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30 April 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Mercedes-Benz 450 SEL 6.9, la regina teutonica

Nell’aprile del 1975 Mercedes-Benz presenta la 450 SEL 6.9, il modello di punta dell'ammiraglia tedesca venne sviluppata per un solo scopo: dimostrare di essere l’auto migliore al mondo…

Germania 1975. La nazione è divisa tra Est e Ovest e i Kraftwerk stanno rivoluzionando la musica con l’avvento dell’elettronica. A Stoccarda i vertici Mercedes-Benz sembrano incuranti della crisi petrolifera e della calda stagione di conflitti sociali che non risparmiano la locomotiva d’Europa. In questo scenario la Casa di Stoccarda presenta la poderosa 450 SEL 6.9, un modello di grande prestigio dalla cubatura a dir poco inusitata per un’auto europea prodotta dopo la Seconda Guerra Mondiale: i quasi 7 litri di cilindrata infatti erano appannaggio delle fuoriserie extralusso degli anni ’20 e ’30.

Rivoluzione sveva. La Mercedes-Benz 450 SEL 6.9 è l’erede diretta della 300SEL 6.3, la prima super berlina “Made in Germany”. Nel 1968 anche Mercedes faceva la ”rivoluzione”, ma a modo suo, trasformando la paciosa ammiraglia W109, simbolo dell’elite più borghese, in un mostro capace di prestazioni superiori alle coeve Porsche 911. Sotto il lungo cofano anteriore era alloggiato il motore M100 da 6.3 litri della imponente Mercedes W100 “600 Grosser Mercedes”. Nel 1975 questa formula viene ripresa per la nuova ammiraglia: l'alesaggio dei cilindri era stato ulteriormente aumentato, passando da 103 a 107 millimetri. Ne risultava una cilindrata maggiore, 6.834 cm³ per una potenza di 286 CV a 4.250 giri/min. La robusta coppia motrice, pari a 550 newton metri a 3.000 giri/min vedeva l'integrazione con un rapporto al ponte molto lungo (2,65) che riduceva il regime di rotazione del motore a tutto vantaggio della rumorosità. Non dimentichiamoci che la 450 SEL era innanzitutto un’ammiraglia e come tale doveva assicurare un livello di comfort superlativo.

Qualità al top. In un’era in cui l’ingegneria Mercedes-Benz rappresentava uno standard difficilmente superabile, per la Mercedes-Benz 450 SEL 6.9, i tecnici di Unterturkheim avevano messo a punto anche un meccanismo idraulico di compensazione del gioco delle valvole. Nelle vesti di modello top di gamma, la “6.9” era stata concepita per garantire (anche) la massima affidabilità. La guarnizione della testata era di nuova concezione e non richiedeva interventi. Un altro esempio? La lubrificazione a carter secco e una coppa dell'olio più capiente, 12 litri, che consentiva di allungare gli intervalli di cambio olio fino a 15.000 chilometri. Il cambio automatico a tre marce era fondamentalmente lo stesso degli altri modelli 4,5 litri, qui irrobustito per far fronte alla potenza e soprattutto all’aumento della coppia.

Barocco e modernismo.
Impugnando le maniglie in metallo cromato si ha un’idea della consistenza "teutonica" di quest’auto. All’interno le ampie poltrone con i raffinati rivestimenti in velluto sono corredate da poggiatesta concavi (tutto di serie nel caso della 6.9) tipicamente anni ’70, un elemento fortemente distintivo dei modelli Mercedes di fascia più alta in quel periodo. La W116 alterna sapientemente barocchismi, come cromature ed elementi in rilievo non integrati nella carrozzeria, e avanguardia: sia nella tecnica, per quanto concerne la sicurezza, che nello studio del layout interno. All’opulenza delle finiture nell’abitacolo, si contrappone la semplicità e la linearità della console centrale, dominata dai due comandi circolari sovrapposti e le levette per la climatizzazione.

L’apparenza inganna. Lunga e larga, la 450 SEL 6.9 aveva a disposizione una cavalleria di ben 286 CV e poteva contare su un potente impianto frenante con doppie pinze, imprescindibile per arrestare i 1935 kg di massa a vuoto senza troppi patemi d'animo… Nonostante la stazza, e per quanto le leggi della fisica non si possano eludere in alcun modo, mettersi al volante di una Mercedes-Benz 450 SEL 6.9 era un’esperienza piacevole: la grossa Mercedes è ben più agile di quanto ci si possa aspettare. La “6.9” viaggiava infatti su sospensioni idropneumatiche autolivellanti, un sistema ad olio pressurizzato sviluppato sulla falsariga di quello Citroen. Essenzialmente l’aria bilanciava il volume dell'olio all'interno degli ammortizzatori, in questo modo l'altezza dell’auto rimaneva costante durante la marcia; la completa escursione dell’ammortizzatore era invece disponibile per lo smorzamento delle asperità. Una soluzione che univa idealmente “eccellenti caratteristiche di maneggevolezza e il massimo comfort a tutte le velocità", come recitava un depliant dell’epoca. La Mercedes-Benz 450SEL 6.9 era così una delle auto di serie più veloci sul mercato: superava i 225 km/h e accelerava da 0 a 100 all’ora in 7,4”, dati paragonabili alle migliori granturismo dell’epoca.

Pacchetto completo. A differenza degli altri modelli la “6.9” prevedeva una dotazione molto ricca che includeva l'impianto di climatizzazione, i vetri termoisolanti, il lunotto termico, la chiusura centralizzata, il cruise control, gli alzacristalli elettrici, i tergifari, i rivestimenti in velluto e le cinture di sicurezza con pretensionatore sia per i sedili anteriori che posteriori. La dicitura “SEL” ci ricorda poi che questa versione era disponibile soltanto a passo lungo. Naturalmente erano disponibili anche degli optional, pochi a dire il vero, visto che gran parte degli accessori erano offerti di serie. Tra questi troviamo i rivestimenti in pelle, offerti senza sovrapprezzo al posto di quelli in velluto; il tettuccio apribile elettrico (987,90 Marchi) e l'esclusivo telefono veicolare Becker “AT 160 S” (13.542 Marchi), che all’epoca un must, costosissimo, per poter comunicare con gli altri plutocrati o impartire ordini ai sottoposti...

Rarität. Nonostante la serie W116 abbia conosciuto un grandissimo successo, quasi 500 mila esemplari, la produzione della 450 SEL 6.9 si ferma a 7380 unità. Negli anni ’70 il suo prezzo era a dir poco proibitivo: 69.930 Marchi, ovvero quanto una Rolls-Royce Silver Shadow che però poteva vantare una costruzione artigianale e un prestigio ancora superiore. Riscoperta dagli aficionados della Stella in tempi recenti, la 450 SEL 6.9 ha fatto la sua apparizione in diversi film dove non poteva che esibirsi in spettacolari inseguimenti, ne suggerisco uno su tutti: Ronin. Oggi la Mercedes-Benz 450 SEL 6.9 è un modello difficile da reperire, anche perché gran parte degli esemplari vennero venduti tra gli Stati Uniti e il Medio Oriente. Le poche “6.9” in vendita hanno prezzi molto più alti delle altre versioni a 6 e 8 cilindri.

Allure stellato. L’immagine importante incute un certo timore reverenziale, la stella a tre punte sul cofano fa il resto: la 6.9 nasce per sfrecciare sulla corsia sinistra delle autostrade incurante del tempo, delle mode e del prezzo della benzina… Per rendere tutto più epico, nel caso vi ritrovaste al timone di questo vascello germanico, assicuratevi soltanto di avere la colonna sonora adeguata.

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