Auto
15 December 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

MG, l’epopea Morris Garage

La scorsa settimana la MG Motors ha annunciato il suo ritorno ufficiale in Europa. I tempi delle belle roadster e delle varianti sportive di modelli Austin e Rover, sono lontani: oggi il marchio appartiene al gruppo cinese Nanjing Auto Group e produce SUV e crossover, la tipologia di vetture più richieste dagli automobilisti di oggi. Ma non è detta l'ultima parola...

La storia della MG ha radici profonde e quasi centenarie, nel 2024, la Casa festeggerà il suo primo centenario. La MG, acronimo di "Morris Garage" nacque come mandataria e centro assistenza della Morris Motors (appartenente alla William Morris) nella città di Oxford. A capo dell’azienda, Cecil Kimber, che sin da subito iniziò a modificare i modelli Morris Oxford: nacque così la MG Super Sports. Nel luglio 1930, la M.G. Car Company Limited che fino a quel momento era una società separata, venne incorporata sotto la casa madre.L’azienda rimase proprietà personale di William Morris fino al 1° luglio 1935, quando la vendette alla sua holding, la Morris Motors Limited. Kimber, dal canto suo, rimase alla MG fino al 1941: quando discusse con Morris per essersi procurato un altro lavoro in tempo di guerra.

Velleità corsaiole. La prima vettura a fregiarsi della dicitura MG è stata la 14/28 presentata nel 1924: una piccola sportiva realizzata sul telaio della telaio Morris Oxford prodottafino al 1927 con continui aggiornamenti. La prima auto che può essere indicata come una vera e propria MG, piuttosto che una Morris modificata, è la MG 18/80 del 1928. La 18/80 viaggiava su un telaio progettato ad hoc ed è stata la prima ad adottare la tradizionale calandra verticale MG. Un anno dopo, nel 1929 venne lanciata una vettura più piccola, basata su un telaio Morris Minor del 1928: la capostipite di una lunga serie di “Midget” (letteralmente, nano in inglese), le M-Type. La MG intanto iniziava a farsi un nome anche nella categoria sport di corse automobilistiche locali e internazionali.

Una storia travagliata. A partire dal dopoguerra, la MG ha cambiato molteplici proprietà. La prima fusione avvenne nel 1952, quando la Morris Nuffield Organisation e la Austin dettero vita alla British Motor Corporation Limited (BMC) nel 1952. In questo nuovo scenario, la MG Division venne delegata alla produzione di piccole auto sportive. Nella seconda metà degli anni 60, ci furono altre importanti variazioni negli assetti societari: nel settembre 1966 BMC si fuse con Jaguar Cars e dal mese di dicembre la nuova società fu denominata British Motor Holdings (BMH). A poco più di un anno dalla fondazione del gruppo, la BMH si fuse con la Leyland Motor Corporation nel 1968 dando vita alla British Leyland Motor Corporation (BLMC). L’impresa BLMC fallì nel 1986, crollando sotto i colpi di una pesante crisi economica che si abbattè sul Regno Unito. Il marchio MG intanto ha continuato ad essere utilizzato dal Gruppo Rover, quest'ultimo sotto il controllo della BMW tra il 1994 e il 2000. Uscita dall’orbita BMW, la MG Rover è entrata in amministrazione controllata nel 2005.

Lunga vita alle spider!La dinastia delle Midget "T-Series" nacque prima della Seconda Guerra Mondiale, proseguendo il suo cammino evolutivo molti anni ancora dopo la fine del conflitto. Le agili spider inglesi furono esportate in tutto il mondo ottenendo un successo straordinario, ecco quindi la MG TC, la TD e TF. Erano tutte basate sulla MG TB del dopoguerra, e sono aggiornate progressivamente fino agli anni 60, mantenendo uno stile rétro ispirato alle linee anni 30. Per soddisfare le richieste di una clientela che desiderava una sportiva più moderna e confortevole, nel 1955 venne presentata la MGA. La nuova roadster venne proposta con motori da 1,5 e 1,6 litri, la MGA era una spider di media cilindrata dall’indole brillante, dotata di una linea molto elegante e piacevole. Negli anni 60, il segmento delle spider di piccola e media cilindrata era molto vivace e combattuto. La MGB venne presentata nel 1962, chiamata in causa per sostituire la MGA. Alla variante roadster, seguì nel 1965 la coupé, indicata come MGB “GT”. La mitica MGB, insensibile al passare del tempo continuò a raccogliere consensi, e con innumerevoli aggiornamenti rimase in produzione fino al 1980. Tra il 1967 e il 1969 venne prodotta anche la variante "MGC", con motore a sei cilindri. Il propulsore più grande (e più pesante) limitò la maneggevolezza tipica del modello e perciò venne discontinuato dopo poco tempo. Con grande sgomento di molti appassionati, la MGB del 1974 fu l'ultimo modello realizzato con paraurti cromato a causa delle nuove norme di sicurezza degli Stati Uniti, i nuovi modelli adottarono infatti dei grandi paraurti in plastica. Tra il 1973 e il 1976, la MGB GT venne prodotta anche con motore V8 di origine Buick, condiviso con altri modelli Rover.

Sorella minore. Un gradino più in basso rispetto alla MGB, la MG proponeva anche “Midget” introdotta un anno prima, nel 1961. La Midget era essenzialmente una riedizione a marchio MG della Austin-Healey Sprite seconda serie e prefigurava, in scala ridotta, le linee della più grande MGB. Venne prodotta anche lei per quasi 20 anni e con cilindrate comprese tra 1 e 1,5 litri, con potenze dai 46 ai 65 CV, sufficienti per muovere agilmente una vetturetta pesante poco più di 700 kg. Come per la sorella maggiore, il design della Midget venne modificato costantemente fino alla chiusura definitiva dello stabilimento di Abingdon nell'ottobre del 1980. Il marchio MG ha continuato a vivere dopo il 1980 sotto l'egida della British Leyland: venne utilizzato per dare un tono sportivo ai modelli Austin Metro, Maestro e Montego. Negli anni del “Gruppo B” ci fu una breve parentesi agonistica con la mostruosaMG Metro 6R4, spinta da un potente motore a sei cilindri montato dietro l'abitacolo. Intanto, nel 1990 la MG Metro di serieuscì di produzione. Questo in maniera formale, perchè in pratica venne rimaneggiata e rimarchiata per essere venduta come Rover Serie 100. La MG Maestro e Montego rimasero a listino fino al 1991, quando la Rover introdusse anche le Serie 200 e 400. Nel 1992, il Gruppo Rover tentò di riesumare i fasti della MGB con la MG RV8, una spider dalle linee rétro con motore 8 cilindri, ma l'impresa non ebbe gli esiti sperati.

La rinascita delle roadster. Soltanto con la MGF presentata nel 1995, che MG tornò in auge con una vera e propria sportiva. La MGF poteva vantare un’ottimo handling per via del motore motore centrale posteriore e delle sofisticate sospensioni Hydragas. Con cilindrate da 1,6 a 1,8 litri (potenze da 110 a 160 CV), la MGF è stata una roadster molto apprezzata: sia nel Regno Unito che negli altri mercati europei, a tal punto che sono state realizzate circa 800 edizioni limitate. Nel 2002 la MGF è stata sostituita dalla MG TF, che riprende il nome dalla MG TF Midget degli anni 50. La TF viaggiava sulla piattaforma rimaneggiata della MGF: tra le modifiche meccaniche più significative, l'abbandono delle sospensioni Hydragas in favore di molle elicoidali tradizionali e il sistema di induzione dell'aria, che insieme a nuovi alberi a camme consentì di ottenere prestazioni migliori. Anche la rigidità torsionale del telaio venne aumentata del 20% . A livello estetico, griglia, prese d'aria laterali, fari anteriori, paraurti e cofano bagagliaio posteriore vennero ridisegnati. La produzione della MG TF venne sospesa ufficialmente nell'aprile 2005, quando il gruppo MG Rover è fallito.

Il ritorno a Longbridge. Nel marzo 2007, Nanjing Automobile Group ha acquistato i beni della MG Rover durante la procedura fallimentare riavviando la produzione della MG TF nello stabilimento di Nanchino, con una capacità di 200.000 vetture all'anno. Per la produzione cinese sono stati impiegati anche alcuni tecnici dello stabilimento di Longbridge, in Inghilterra. Nell'agosto 2008, tre anni dopo la chiusura dell'impianto inglese, la NAC-MG UK ha riportato a Longbridge l'assemblaggio delle MG TF , a partire dai kit di produzione realizzati a Nanchino. Il primo modello della gestione cinese realizzato in Inghilterra è stato indicato col nome di MG TF “LE 500”. Come suggerisce il nome, si trattava di un'edizione limitata di cinquecento vetture numerate singolarmente.Lo stile delle nuove TF si riallacciava l'originale MGF, da cui differiva per le prese d’aria ai lati del logo MG, e una grande presa d’aria singola sotto la targa. L’assetto e il lunotto termico sono stati ripresi dalla TF del 2005. L’allestimento integrava una ricca dotazione con sedili in pelle, hardtop, frangivento, sintonizzatore CD con compatibilità MP3, sensori di parcheggio posteriori, cerchi in lega da 16” a undici raggi e fendinebbia anteriori. Alla LE500 seguì il modello TF 135 e un'edizione limitata ancora pià esclusiva: la TF 85th Anniversary realizzata in sole 5 unità. La produzione della TF a Longbridge venne nuovamente sospesa nell'ottobre 2009, in quanto la domanda era piuttosto bassa. La produzione riprese nel 2010, ma la fine di questa avventura è stata annunciata nel marzo 2011: la scarsa richiesta e grossi problemi di approvvigionamento dei componenti hanno definitivamente stroncato il rilancio di Longbridge. Dopo l’acquisizione NAC sono state prodotte complessivamente 906 MG TF, nemmeno così poche visti i presupposti, ma una cifra non sufficiente per essere competitivi nel mercato odierno.

Tutti i muscoli delle V8. Nel maggio 2000, dopo la fine dell’alleanza BMW-Rover e l'acquisto dei marchi MG e Rover da parte del Consorzio Phoenix, la gamma MG è stata ampliata nell'estate del 2001 con l'introduzione di tre modelli sportivi sviluppati sulla produzione Rover: MG ZR, basata sulla Rover 25; MG ZS su base Rover 45; MG ZT e ZT-T sulle Rover 75 berlina e wagon. In quel periodo il gruppo MG Rover acquistò la Qvale, la società modenese che aveva rilevato il progetto della De Tomaso Bigua. Intanto, la vettura ribattezzata "Qvale Mangusta" era già stata approvata per la vendita negli Stati Uniti e ha costituito la base tecnica per la sportiva MG X-Power SV. Si trattava di una coupé "estrema" con motore V8 Ford, presentata nel 2002 e venduta nel 2004. Lo stesso 8 cilindri ha equipaggiato anche le varianti più prestazionali della gamma MG ZT.

Le prospettive future. Con l’acquisizione della MG Rover da parte della Nanjing Automobile Group (che si è fusa con la SAIC nel 2007), la produzione delle MG è stata avviata in Cina nel 2007. Dopo ben 16 anni, il 26 giugno 2011, nel Regno Unitoè stato lanciato il primo modello marchiato MG completamente nuovo. Oggi, la gamma MG è composta dalla compatta MG3, la crossover MG ZS e la più grande MG HS. La nuova MG EHS Plug-in Hybrid è il secondo modello MG per l’Europa: un SUV con tecnologiaibrida plug-in che combina parsimonia e piacere di guida. Spazioso e con una ricca dotazione di serie, la MG EHS Plug-in Hybrid si colloca in un segmento superiore rispetto al modello MG ZS EV (completamente elettrico), uno dei veicoli elettrici più venduti in diversi Paesi europei. Al vertice dell'offerta, per i soli mercati asiatici c'è anche l'ammiraglia MG Gloster BS6, un grande SUV a 7 posti. Dopo aver consolidato la sua posizione,MG intende ora rafforzare la sua presenza sul mercato asiatico ed europeo con nuovi prodotti. Nel 2017, MG aveva esposto anche la sua prima conceptcar, il SUV "X-Motion" al Salone dell'Automobile di Shanghai. Ma oltre alle SUV, irrinunciabili per qualsiasi costruttore di automobili, MG ha svelato anche alcune showcar che prefigurano una prossima generazione di sportive. A giugno 2020 è stata svelata la E-Motion: una granturismo elettrica dalle linee molto piacevoli e sensuali. Dopo la coupé è seguita anche la proposta perun’ipotetica erede della TF, la Cyberster. E chissà che non sia la volta buona che il marchio MG torni ai suoi fasti.

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