Auto
03 dicembre 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Mercedes-Benz, 25 anni fa la prima AMG stradale

Nata con l'intento di affermarsi sul mercato sulla scia del successo della 190 E 2.5-16 Evo, la C36 AMG è la prima Mercedes stradale ad alte prestazioni sviluppata in collaborazione con la AMG.

AMG. Tre lettere che evocano nelle menti (e nei cuori) dei fan Mercedes e degli appassionati almeno un paio d’immagini: le safety car impegnate sui circuiti della Formula 1 e le sportive di lusso che calcano le strade di Montecarlo, Monaco, Milano e perfino delle altre città eleganti del mondo che non cominciano per emme.

Dalla pista... La AMG è un'azienda famosa in tutto il mondo per il felicissimo matrimonio con la Mercedes-Benz, un rapporto di collaborazione finalizzato alla produzione di modelli sportivi e da competizione iniziato negli anni 70 che continua ancora oggi. La prima auto della Stella a ricevere le cure dell’elaboratore tedesco è stata una 300 SEL 6.9: nel 1971 il modello sarà primo di classe alla 24 Ore di Spa, corsa valida per il campionato europeo turismo. Nei successivi quindici anni l’azienda si espande: i circa 40 dipendenti della fabbrica di Affalterbach degli anni 70 diventano 400 nel 1990, quando ormai da un paio d’anni la AMG è partner ufficiale della Mercedes nel Campionato DTM.

Alla strada. Il team si dimostra competitivo e da subito duella ad armi pari con i colossi Audi, Ford, Alfa Romeo e BMW; il primo successo arriva nel 1992, con la vittoria nel DTM del pilota tedesco Klaus Ludwig. Le cose in pista vanno talmente bene che i vertici della Casa della Stella a tre punte e della AMG pensano a una produzione di modelli sportivi su larga scala e tracciano le linee guida di un progetto pensato per intercettare il gusto della clientela più esigente. La prima vettura stradale a fregiarsi del marchio AMG, nel 1993, è la classe C, erede naturale della 190 disegnata da Bruno Sacco undici anni prima.

Una sportiva in abito da sera. Presentata in anteprima mondiale al Salone di Francoforte del 1993 come la punta di diamante della Classe C, la nuova gamma di berline medie a tre volumi della Stella identificata dalla sigla di progetto W202, la C 36 marchiata AMG sotto l’abito sobrio ed elegante delle sorelle “normali” nasconde un cuore da purosangue da corsa. Sotto al cofano, in luogo del motore M 104 della C280, da cui deriva, viene installato il 3.2 della E 320. L’unità subisce un incremento di cilindrata fino a 3,6 litri (l’alesaggio passa da 89,9 a 91 millimetri, la corsa da 84 a 92,4) e raggiunge una potenza massima di 280 CV a 5750 giri/minuto (una quarantina in più delle 190 E 2.5-16 Evo 1 e 2 che va idealmente a sostituire).

Una messa a punto da campioni. Difficile per un occhio poco esperto distinguere la C36 da una qualsiasi delle sorelle della gamma W202. La carrozzeria, pur dotata di bandelle sottoporta e paraurti modificati per esigenze aerodinamiche e di funzionamento, resta sobria ed elegante. L’albero motore è prelevato dalla versione diesel di 3,5 litri, i freni davanti sono quelli della SL R129 (in versione 600) e quelli posteriori della coeva E 420. Ci sono poi pistoni speciali, un sistema di lubrificazione profondamente rivisto, condotti di aspirazione e di scarico modificati e una nuova fasatura della distribuzione, interventi che consentono un incremento di 87 cavalli rispetto alle C280.

Il debutto in Formula 1. La C36 AMG è anche il modello che sancisce in via definitiva l’accordo di esclusiva con la FIA per la fornitura delle safety car nei gran premi di Formula 1: nel giugno del 1996 s’inaugura così una tradizione che vede i modelli di punta Mercedes impegnati a mantenere l’ordine sui circuiti del Grande Circus.

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