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06 dicembre 2018 | di Mario Simoni

Le spider Alfa Romeo mai entrate in produzione

L’Alfa Romeo per tanti appassionati e in molti Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, è più conosciuta e apprezzata per le sue spider che per le vittorie nelle competizioni.

Certi modelli, come la Giulietta Spider e il Duetto, sono stati protagonisti in decine di film, primo fra tutti Il laureato, e sono tuttora in cima ai desideri di molti appassionati. Si può dire che da sempre nella gamma Alfa Romeo c’è stata almeno una versione spider, anche se oggi la presenza in questo settore è limitata alla sola 4C. In passato, tuttavia, altre spider del Biscione, giunte a un passo dalla produzione in serie, sono state cassate per problemi di bilancio, di costi eccessivi o per il design o le caratteristiche tecniche poco convincenti. Alcuni di questi modelli, e in particolare la rivoluzionaria Protèo, avrebbero potuto cambiare la storia dell’Alfa Romeo, mentre di altri non se ne è certo sentita la mancanza. Ecco dunque le spider Alfa mancate degli ultimi decenni, molte delle quali pubblicate nel mio libro 50 anni di spider Alfa Romeo.

Le Giulietta Spider di Bertone. Questa carrellata non può che iniziare con il modello più celebre, la Giulietta, e dunque con i due prototipi di spider proposti nel 1955 da Bertone, già autore della Giulietta Sprint, disegnati da Franco Scaglione ed evidentemente ispirati alla 2000 Bertone Sportiva del 1954.

La Giulia Spider bocciata. Stesso destino avverso ha avuto un altro prototipo proposto nel 1964 sempre da Bertone per sostituire la Giulia Spider, erede della Giulietta, di cui era in realtà un semplice restyling con meccanica maggiorata. Realizzata partendo dalla carrozzeria della cabriolet Giulia GTC, la proposta di Bertone, poi rielaborata dal centro stile Alfa Romeo, mancava di appeal e originalità e, se fosse entrata in produzione, probabilmente avrebbe ritardato la nascita di una delle spider più famose e popolari, il Duetto di Pininfarina del 1966.

La scoperta tubolare. All’inizio degli anni Sessanta, era stata assemblata un’altra auto scoperta, con telaio tubolare e motore di 1.3 litri, attribuita a Zagato: la Tubolare 105/10, una vettura sperimentale e progettata per le competizioni, per la quale era prevista anche una copertura aerodinamica che prefigurava le linee della Giulia TZ.

L'Alfasud Sprint Spider. Un altro modello abbandonato, che è stato fortunosamente scoperto e fotografato in un magazzino del Portello negli anni Ottanta prima che venisse distrutto, è la Sprint Spider, realizzata nel 1977 e collaudata a lungo sulla pista di Balocco. Disegnata da Giugiaro alla fine degli anni Settanta, era dotata della stessa meccanica dell’Alfasud, mentre la carrozzeria era completamente inedita, anche nel frontale, più filante rispetto alla Sprint coupé. In realtà, più che spider era una targa, con il tetto asportabile, dal design tutt’altro che appassionante, che probabilmente non avrebbe incontrato i favori del pubblico, anche di quello americano, principale destinatario di questa “scoperta”. Uno scoop che annunciava la possibile nascita della Sprint Spider apparve su Quattroruote nell’ottobre 1978, che pubblicò anche alcune foto del prototipo camuffato sorpreso in prova. In realtà il progetto era già destinato a essere sospeso, a causa del design poco convincente, della difficile situazione dell’Alfa Romeo e dei problemi di omologazione negli Stati Uniti: forse si cercò di rilanciarlo proprio attraverso le immagini fatte filtrare per potere sondare le reazioni del pubblico, ma il tentativo non ebbe successo.

Super Spider. C’è invece un’altra spider che avrebbe sicuramente incontrato i favori degli alfisti e poteva dare lustro all’immagine sportiva del marchio, ma per misteriosi motivi venne bloccata proprio mentre stava per essere esposta al Salone di Torino nel 1996: è la Super Spider, versione corsaiola del modello disegnato da Pininfarina, presentato l’anno prima. La Super Spider, equipaggiata con il V6 di 3.0 litri da 220 cv, alleggerita di 150 kg, dotata di cerchi in lega da 18”, assetto ribassato, modifiche aerodinamiche e roll-bar, con una carrozzeria monoposto aggressiva e accattivante disegnata dal centro stile di Arese, poteva raggiungere i 250 km/h e passare da 0 a 100 in meno di 7 secondi. Prodotta in piccola serie da Zagato e protagonista del campionato promozionale Alfa Romeo, come previsto, avrebbe avuto tutte le carte in regola per trasformarsi in un piccolo successo commerciale.

La Zagato scartata. Un’altra spider che avrebbe dovuto essere prodotta dalla Zagato e che invece non entrò mai in produzione è la cosiddetta RZ Speedster, una variante più spinta della roadster RZ, caratterizzata dalla linea più filante e dal parabrezza abbassato. In realtà, di questo modello non si sa molto di più, ma esistono alcune foto del prototipo sorpreso qualche tempo dopo ad Arese, quando il progetto, risalente all’inizio degli anni Novanta, era già stato abbandonato.

La concept Protèo. C’è un caso ancora più clamoroso fra le occasioni perse ad Arese: la concept car Protèo del 1991. Dotata del tetto rigido ripiegabile elettricamente, progettato per essere riposto nel vano bagagli in posizione verticale. Disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo, guidato da Walter de Silva, questo prototipo era dotato di trazione integrale, quattro ruote sterzanti, motore V6 di 3.0 litri da 260 CV e soprattutto di una carrozzeria moderna e aggressiva, caratterizzata dal tetto in cristallo, che avrebbe potuto aggiungere un interessante tassello alla storia delle Alfa Romeo scoperte.

Il remake del Duetto. Fra le spider mai nate del Biscione, non si può poi non ricordare la splendida 2uettottanta presentata da Pininfarina al Salone di Ginevra del 2010 per celebrare gli 80 anni di attività. Ufficialmente la concept è stata catalogata come esercizio di stile, ma è certo che il nome e la linea, ispirati a quelli della celebre Duetto, avrebbero potuto dare origine a una stupenda spider Alfa Romeo, capace di rinnovare i successi del passato.

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