Auto
17 July 2019 | di Alberto Amedeo Isidoro

Montalbano e la sua Tipo in ricordo di Andrea Camilleri

È morto questa mattina Andrea Camilleri, il “papà” del commissario Montalbano. Ruoteclassiche ricorda lo scrittore siciliano attraverso le immagini della Fiat Tipo, l’auto del suo personaggio più famoso

Se ne è andato questa mattina, all’età di 93 anni, Andrea Camilleri. A un mese esatto dal ricovero in rianimazione all’ospedale Santo Spirito, lo scrittore siciliano saluta per sempre il suo vasto, affezionatissimo pubblico e la sua famiglia, che fino all’ultimo gli è stata vicina. In carriera ha scritto oltre cento libri, dati alle stampe tutti in età matura. I primi titoli erano di nicchia, romanzi storici ambientati nella sua Sicilia (il primo, pubblicato da Garzanti nel 1980, è “Un filo di fumo”). Il suo più grande successo risale al 1994: con “La forma dell’acqua” cominciano le avventure del commissario Montalbano, che cinque anni dopo sbarca in TV protagonista di una fiction che continua a tenere incollati agli schermi milioni e milioni di telespettatori in tutto il mondo. Interpretato da Luca Zingaretti, la figura del commissario nell’immaginario collettivo è legata a quella della sua auto personale, una Fiat Tipo grigia. Dal 1999 a oggi, però, la Tipo di Montalbano non è stata sempre la stessa. Sul set si sono avvicendate varie versioni, con allestimenti a volte molto diversi tra loro ed equipaggiate con quasi tutti i motori della gamma, dal 1.1 Fire al 1.9 TD.

(La foto di apertura dell'articolo è un'immagine realizzata da Fabrizio Di Giulio)

LA FIAT TIPO IN BREVE

Nata a Cassino. Come la Croma, anche la Tipo faceva parte di un progetto multiplo: dal pianale “Tipo 2” della nuova berlina a due volumi, infatti, nacquero anche la Fiat Tempra e la Lancia Dedra. L’assemblaggio della vettura, in larga parte affidato a moderni sistemi di automazione, avveniva presso lo stabilimento di Cassino, in provincia di Frosinone. I motori disponibili al lancio erano cinque, tre a benzina (tra cui un 1.1 strettamente derivato dal Fire della Uno) e due diesel (di cui uno sovralimentato). I nuovi 1.4 e 1.6 a benzina derivavano dal monoalbero di 1301 cm³ montato sulla Uno e, prima ancora, su 127 e Ritmo; rispetto a questa unità, le modifiche riguardavano principalmente il collettore di aspirazione e la testata. Per quanto riguarda i propulsori a gasolio, sia il 1.7 diesel che il 1.9 turbodiesel erano evoluzioni dei motori che equipaggiavano Ritmo e Regata.

Motori e allestimenti. La Tipo veniva fornita in due livelli di allestimento: base e “Digit”. Quest’ultimo, ribattezzato “DGT” dopo qualche mese, aveva una dotazione di serie più ricca e prevedeva l’adozione della strumentazione digitale. Nel 1989 nacque la 1.8 i.e. 16V, versione sportiva della gamma dotata di un bialbero di 1756 cm³ a 4 valvole per cilindro da 136 CV (204 km/he appena 8,5 secondi per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo). Due anni più tardi, al Salone di Ginevra fu presentata la 2.0 i.e. 16V (145 CV e 207 km/h), modello che rimase in listino fino all’inizio del 1993. All’estate del 1990 risale il lancio dei motori 1.8 e 2.0 a iniezione elettronica (rispettivamente da 109 e 113 CV) e della Selecta(disponibile con motore 1.4 e 1.6), dotata di una trasmissione automatica a variazione continua. La nuova gamma esordì nel 1991: sparite le denominazioni “AGT” e “DGT”, in aggiunta al modello base comparvero i due nuovi allestimenti “S”(con alzacristalli elettrici anteriori e chiusura centralizzata) e “SX” (con idroguida e nuovi rivestimenti interni).

Il restyiling. Nel 1993, con la nascita della seconda serie, la Tipo si rinnovò su diversi fronti: nuovi fari anteriori (di dimensioni ridotte) e nuova calandra, oltre a una versione a tre porte (rivolta specialmente al mercato del Nord Europa, dove questa variante di carrozzeria era molto apprezzata). Fu rivolta anche una maggiore attenzione alla sicurezza passiva: la nuova vettura era dotata di una scocca irrobustita, di barre antintrusione alle portiere e dell’airbag per il guidatore.

Condividi
COMMENTI