Auto
10 luglio 2018 | di Alvise-Marco Seno

Mercedes T80, una stella da record a Goodwood

Tra le presenze illustri che animeranno il prossimo Festival of Speed di Goodwood ci sarà anche una macchina speciale proveniente dal Museo della Casa della Stella, la Mercedes T80 del 1939.

Brutalità teutonica. Rappresentò uno dei numerosi apici della strategia di Adolph Hitler per imporre la grandezza del Reich al mondo: si tratta della più potente auto da record con motore a pistoni mai concepita. Con la supremazia dell’infernale macchina tedesca ormai inarrestabile, nacque il progetto di creare un’automobile che sconvolgesse ogni record di velocità ammissibile per un veicolo terrestre a motore. Questo missile terra-terra, animato da un 12 cilindri di 44,5 litri con compressore, avrebbe potuto raggiungere i 750 km/h. Non si mosse mai, nemmeno di un centimetro.

L'auto come simbolo del regime. Nel 1937 la Grande Germania si preparava alla guerra. Hitler, animato da un cieco disegno di dominio, avrebbe iniziato dall’Europa e si sarebbe allargato al mando intero. Questo folle progetto stava nel frattempo passando, prima di imporsi agli stati-nazione con il puro e semplice utilizzo della forza, attraverso la volontà di esprimere la grandiosità germanica in tutti i campi e in tutte le scienze conosciute. Non sfuggiva a questa strategia nemmeno la disciplina sportiva e, in particolare, l’automobile.

Eccellenze da gran premio. Quale migliore strumento, in tal senso, se non il mezzo meccanico e la sua capacità di esprimere il valore di un Paese attraverso le vittorie nelle corse e il primato tecnologico. Hitler aveva due potenti armi, al riguardo: la Mercedes e l’Auto Union, mattatrici dei Grand Prix quando non seriamente ostacolate dalla forte concorrenza dei marchi italiani (Alfa Romeo in particolare, governate dalla Scuderia Ferrari). Tra i più autorevoli sostenitori della ricerca del primato tedesco anche nel settore dell’automobile, Hans Stuck, valente portabandiera della Germania Nazista, sia nei Grand Prix, sia sulle salite, a bordo delle Auto Union, maturò il progetto di conquistare, per se stesso e per la sua nazione, il record di velocità su terra in automobile.

La mano di Ferdinand Porsche. L’idea, ottenuto il patronage del Fuhrer e l’interessamento della Mercedes-Benz passò velocemente dalla teoria alla pratica con il coinvolgimento di Ferdinand Porsche quale responsabile tecnico dell’operazione. Il progetto del professor Porsche si orientò verso la creazione di un veicolo che esprimesse il suo meglio in termini di prestazioni e di livello tecnico. Con un obbiettivo fissato in 550 km/h di velocità massima il progetto T80 prese corpo con lo stanziamento di un investimento di 600.000 Reichmarks.

Antenate da record. Le caratteristiche tecniche della macchina avrebbero dovuto tenere anche in considerazione l’evoluzione tecnologica in atto e il raggiungimento dei limiti tecnici avvenuti già dopo le ultime conquiste proprio nel settore dei record di velocità. In questo senso la Mercedes T80 poteva avvalersi di illustri progenitrici: la Mercedes W25 Streamliner del ’34 da 430 CV (circa 320 km/h), la W25 da record del 1936 equipaggiata con un 12 cilindri sovralimentato da oltre 600 CV, la W125 Rekordwagen capace di superare (con una preparazione speciale) i 430 km/h sull’autostrada Darmstadt-Frankfurt e la W154.

Cuore aeronautico. La scelta del motore cadde su un’unità già utilizzata aeronautica, il tipo DB603 montato su alcuni velivoli da combattimento, caratterizzato da una cilindrata di 44,5 litri. Il suo layout prevedeva il frazionamento a 12 cilindri con un orientamento particolare: albero motore verso l’alto e testata rivolta verso il basso. Lo caratterizzavano, inoltre, l’alimentazione con iniezione meccanica e la sovralimentazione mediante compressore centrifugo. Questo propulsore fu alimentato con una miscela speciale composta da alcool, benzene, acetone, nitrobenzene oltreché da una mistura di acqua e metanolo per migliorare il raffreddamento e combattere la detonazione.

Meccanica potente e raffinata. La potenza massima erogata era nell’ordine di 3000 cavalli e trasferiva il moto, attraverso un convertitore di coppia idraulico, alla trasmissione finale con marcia unica, a sei ruote, dislocate su tre assi: le prime due anteriori dotate di sterzo per dare direzionalità al veicolo, le altre quattro di trazione. Ognuna, inoltre, era dotata di un sensore meccanico di slittamento e, all’occorrenza, poteva entrare in azione per contrastare l’enorme forza di trazione: allorquando venisse rilevato che una delle ruote posteriori iniziava a slittare, automaticamente avveniva un taglio di potenza per ristabilire la corretta aderenza. Tutta l’infrastruttura motoprpulsiva fu alloggiata all’interno di un robusto e pesante telaio tubolare in acciaio a traliccio. La carrozzeria, disegnata con il contributo dello specialista di aerodinamica Josef Mikcl, fu costruita dallo specialista aeronautico Heinkel Flugzeugwerke.

Un mostro da 750 km/h. Il risultato finale della macchina toglieva il fiato: lunghezza di oltre 8 metri, larghezza di 320 centimetri considerando anche le superfici alari e appena 124 centimetri di altezza. A dispetto di un largo utilizzo di lega leggera per la carrozzeria, il peso era di circa 3 tonnellate. Nonostante la guerra fosse già iniziata l’azione travolgente della Wermacht mise Hitler in una posizione di tranquillità. Con l’Europa già largamente in mano al Fuhrer l’ambizioso progetto della Mercedes T80 non ne risentì in misura determinante e anzi fu previsto per il gennaio 1940 una prima uscita su strada con primo assaggio delle prestazioni della macchina lungo un rettilineo di dieci chilometri (con una larghezza media di oltre venti metri) in un tratto della Dessau Autobahn (oggi parte della autostrada A9). Secondo i calcoli di Porsche e di Mickl, grazie allo straordinario coefficiente di penetrazione aerodinamica, appena 0,18, la T80 sarebbe stata in grado di raggiungere 750 km/h.

La T80 oggi. Tutto era pronto: macchina, livrea nera, vezzeggiativo di “Schwarzer Vogel" (uccello nero) e una grande svastica frontale a esaltare la potenza tedesca. Ad Hans Stuck, per il successivo mese di febbrai, l’onore-onere” di non sfigurare davanti alla Germania e ai sogni di gloria di Hitler. L’escalation del conflitto, invece, pose un freno al progetto e l’obbiettivo primario divenne quello di proteggere la Mercedes T80 dalle mani del nemico”. Nel febbraio 1940 il motore fu rimosso e portato in Austria. Di questa possente vettura da record si persero le tracce fino a che, a guerra conclusa, fu scoperta dagli Alleati. Oggi è conservata presso il Museo Mercedes-Benz di Stoccarda dove è in esposizione permanente.

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