Auto
27 July 2020 | di Paolo Sormani

León, il ruggito della Seat

Dopo la Ibiza, la Casa spagnola piazza un’altra zampata vincente della nel segmento delle hatchback con la León. Firmata da Giorgetto Giugiaro, la prima serie è già una youngtimer. In vent’anni ne sono state costruite oltre due milioni, anche in grintosa versione Cupra.

Ci sono auto con le quali abbiamo una familiarità tale, da non accorgerci che non solo sono già diventate maggiorenni, ma si affacciano sulla scena Youngtimer con una storia consolidata dalle serie successive. È il caso della León: è stata la prima Seat a entrare nel settore delle compatte nel 1999 e oggi è già arrivata alla quarta generazione oltre due milioni di esemplari venduti, con tanto di versioni sportive Cupra. La due volumi del segmento C progettata, sviluppata e costruita a Barcellona ha sostituito l’ormai passatissima Ronda “accorciando” la berlina Toledo. Dalla cugina tedesca VW Golf si è fatta prestare il pianale, dalla Audi A3 un bel po’ di “pezzi giusti” sotto il cofano. Il che non toglie che sia stata “il modello che ha messo la Seat sulla mappa internazionale grazie al design (firmato Giorgetto Giugiaro), alla tecnologia e alla qualità”, commenta Isidre López, responsabile della Collección de Coches Historicos (la divisione storica ed heritage) della Seat. Con un piccolo aiuto della “famiglia” di appartenenza, la León è nata bestseller: a Barcellona hanno capito subito che era l’auto giusta per mirare al cuore del segmento di riferimento in quegli anni. Previsione azzeccata: dal 1999 al 2005, la prima serie è stata venduta in 534.797 pezzi su 43 mercati.

Giovane, per i giovani. Dapprima entro i Pirenei, poi in Europa la León ha conquistato rapidamente i cuori dei venti-trentenni grazie a una propria personalità. Se non una trendsetter (in questo doveva fare i conti con la presenza ingombrante dell’eterna Golf), la León ha costituito un grande salto in avanti per Seat quanto a tecnologia e standard di qualità. Cominciando dalla carrozzeria galvanizzata, per proteggere la scocca dalla corrosione e migliorarne l’impatto visivo. Più certi extra come l’apertura automatica dell’immissione del carburante, ai tempi una sofisticazione non da tutte. Disponibile a trazione anteriore o integrale a 6 marce, sulla León la Seat ha puntato molto fin dall’inizio: tanto da essere la prima costruita contemporaneamente in due fabbriche, quella catalana di Martorell e l’altra di Bruxelles. Mantenendo fede al nome da belva (ma come sempre ispirato a una località spagnola, in questo caso il capoluogo della Castiglia), è stata anche la prima Seat a oltrepassare il muro dei 150 cavalli, anzi arrivando a 180 nella versione 1.8 Turbo 20V, costruita per sette anni. Altro che le tranquille Marbella e Ibiza…

Alla faccia della Golf. La prima generazione di León ha avuto il motore giusto per tutti, dal gestibilissimo 1.4 benzina aspirato da appena 75 cv, al 1.8 Turbo delle versioni Sport e TopSport. I 1.9 Turbo Diesel spaziano dai 90 ai fatidici 150 cavalli. E non potevano mancare le versioni Cupra (acronimo di Cup Racing): la prima arriva nel 2001, spinta dal 6 cilindri a V da 2.800 cc e 204 cv, presto seguita dalla versione TDI da 150 cv. Entrambe comunque a trazione integrale Total Traction 4, specialità dei padroni di casa tedeschi. Avrà pure avuto cinque porte, ma in versione Turbo Diesel la León andava così forte da mettere in ombra persino la Golf. Sono queste le versioni sulle quali un cultore Seat dovrebbe puntare? Darsi una risposta è facile, oltre che piuttosto divertente. La seconda serie della León arriva nel 2005 sul pianale della nuova e grintosa monovolume media Altea, con styling di Walter De Silva.

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