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13 July 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Monza Historic, 200 bolidi danno spettacolo

Mancava il pubblico, a Monza! Altrimenti sarebbe stato un weekend perfetto. Le più belle auto da corsa di un trentennio, tutte preparate a puntino, tutte affamate del velocissimo asfalto del circuito brianzolo. Tra una 330 GTO indiavolata, un esercito di Alfa GTAm e una straordinaria rappresentanza di Lola, Chevron, Porsche, Shelby e Jaguar, una sana atmosfera competitiva a fare da collante. E come andavano!

Lo scorso weekend la pista di Monza ha ospitato la Monza Classic, tappa italiana di un campionato europeo per vetture storiche che anima le piste più belle del continente (Spa, Le Mans, Paul Ricard…) e chiama all’adunanza le più belle auto da competizione che il motorismo abbia fatto nascere.

La tappa monzese ha proposto un parterre di oltre 200 automobili quasi tutte comprese tra gli anni 50 e i primi anni 80, articolato in un bouquet di categorie sportive (mancavano, purtroppo, le Gruppo C, normalmente presenti negli altri circuiti): il Trofeo Nastro Rosso (gioielli italiani degli anni 50 e 60), la Sixties Endurance (Alfa, Morgan, Shelby, Jaguar, Lotus e Porsche), l’Heritage Touring Cup (dalle Ford Capri alle BMW 6635 CSI, dalle Volvo 240 alle Rover Vitesse), la Classic Endurance Racing (Ferrari 512, Lola T70, Porsche 911, Chevron B16 e B19, Alfa Romeo 33…) e l’Alfa Revival Cup (un esercito di Biscioni tra Giulia GTAm, Giulia Super e GTV).

Stupisce, in questa formula competitiva animata da uno dei più esperti conoscitori del settore, organizzatore della Le Mans Classic, la capacità di aver creato una serie avvincente, dove bagarre e competizione stimolano il confronto e l’ansia di risultato!

I box di Monza, stipati di capolavori dell’automobilismo sportivo in un nuovo stato di grazia, ha offerto uno spettacolo nello spettacolo per il livello delle forze in campo: eserciti di meccanici, ingegneri di pista, strateghi della corsia box e responsabili prodotto tutti febbrilmente impegnati a mettere a puntino le loro vetture. Il risultato in pista salta agli occhi: scarichi fumanti e urlanti, dischi freno incandescenti, carrozzerie con le ferite della battaglia e il folle desiderio di spingere al massimo a bordo di questi dannati mostri del tempo che fu fino alla vittoria in pista. Ce n’è, insomma, per rievocare la Mille Chilometri di Monza!

In quest’ottica ciò che si è potuto vedere a Monza va oltre la mera descrizione: la Ferrari 330 GTO che gira in uno straordinario 2’19”, una strepitosa “ingarellata” tra una 512S e una 512M, un grandioso assembramento di Alfa Romeo GTAm alla prima variante, una ciclopica Lola T70 che cerca di scappare (e come scappa!) da una piccola ma velenosa Chevron

Una piccola rivalsa aleggia tra questi “spiriti magni” della passione automobilistica: dimostrare che, queste che guidano, sono “vere” automobili al confronto delle imbrigliate scatole elettroniche con le ruote di oggi. I gentleman driver “d’un tempo” vivono e lottano con noi appassionati.

Alvise-Marco Seno

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