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23 November 2019 | di Paolo Sormani

Milano AutoClassica: quanta gente il primo giorno!

L'apertura dell'edizione 2019 di Milano AutoClassica ha dato segnali molto incoraggianti: tantissimo pubblico e numerose attività già nella prima giornata.

C'è chi trova irresistibile Milano sotto la pioggerellina di novembre, con le sue sfumature di grigio che luccicano sulle lamiere delle auto incolonnate nel venerdì della "grande fuga" dalla città. Ed è così, è senz'altro così. Bastano pochi chilometri, però, perché il panorama cambi improvvisamente. Nei padiglioni di Fiera Milano a Rho i colori dell'autunno si moltiplicano nelle tinte pastello e metallizzate. Brillano e riempiono gli occhi di desiderio, mentre gli spigoli dei palazzi tutti uguali della periferia si curvano nelle linee sinuose di spider e granturismo che non vogliono, non possono rassegnarsi all'età. Anzi, ne fanno un vanto, un fatto di classe. E un cartellino del prezzo. Infinite sono le vie che portano a Milano Autoclassica 2019 e la prima cosa che si nota, già dal venerdì mattina, è che le hanno imboccate in molti. Il tempaccio da Dopoguerra incoraggia: se l'afflusso durante il weekend manterrà la promessa del venerdì mattina, che ha registrato un afflusso pari a quello delle domeniche delle prime edizioni, ci sono le premesse per superare le quasi 66.000 presenze del 2018.

C'è una novità: i giovani. A Milano Autoclassica si viene per rifarsi gli occhi, per annusare, eventualmente comprare. L'offerta di oltre 3.000 vetture è in linea con una domanda che, dati alla mano, indica un'affluenza compresa per la maggior parte fra i 30 e i 55 anni di età, proveniente per il 70 per cento dall'Italia, soprattutto settentrionale. C'è una novità: i giovani. Non necessariamente accompagnati da genitori, nonni o chi ne fa le veci. Certo, sono ancora le strane creature guardate con indifferenza, se non sospetto dagli espositori, ma costituiscono una novità importante. "Non nascondo che l'offerta di Milano Autoclassica sia mirata ad accoglierne sempre di più - conferma il presidente, Andrea Martini - e senza pregiudicare la qualità dell'esposizione. I giovani sono la linfa del mercato di domani. Non dispongono di grossi budget, ma nell'area dei privati all'aperto e nel padiglione 22 hanno la possibilità di fare acquisti che, per il prezzo di cinque, diecimila euro, sono il biglietto d'ingresso in questo mondo. Mi piacerebbe che il giovane collezionista possa crearsi una sorta di cammino a tappe che lo porti anno dopo anno a una vettura più importante. E poi una youngtimer è un investimento godibile, meno noioso di un conto corrente...".

Un ponte tra Milano-Stoccarda. Sognare costa ancora meno ed è sempre la scintilla che accende il motore. Ecco, non sempre l'affiatamento tra alto e basso, tra il lusso e l'entusiasmo del neofita è dei migliori, ammette Martini, "ma che si tratti di un businessman o di un collezionista alle prime mosse, mi piace pensare che per entrambi sia la stessa passione a muoverli. Forse sono un romantico, ma ci credo". Un'altra novità di Milano Autoclassica è la collocazione nel calendario, che dalla primavera è stata anticipata alla fine di novembre. L'ha domandato la crescente presenza di stranieri, per chiudere idealmente l'anno e non sovrapporsi con i grandi eventi europei: Rétromobile a Parigi in febbraio, Retro Classics di Stoccarda all'inizio di marzo e Techno Classica di Essen a fine mese. A proposito, la presenza di Retro Classics all'interno del padiglione 22 consolida il ponte fra Milano e Stoccarda e ha portato una discreta rappresentanza di Porsche, Mercedes e altre rappresentanti dell'aristocrazia tedesca. Proprio accanto, i curiosi si aggirano nel parco di youngtimer, Ferrarine, cinquanta-sessantenni e moto d'epoca che saranno battute all'asta alle 15 di sabato da Wannenes. La casa d'aste italiana è un'altra delle new entry di Milano Autoclassica. I grossi calibri non mancano, con stime che toccano i 400mila euro, è chiaro però che i lotti all'asta restano in linea con le aspettative e il budget del pubblico medio-alto di riferimento. Sempre in tema di aste, fate un salto da Catawiki: troverete la Mini 40 del 1999 della copertina di Ruoteclassiche di novembre. Mai immatricolata prima e con 136 km sullo strumento, è praticamente uscita ieri da Longbridge.

Confermata la partenza del Monte. La prima giornata di Milano Autoclassica porta anche le anticipazioni del Rallye di Monte-Carlo Historique 2020 da parte del presidente dell'AC Milano, Geronimo La Russa. Come quest'anno, anche la 23esima edizione, organizzata dall'ACI con Canossa Events, "partirà da corso Venezia per fare passerella in piazza Duomo. Confermato anche il Tribute A.C. Milano, con arrivo all'Autodromo di Monza, al quale possono iscriversi tutte le auto dal 1955 al '79 per un costo contenuto a 300 euro a equipaggio". Gli hanno fatto eco Giorgio Schön e Peter Zanchi, veterani del rally "vero" e classico, nonché vincitori dell'edizione 2015. "Quando mi iscrissi per la prima volta al Rallye di Monte-Carlo pensavo che fosse il più facile. Non solo non è vero, ma l'Historique, specie sotto la neve, è il più emozionante e fedele a quello spirito". Insomma, toccherà cercarsi una Mini Cooper o una Beta Montecarlo qui in fiera: c'è tempo fino a domenica dalle 9.30 alle 19. Buona caccia, nel caso.

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