Maurizio Marini: una vita per il Double Chevron - Ruoteclassiche
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17 January 2022 | di Alfredo Albertini

Maurizio Marini: una vita per il Double Chevron

Maurizio Marini, nome ben noto a tutti gli appassionati di Citroën, ma non solo, ci ha lasciati il 16 gennaio a soli 53 anni.

Toscano, era nato l'8 dicembre del 1968 e fin da bambino aveva manifestato una smisurata passione per le auto del Double Chevron. La sua icona su Facebook lo ritrae infatti ancora ragazzino mentre è appoggiato al cofano di un'Ami 6. Una passione che non lo abbandonerà mai e che lo ha portato a essere uno dei fondatori del C.D.S.C., Centro Documentazione Storica Citroën di Sinalunga (Siena). Qui è raccolta e ordinata una quantità incommensurabile di materiale storico delle marche Citroën, Panhard e DS: filmati d'epoca, dépliant, manuali d'officina, immagini. Ma il C.D.S.C. funge anche da interfaccia dei rapporti tra Citroën/DS ed i Club ad esse dedicati. Maurizio era però anche un grande fotografo e lo testimoniano i magnifici calendari che ogni anno realizzava con cura maniacale e che avevano, ovviamente, come soggetto la DS in tutte le sue forme.

Il mondo idropneumatico. Ci lascia un vuoto davvero incolmabile per la sua immensa cultura “citronica”, come amava definire questo mondo così speciale, ma anche per la vulcanica attività che lo ha portato a realizzare, inventare e gestire, raduni, seminari, convegni, eventi, spesso accompagnando i giornalisti e facendo da importante supporto non solo logistico, ma anche e soprattutto culturale spiegando a chi non era del settore l'autentico spirito del Double Chevron. Uno dei suoi “chiodi fissi” era l'impianto idraulico della ID/DS: era riuscito a salvare da via Gattamelata, sede di Citroën a Milano, l'intero banco prova della ex scuola di meccanici aziendali e l'aveva ricostruito al Centro Documentazione. Era un grande tavolo su cui era scomposto l'intero impianto: sfere, congiuntore, disgiuntore, pompa alta pressione, bidone del liquido LHM e via dicendo. Si divertiva un mondo a farlo funzionare e a spiegare ai visitatori, o su Youtube, il miracolo della sospensione idropneumatica.

In viaggio con la ID. Nel 2000, con Maurizio e la sua ID 19 si andò da Rozzano fino in Puglia per dimostrare che la benzina verde, dopo l'uscita di scena della Super, non faceva danni ai motori. Mise a disposizione di Ruoteclassiche la sua vettura personale, ben sapendo che tutto sarebbe filato liscio e che il quattro cilindri di 1,9 litri avrebbe superato brillantemente il lungo test, con prova finale della compressione.

Una persona speciale. Il cordoglio sui social o sul forum del club IdéeSse è grandissimo. Ognuno ha un ricordo personale da raccontare, tutti si chiedono come si farà senza Maurizio. Ma il patrimonio che ci ha lasciato è così grande, così importante (libri, filmati, tutorial e molto altro ancora) che questa eredità proseguirà all'infinito e servirà alle attuali e prossime generazioni. Noi lo ricordiamo ai tanti eventi ai quali ha partecipato o organizzato, dal raduno “Journée DS" di Ruoteclassiche alla pista di Vairano dell'ASC, dove nel 1998 ha riunito decine e decine di esemplari della Dea, all'ICCCR di Roma del 2008, l'evento internazionale che riunisce migliaia di Citroën di tutte le epoche. Ma ci piace ricordare soprattutto il “Saltino”. Il “Saltino” è l'evento invernale del club IdéeSse (di cui era presidente) organizzato ogni dicembre in Toscana e che Maurizio definiva “l'anima del club”. Ecco, questa anima è entrata in quella di tutti coloro che lo hanno conosciuto per non uscirne più.

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