Mercedes-Benz Serie W124: la berlina per antonomasia - Ruoteclassiche
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28 November 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Mercedes-Benz Serie W124: la berlina per antonomasia

Per molti, la W124 rappresenta la Mercedes per antonomasia: elegante, solida e dal classicismo insensibile alle mode, è stata uno dei maggiori successi commerciali della Casa di Stoccarda. A introdurre la nuova famiglia di modelli nella fascia medio-alta del mercato, le berline, che furono presentate il 26 novembre 1984 a Siviglia in Spagna. A queste, seguirono le varianti station wagon, coupé, limousine sei porte e la cabriolet.

Davanti a una platea di giornalisti venne schierata l’intera gamma di quella che all’epoca componeva la “Serie 200-300”. Per due settimane gli esperti si sono alternati al volante di tutti i modelli, dalla parsimoniosa 200 D con soli 72 CV, alla potente 300 E da 188 CV, terminando le prove l’8 dicembre 1984. L’introduzione della W124 segnò un salto tecnologico senza precedenti, sia nello sviluppo dei motori che della scocca. Nel 1993 il marketing Mercedes decise di cambiare la nomenclatura per la classificazione dei modelli: la famiglia W124, precedentemente indicata come Serie 200-300 diventava ufficialmente “Classe E”.

Momento sobrietà. Posta a metà strada tra le berline di accesso “Classe C” (W202) e l’ammiraglia Classe S (W140), la nuova “E” si configurò come uno dei maggiori successi del marchio con oltre 2.700.000 esemplari prodotti: un risultato dovuto alla lungimiranza del direttore del Centro Stile Mercedes-Benz, il friulano Bruno Sacco. Insieme al suo staff, Sacco definì linee tese e pulite che favorirono l’aerodinamica e segnarono un netto passo avanti nello stile. L'obiettivo era dar vita a un’auto più leggera e globalmente ottimizzata rispetta alla precedente W123, un altro modello molto apprezzato. Lo stile e la tecnica ricalcavano le compatte W 201 della Serie 190, che nel 1982 rappresentava la prima berlina media della Stella. Lo sviluppo della W 124 iniziò nel 1977, a solo un anno dal lancio della W123. Sin dai primi modelli in scala 1:5 venne data massima priorità all’efficienza aerodinamica, che permisero di raggiungere un Cx pari a 0,32. Nel 1981 prese il via progetto definitivo.

Aerodinamica da primato. L’attento studio aerodinamico consentì il calo dei consumi e un netto miglioramento delle prestazioni: i modelli di produzione raggiunsero addirittura un Cx di 0,29 (0,30 in base all'allestimento), il migliore tra le berline coeve. L'ottima stabilità di guida era garantita dall'innovativa sospensione posteriore multilink, presentata due anni prima sulla più piccola 190. Mercedes-Benz sviluppò nuovi motori a benzina sei cilindri in linea e un’ampia gamma di motori diesel, disponibili a quattro, cinque e sei cilindri, con e senza sovralimentazione. Inoltre, dall'autunno 1986, tutte le motorizzazioni a benzina vennero dotate di serie di un controllo delle emissioni di scarico tramite catalizzatore a tre vie. Dal 1987, debuttò la 300 D Turbo, equipaggiata con un nuovo e potente (per l’epoca) sei cilindri turbodiesel.

Tra mari e monti. Nella migliore tradizione Mercedes-Benz, la Serie W124 offriva standard di sicurezza altissimi: dopo la fase prototipale, i crash test vennero avviati nel 1982. Una flotta di circa 60 vetture iniziò a circolare in varie zone climatiche per i massacranti test di durata e le valutazioni su tutti i parametri nelle più svariate condizioni di guida. Dal caldo del continente africano all’alta velocità sul circuito di Nardò in Puglia. Così come dal circuito ad alta quota di “Sol y Nieve” in Spagna, a 3392 metri sul livello del mare, sino al Canada, la Scandinavia (Arjeplog) e tra i passi alpini. Test molto rigidi, che consentirono di mettere a punto un’auto molto robusta, che a quasi 40 anni è ancora una presenza ricorrente sulle nostre strade.

Arriva l’integrale. La commercializzazione venne avviata nel 1985 con i modelli a benzina 200 (con motore a carburatore da 2 litri), 200 E, 230 E, 260 E e 300 E, tutti a iniezione. La gamma diesel invece comprendeva inizialmente tre modelli: 200 D, 250 D e 300 D, rispettivamente a quattro, cinque e sei cilindri. Nel corso della produzione la gamma W124 si è ampliata progressivamente. Tra le novità introdotte conil primo restyling (Phase II), le motorizzazioni a 4 valvole per cilindro 200E-16 e 300E-24, così come l'ampio fascione in poliuretano sulla fiancata. Con l'ultimo restyling (Phase III) vennero introdotte anche le E220, 280, 320 e 420. A partire dal 1985, la W124 venne proposta anche con l’innovativo sistema di trazione integrale 4Matic a innesto automatico. Una primizia assoluta, disponibile solo per i modelli sei cilindri. La trasmissione 4Matic era composta da un sistema complesso che integrava anche il differenziale a bloccaggio automatico (ASD) e il controllo dello slittamento in accelerazione (ASR).

Per tutte le occasioni. Un altro fattore determinante nel successo della Serie 124 è stata la sua eccezionale versatilità pur appartenendo a un segmento “premium” legato all’uso di rappresentanza. Le berline a benzina sono state apprezzate in primo luogo da un’utenza privata e distinta, evocando un’immagine solida e prestigiosa. I modelli a gasolio, robusti e parsimoniosi si sono affermati subito tra i tassisti e i professionisti, mentre le versioni a passo lungo (260E e 250D) sono state utilizzate come base per le conversioni in ambulanze e autofunebri. Tornando ad occasioni più liete, le varianti “Lang”, con sei porte, sono state molto in voga come navette degli alberghi più prestigiosi e presso le rappresentanze diplomatiche di tutto il mondo. Le elegantissime versioni a due porte, coupé e le cabriolet ridefinirono gli standard nei rispettivi segmenti, con livelli qualitativi difficilmente eguagliabili. Nel corso degli anni 90, le versioni V8 400 E da 279 CV, 500 E (326 CV) e la E 60 AMG (con ben 381 CV) hanno consentito alla W 124 di brillare anche tra le superberline del tempo con prestazioni di altissimo livello.

Nuova denominazione. Nel giugno 1993, la serie 124 venne identificata come Classe E con l’introduzione della nuova nomenclatura Mercedes. Cambiava la designazione del modello: per esempio, la 500E divenne E500; l’etichetta 250D mutò in E250 Diesel o Turbodiesel e così via per tutti gli altri modelli. La produzione delle berline, nello stabilimento principale di Sindelfingen si concluse nel 1995, seguita nel 1996 dalla variante wagon prodotta a Brema. In undici anni furono realizzate 2.737.860 vetture, un dato strabiliante che rende la W124 la Classe E di maggior successo e uno dei principali bestseller Mercedes-Benz.

Un modello da tenere d’occhio. Tra le berline, a livello mondiale, le versioni più apprezzate sono state le 260 E e 300 E con i motori a sei cilindri in linea “M 103”. Oggi i modelli più ricercati sono quelli con i motori di punta a 8 cilindri, così come le coupé e le cabriolet. In crescita anche le quotazioni delle wagon, “riabilitate” dopo decenni di oblio. Più in generale, a prescindere dalla motorizzazione, qualsiasi esemplare ben tenuto può considerarsi un acquisto interessante nell'ottica di un utilizzo quotidiano. Secondo le ultime analisi del Mercedes-Benz Classic Index (MBC Index) e spiega Dietrich Hatlapa di HAGI della (Historic Automobile Group International), le W124 sono tra le youngtimer più promettenti del marchio con la Stella. Tra il 2011 e il 2019, l'MBC Index di questi modelli è più che raddoppiato. Se siete “aficionados” del marchio Mercedes-Benz, conviene affrettarsi prima che le quotazioni raggiungano cifre spropositate.

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