicolore, nero e rosso da abbinare alle tre tinte possibili per il tetto (nero, rosso e bianco cristallo) e una striscia adesiva sulla fiancata con il logo della SuperBike, della quale la vettura di Arese era la safety car ufficiale. In aggiunta, cerchi in lega da 18 pollici color titanio, pinze freno verniciate di rosso e paraurti posteriore modellato con un estrattore. All’interno, sedili sportivi firmati Sabelt con schienale di fibra di carbonio e inserti di Alcantara, volante e pomello del cambio rivestiti di pelle e una targhetta numerata sulla plancia.
Brera Italia Independent
Torniamo indietro al 2009, quando Alfa Romeo decide di produrre 900 esemplari di una versione speciale in collaborazione con il brand di moda fondato da Lapo Elkann. Molto esclusiva la verniciatura delle Brera, color titanio opaco abbinata a cerchi in lega nero opaco da 18”, con disegno a turbina e arricchita da elementi di alluminio, come il tappo del carburante. Ci sono anche le pinze freno verniciate di rosso e, a identificare il modello, il logo “Italia Independent” posizionato nella parte posteriore della vettura. All’interno domina il carbonio, dal cruscotto al volante, accostato alle cornici degli strumenti di colore rosso, mentre i pannelli porta e i sedili sono di colore nero, ma a richiesta è possibile avere quelli firmati Poltrona Frau con cuciture rosse. Le targhette di alluminio spazzolato, personalizzate con il logo “Italia Independent”, si possono trovare sui poggiatesta dei sedili anteriori e c’è anche la pedaliera di alluminio. Due le scelte per i motori, entrambi benzina: il 2.2 litri JTS da 185 CV o il V6 di 3.2 litri e 260 CV, quest’ultima anche abbinata alla trazione integrale Q4.
155 Silverstone/Formula
Andiamo ancora più indietro, per una versione speciale della 155 che, quando fu prodotta nel 1994, venne chiamata “Silverstone” in Italia e nel Regno Unito e “Formula” nel resto dell’Europa. La sua particolarità è la presenza dell’alettone posteriore sullo stile di quello utilizzato sulla 33 “Imola” e di uno splitter anteriore, uno stratagemma per poter omologare le appendici aerodinamiche nel campionato inglese turismo BTCC. Per il resto, il motore prescelto, l’1.8 litri Twin Spark aveva guadagnato 5 CV, arrivando a 130, e oltre ai cerchi in lega con pneumatici 205/50/R15 c’erano anche in opzione quelli da 205/45/R16, mentre gli interni sono come quelli della 2.0 litri Turbo Q4. I colori per la carrozzeria erano solo tre: rosso Alfa, grigio metallizzato e nero. 2.500 gli esemplari totali realizzati, il numero minimo richiesto per l’omologazione del modello da corsa.
75 Indy
Ci avviciniamo alla fine della nostra gallery e non possiamo che tornare a quella che molti continuano a considerare “l’ultima vera Alfa”. Stiamo parlando della 75: nel 1991, a fine carriera, viene commercializzata una versione speciale, denominata “Indy”, che in realtà non è in edizione limitata, anche se disponibile in soli tre colori, rosso Alfa, nero metallizzato e grigio chiaro metallizzato, con un badge “Indy” applicato sul baule. Molto vistosi i cerchi in lega da 14" a cinque razze, inoltre erano presenti specchietti retrovisori e griglia in tinta con la carrozzeria, così come paraurti e minigonne. All’interno, rivestimenti di velluto e la dotazione della 2.0 litru Twin Spark, anche se la “Indy” era disponibile solo con il motore da 1.8 litri.
75 Turbo Evoluzione
Concludiamo con la più ambita e desiderata tra le Alfa classiche moderne, la “Turbo Evoluzione” prodotta in 500 esemplari stradali, quelli necessari per omologare i corrispettivi destinati a competere nel campionato mondiale Turismo. La base meccanica è quella della 1.8 turbo i.e., ma il look è qualcosa di talmente esagerato che ancora oggi provoca stupore: un kit aerodinamico fatto di parafanghi allargati, minigonne grosse come solo negli anni 80 e paraurti aggressivi quanto basta. La targhetta sul baule con la scritta “Turbo E” non la nota nessuno, a differenza degli adesivi neri che corrono lungo la fiancata e recitano per esteso “75 Evoluzione”. Ci sono anche cerchi in lega, rossi come la carrozzeria, dal disegno specifico e, all’interno, dei sedili sportivi di tessuto, con dettagli di pelle sui fianchetti e a contornare i poggiatesta, volante a tre razze e quadro strumenti con illuminazione arancione.
