Aste / News
25 gennaio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Moto all’asta, a Bergamo la prima uscita di Finarte

La Casa d'aste italiana organizza - in collaborazione con Automotive Masterpieces - la sua prima vendita all'incanto di motociclette. L'asta si terrà il prossimo marzo a Bergamo, città d'origine di Giacomo Agostini, il pilota più vincente di sempre nella storia del motomondiale. Tra i lotti in vendita segnaliamo le moto appartenenti alla collezione Migliazzi, veri e propri oggetti del desiderio che richiameranno l'attenzione degli appassionati delle due ruote da collezione presenti in sala.

Si tratta di una rassegna di oltre quaranta motociclette degli anni 40, 50 e 60, quasi tutte marchiate Rumi, azienda bergamasca attiva nella produzione di materiale per l'industria cinematografica e tessile e, in seguito, di motocicli. "Sono molto felice che l’asta di motociclette si tenga a Bergamo e che la collezione, frutto del duro lavoro della famiglia Migliazzi, venga esposta nella sua terra natia. Da un punto di vista storico auspico che una cordata di imprenditori bergamaschi decida di acquistare l’intera collezione per farne un museo a Bergamo" ha dichiarato Sandro Binelli, consulente storico del Dipartimento Automotive di Finarte e fondatore di Automotive Masterpieces.

Nella collezione sette "125 Bicarburatore", modello prodotto a partire dal 1953 e omologato per le gare di velocità dell'epoca. Sette anche le "Sport", le più più rappresentative dell marca lombarda: la loro produzione iniziò alla fine del 1950 ma le moto vennero presentate al pubblico soltanto nel 1951. Tre le "125 Turismo", prime Rumi in assoluto ad essere equipaggiate con un motore a 2 tempi e 2 cilindri da 6 CV. Presenti anche gli scooter, con 4 "Scoiattolo", il ciclomotore introdotto alla Fiera Campionaria di Milano nel 1951.

Ma la Collezione Migliazzi non è solo Rumi: rarità assolute sono una Maserati "160T4" del 1952, una Caproni "Capriolo Cento50" del 1955, una Gilera "Saturno" e una Moto Guzzi "Airone" prima serie.

TAGS aste finarte
Condividi
COMMENTI