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04 novembre 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

London-Brighton, in 525 alla “gita fuori porta” d’altri tempi

Dal centro di Londra a Brighton, la località balneare preferita dai londinesi, sono 97 chilometri o per essere più precisi, 60 miglia. Oggi, volendo si può prendere l’autostrada e, traffico permettendo, in poco più di un’ora, si arriva a destinazione. Ogni anno, però, il primo weekend di novembre, il viaggio acquisisce un’aura del tutto diversa. La Londra Brighton Veteran Car Run è il più grande evento al mondo dedicato alle vetture costruite prima del 31 dicembre 1904, che così commemorano “il primo viaggio” - l’Emancipation Run - effettuato il 14 novembre 1896 per festeggiare l’abolizione del limite di velocità a 4 miglia orarie (6,5 km/h).

Questa modifica al regolamento stradale, che in pratica bloccava lo sviluppo dell’automobile in Inghilterra, ha comportato anni di lotte da parte degli appassionati della prima ora, che, finalmente liberi, hanno festeggiato con una gita fuori porta, percorrendo la strada - oggi A23 - che attraverso Norbury, Crawley e Cuckfield porta al mare. Ben lungi da loro l’idea che, a distanza di 119 anni, in modo praticamente continuativo dai primi del 900, un gruppo di oltre 500 Veteran ne avrebbe ripercorso le orme…

L’edizione 2015, che ha avuto luogo il 1° novembre, ha visto al via 525 vetture provenienti da ogni parte del mondo, con equipaggi arrivati fin dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Il contingente più numeroso, ovviamente non considerando gli inglesi, era quello Americano. Da sempre gli statunitensi sono grandi sostenitori della Londra-Brighton, tanto che quest’anno il loro Paese era ospite d'onore: ben 16 equipaggi yankee arrivati a destinazione, su un totale di 57 vetture iscritte da Oltreoceano.

L’Italia era rappresentata da tre equipaggi, tutti meritevoli di attenzione per la vettura con la quale hanno partecipato. Nella giornata di sabato, dedicata alla sfilata e al concorso di eleganza di Regent Street, proprio nel cuore della City, tutte e tre le vetture presentate degli italiani sono state premiate dalla giuria. Si trattava della De Dion Bouton del 1901 (circa) della famiglia Baulino, della Renault del 1900 (circa) di Antonio Calleri e dell’Isotta Fraschini del 1901 di Corrado Lopresto, giunto a Brighton col Tricolore dopo sette ore di viaggio.

Il fascino della corsa è legato ad alcuni momenti magici che riesce a ricreare, come la partenza all’alba da Hyde Park, a pochi passi da Buckingham Palace, dove, complice il buio e la leggera nebbiolina, il panorama - fatto da luci all’acetilene, candele e suoni meccanici d'altri tempi - catapulta i partecipanti a inizio secolo scorso. La magia è tale che, una volta scoperta non se ne può più fare a meno, e diventa imperativo tornare per l'edizione dopo.

Massimo Delbò

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