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05 March 2019 | di Luca Pezzoni

Morgan, un futuro da scrivere (soprattutto) in italiano

Investindustrial, il fondo guidato da Andrea Bonomi, raddoppia con le auto inglesi e acquisisce la maggioranza della Morgan, lo storico marchio di Malvern. Una buona notizia anche per il comparto delle storiche.

Sembra una notizia da bollettino finanziario ma in realtà sono molte le chiavi di lettura della nota ufifciale che comunica l'acquisizione del pacchetto di maggioranza della Morgan da parte di Investindustrial, il fondo guidato da Andrea Bonomi, imprenditore già noto per molte operazioni sia nel settore luxury, arredamento e design sia in quello dei motori (vedi il rilancio di Ducati e poi a seguire con l'investimento in Aston Martin fino alla quotazione in borsa a fine 2018 a "multipli" notevoli, seguendo la strada già indicata da Sergio Marchionne al tempo della quotazione Ferrari).

Raddoppio. Per ora non c'è completa disclosure, come si usa dire negli ambienti finanziari, su tutti i termini e valori dell'operazione, non si conosce la percentuale esatta della quota acquisita e il prezzo. Tuttavia ci sono già abbastanza elementi per intuire a grandi linee le possibili ragioni e strategie dietro quello che diventa a tutti gli effetti un raddoppio, se non altro a livello strategico, degli investimenti di Investindustrial sui marchi inglesi ad alto tasso di passione, fedeltà dei clienti e con un notevole track record di auto storiche ben conosciute dagli appassionati.

Numeri importanti. Bisognerà attendere fino al prossimo aprile per capire quanto è costata la quota di maggioranza a Investindustrial, ma sono già noti alcuni elementi importanti, come il coinvolgimento del management e dei dipendenti nell'azionariato. La famiglia Morgan rimane comunque nel libro soci anche se in minoranza. Poi ci sono i numeri dell'operazione, a cominciare dal giro di affari attuale del Costruttore, stimato in circa 33 milioni di sterline con un utile (ebit) intorno al 10%, somma derivante dalla vendita di circa 700 auto all'anno compresa la mitica 3 wheeler.

Strategie per promuovere una passione globale. È evidente che, se Investindustrial ha dato seguito ai propri investimenti sui brand inglesi, dev'esserci una strategia di crescita e valorizzazione del marchio. Non a caso nel comunicato stampa sono evidenziati alcuni riferimenti che fanno capire quali siano i valori aggiuntivi legati al brand Morgan: oltre 30.000 appassionati visitano la fabbrica ogni anno per ammirare le auto costruite ancora artigianalmente con largo uso di pelle, legno e passione per il tempo dei pionieri della guida scoperta. Ma ancora di più dicono i 5000 membri dei club Morgan delle 50 sedi sparse ai quattro angoli del globo. Un marchio storico inglese per una passione globale.

Capitolo storiche. Da Investindustrial fanno sapere anche che il veicolo finanziario (la società che avrà il possesso delle azioni) utilizzato per questa operazione è diverso da quello che detiene la quota di Aston, notizia importante perché significa che le strade di sviluppo e le strategie saranno separate e costruite su misura. A tal proposito, non è azzardato pensare che possano arrivare alcune novità in termini di prodotto. Sia nuovi modelli ma anche anche versioni speciali oppure one off o persino serie limitate, tutte strade che consentono per la loro unicità di valorizzare il marchio e aumentare i margini. E anche per le storiche potrebbero esserci buone notizie: il rilancio del marchio passa di regola anche attraverso investimenti mirati nel marketing e nell'heritage. Perché la finanza coniugata alla passione e al giusto percorso di sviluppo, coerente con i valori del marchio e le passioni e aspettative dei clienti, può aumentare il gusto della guida, anche con capelli al vento, occhialini e tre piccole ruote.

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