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21 marzo 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

L’origine del mito Porsche [video]

La storia del marchio Porsche inizia nel 1948 con questa vettura, costruita in soli 50 esemplari nel paesino di Gmünd, in Austria, da cui prende il nome. Eccola in un raro backstage che la vede immersa nel traffico attuale

Il dietro le quinte di un servizio fotografico è l’occasione per vedere in una prospettiva insolita il modello da cui tutto ebbe inizio: la Porsche “Gmünd”, la vettura che anticipa la “356” e tutta la produzione Porsche fino a oggi. Fu questo modello a introdurre per la prima volta le linee che caratterizzano ancora, a distanza di 56 anni, la produzione del costruttore tedesco. La vettura in questione è la numero 50, l’ultima delle Porsche costruite nell’officina di Gmünd in Austria dove Ferry e Ferdy, padre e figlio, diedero inizio al mito, prima di trasferirsi a Stoccarda. Il fortunato possessore di questo gioiello è Jeff Zwart, pubblicitario statunitense, regista, nonché pilota di rally, noto soprattutto per la sua vittoria al Pikes Peak nel 1994. Zwart racconta nel video le qualità della “Gmund” e  il piacere che ancora prova a guidare questa vettura, nonostante i soli 40 CV del 4 cilindri boxer Volkswagen, capace però di spingere la “Gmünd” fino a 140 km/h.

“Se guardi le forme della ‘Gmünd’ si capisce come sia stata modellata dal vento, come sia stata costruita così affinché riuscisse a penetrare l’aria nonostante la potenza ridotta” dice Zwart in questo video. “Questa però era l’idea che i Porsche avevano all’epoca di come dovesse essere un’auto sportiva. Ovvero, morbida e affusolata, aerodinamica. Il disegno e la linea della “Gmünd” sono la base dello stile di tutte le auto che la Porsche ha prodotto successivamente. Adoro camminare intorno a quest’auto perché ci sono dettagli che la rendono unica, come gli indicatori di direzione a bacchetta che si alzano per segnalare che si sta girando. La chiave di accensione è costruita in modo che facendola penetrare nel blocchetto di accensione si avviino in progressione diverse luci e diverse componenti della vettura. È una macchina affascinante, piacevole da guidare. Chissà cosa sarebbe stato della '356', della '911' e degli altri modelli Porsche se nel villaggio di Gmünd avessero preso decisioni diverse” dice ancora Zwart.

“Il colore grigio chiaro è molto tedesco, ma mette in evidenza tutte le parti della vettura. È un grigio che si accompagna benissimo alle forme e alla struttura della macchina, un grigio che ti permette di osservarla senza farsi distrarre da eventuali macchie di colore” continua Zwart. Quanto alla guida, “la ‘Gmünd’ deve essere condotta con pazienza: si cambia piano, si accelera lentamente, e i movimenti all’interno del traffico moderno devono essere ben pianificati. La Gmünd rende la vita più lenta, ma ti fa percepire il piacere della lentezza. Tuttavia, le caratteristiche di guida sono autenticamente Porsche, e questo modello rappresenta l’inizio della storia di questo marchio”.

Gilberto Milano

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