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Mercedes-Benz, 40 anni fa nasceva il mito Classe G

Quarant’anni dopo, la leggenda continua. Ecco perché la Mercedes-Benz Classe G è destinata a restare una delle icone più amate della Casa della Stella. E non solo…

Il veicolo perfetto per avventurarsi verso terreni inesplorati, e non solo in senso metaforico. Con la fuoristrada Classe G – presentata in anteprima mondiale nel febbraio del 1979, esattamente quarant’anni fa – la Mercedes-Benz approda in un segmento di mercato nuovo e mette a frutto come meglio non avrebbe potuto sette intensi anni di studi ed esperienze in campo off-road. Costruendo un veicolo praticamente inarrestabile, capace di (quasi) tutto. 

L’unione fa la forza. I primi ragionamenti su una fuoristrada adatta tanto a un impiego gravoso su fondi impervi quanto alle promenade nelle più eleganti cornici cittadine europee (e che quindi mai avrebbe rinunciato alla qualità costruttiva e allo stile raffinato propri dei modelli della Casa di Stoccarda) risalgono al 1972. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, la Casa della Stella si avvale della collaborazione (e dell’esperienza) della Steyr-Daimler-Puch AG, fabbrica austriaca specializzata nella produzione di veicoli industriali che avrebbe “prestato” alla Mercedes le linee di produzione dello stabilimento di Graz e, nello stesso tempo, sfruttato l’occasione per sviluppare un nuovo modello in sostituzione dell’obsoleto Haflinger.

Amata in tutto il mondo. In occasione della presentazione del nuovo modello, denominato Classe G, i vertici della Casa dichiararono che la produzione annua non avrebbe superato, almeno nella prima fase del piano industriale, le 10.000 unità. L’iniziale atteggiamento di prudenza, giustificato dall’incertezza sul rapporto tra i rischi e i benefici di un’operazione nuova, del tutto inedita per la Mercedes, nel giro di un paio d’anni assumerà una connotazione più ottimistica e audace: il modello, richiestissimo sul mercato, non verrà mai prodotto in meno di 20.000 esemplari all’anno. Il successo della Classe G ha superato le più rosee previsioni tanto che, grazie alla sua trasversalità, a distanza di quarant’anni resta ancora la Mercedes più diffusa al mondo.

Non sarà mai fuori strada. Nell’era delle Suv, comodi appartamentini a ruote alte che hanno ormai perso ogni velleità off-road, la Classe G resta un veicolo unico nel suo genere, saldamente ancorato com’è ai cardini di un progetto “vecchia scuola” (e rimasto pressoché inalterato negli anni). A suo agio tanto sulle dune del deserto del Sahara (non si contano i reportage di chi ha fatto due, tre volte il giro del mondo con questa 4×4…) quanto sul lungomare di Montecarlo (dove la versione AMG, probabilmente, s’incontra con la stessa facilità con cui ci s’imbatte in una Panda a Torino), la Classe G è un’icona anche per la sua capacità di unire intere generazioni di automobilisti. Che a maggior ragione, dopo il pensionamento definitivo di un’altra 4×4 leggendaria, la Land Rover Defender, sono tutti d’accordo: di macchine così, purtroppo non ne faranno mai più…

       

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