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01 aprile 2004 | di Redazione Ruoteclassiche

NATA PER ANDARE FORTE

Salone di Torino, aprile 1954: debutta la "Giulietta Sprint", raccolta e aerodinamica, caratterizzata da un frontale che ricorda quello della "1900". Il motore è un quattro cilindri in linea di 1,3 l in alluminio, la distribuzione è a doppio albero a camme in testa e l'albero a gomiti è montato su cinque supporti. La frenata è garantita da quattro tamburi.

Inizialmente, la vettura del Biscione viene offerta con la leva del cambio al volante, ma dal 1957, senza supplemento di prezzo, è possibile avere la leva a cloche. La "Sprint" nasce come vettura a due posti, ma viene omologata come coupé 2+2. La gamma colori comprende: Azzurro Iseo, Azzurro Capri, Rosso Alfa, Bianco Gardenia, nero, verde chiaro, blu chiarissimo, grigio chiarissimo, Beige Banana e Blu Inverno. All'interno l'allestimento è un po' spartano, con il cruscotto rivestito di sola lamiera.

La "Sprint" ha una lista di optional molto ampia ed è disponibile a un prezzo di listino di 1.755.000 lire. Il successo è immediato: nel primo giorno di esposizione vengono raccolte oltre 500 prenotazioni.

"SPRINT VELOCE" - PRONTA PER LA MILLE MIGLIA
Al Salone di Torino del 1956 arriva la "Sprint Veloce", richiesta dai clienti che volevano partecipare alle competizioni come la Mille Miglia. Esteticamente è quasi identica alla sorella, a parte le scritte di identificazione e i vetri laterali scorrevoli in perspex (come il lunotto). Inoltre le parti mobili della carrozzeria sono in alluminio, così come i paraurti. Per contenere ulteriormente il peso nell'abitacolo la finitura è ancora più spartana. Alla fine il peso è di 72,5 kg inferiore a quello della "Sprint".

La potenza del motore viene portata a 80 CV grazie all'aumento del rapporto di compressione, alla nuova distribuzione con alberi a camme dalla diversa fasatura, agli inediti collettori di aspirazione e ai due carburatori doppio corpo Weber 40 DCOE3. La velocità massima è di 170 km/h; i freni a tamburo sono però gli stessi della "Sprint". Costa 2.225.000 lire.

SECONDA SERIE - UN "MUSETTO" PIÙ MATURO
Il 24 giugno 1958 all'autodromo di Monza l'Alfa presenta la "Sprint" edizione 1959, con un face lifting curato da Giugiaro: i fanali sono più grandi e le prese d'aria ai lati dello scudetto sono coperte da una griglia in un unico pezzo.

In ottemperanza alle nuove norme del Codice della Strada vengono applicati i ripetitori di direzione laterali e i catarifrangenti appena sotto i fanali posteriori. Mentre l'aspetto esteriore è sostanzialmente invariato, la scocca, a partire dall'estate del 1960, viene interamente ottenuta per stampaggio alla pressa e assemblata con saldatura elettrica a punti nel nuovo stabilimento Bertone di Grugliasco. Il motore subisce numerosi aggiornamenti per eliminare piccoli difetti di gioventù.

Nella seconda serie la gamma colori comprende: Rosso Alfa, nero, Azzurro Iseo, Bianco Gardenia e Blu Tornado (quest'ultimo verrà sostituito nel 1961 dal Bluette). La "Sprint Veloce" beneficia delle stesse modifiche estetiche; il motore ha una potenza di 90 CV e la velocità di punta è di 175 km/h.

LA METAMORFOSI - COL "1600" DIVENTA "GIULIA"
Presentata alla fine di giugno del 1962 sulla pista di Monza, la "Giulia 1600 Sprint" altro non è che la versione con motore di 1,6 litri della "Giulietta". All'esterno poche sono le differenze, mentre gli interni hanno la plancia quasi totalmente ridisegnata.

Il motore è lo stesso della "Giulia", con cilindrata quindi di 1570 cm³ e potenza portata a 92 CV a 6200 giri, che consente di toccare una velocità di punta di 172 km/h. Dal 1964 vengono adottati i freni a disco Dunlop all'avantreno. Costa 1.835.000 lire.

IMPRESSIONI - UNA PIEGA PERFETTA
Quando abbandonò il palcoscenico dei saloni e scese in strada, ci si accorse subito che sotto quel vestito c'erano corpo e sostanza ancora più seducenti.

Guidarla oggi, come ieri, è un vero piacere. Si ha la sensazione di avere sempre tutto sotto controllo. Nelle curve si lascia un po' andare, ma è solo un vezzo, perché resta ancorata a terra. Se si spinge è ancora veloce. Diavolo di una cinquantenne!

Girare in "Giulietta Sprint" è come andare a spasso con Brigitte Bardot, vuol dire sentirsi belli e ammirati. L'esemplare della nostra prova, del 1957, appartiene a Francesco Gandolfi, che l'ha comprato quattro anni fa. "La mia famiglia - racconta Gandolfi – preferiva le Lancia, ma io ho sempre avuto un debole per la 'Giulietta'".

Saliamo e ammiriamo il bel colpo d'occhio offerto dalla plancia ben raccolta. Giriamo la chiavetta d'avviamento: il rumore del motore è soffice ma imperioso. La tenuta di strada risulta buona in tutte le condizioni: il sottosterzo, per quanto abbastanza evidente, si controlla con facilità.

All'interno non mancano scricchiolii e spifferi, ma ci consoliamo pensando che c'erano anche al tempo. "Quello che conta – spiega Gandolfi – sono i cavalli a disposizione e le prestazioni fornite da questo splendido motore. La Porsche '356', la sua rivale di sempre, presenta meno 'peccatucci', ma la 'Sprint' rimane un'altra cosa".

TECNICA

1954
1956
1959
Motore
Anteriore longitudinale - 4 cilindri in linea - Cilindrata 1290 cm³ - Alesaggio 74 mm - Corsa 75 mm - Potenza 65 CV a 6000 giri/min (80 CV a 6300 giri/min dal 1959) - Rapporto di compressione 8:1 (8,5:1 dal 1959) - Alimentazione con un carburatore doppio corpo Solex 35 APAJ G.
Anteriore longitudinale - 4 cilindri in linea - Cilindrata 1290 cm³ - Alesaggio 74 mm - Corsa 75 mm - Potenza 80 CV a 6500 giri/min (96 CV dal 1959) - Rapporto di compressione 8,5:1 (9,1:1 dal 1959) - Alimentazione con due carburatori doppio corpo Weber 40 DCOE3.
Anteriore longitudinale - 4 cilindri in linea - Cilindrata 1570 cm³ - Alesaggio 78 mm - Corsa 82 mm - Potenza 92 CV a 6200 giri/min - Rapporto di compressione 9:1 - Alimentazione con un carburatore doppio corpo Solex 32 PAIA 7.
Trasmissione
Trazione posteriore - Cambio al volante a 4 marce - Frizione monodisco a secco - Pneumatici 155-15.
Trazione posteriore - Cambio al volante a 4 marce - Frizione monodisco a secco - Pneumatici 155-15.
Trazione posteriore - Cambio a cloche a 5 marce - Frizione monodisco a secco - Pneumatici 155-15.
Corpo vettura
Coupé 2 porte, 2+2 posti - Avantreno a ruote indipendenti, quadrilateri con bracci trasversali, barra trasversale antirollio - Retrotreno con ponte rigido, triangolo superiore e puntoni longitudinali - Freni a tamburo - Sterzo a vite e rullo.
Coupé 2 porte, 2+2 posti - Avantreno a ruote indipendenti, quadrilateri con bracci trasversali, barra trasversale antirollio - Retrotreno con ponte rigido, triangolo superiore e puntoni longitudinali - Freni a tamburo anteriori e posteriori - Sterzo a vite e rullo.
Coupé 2 porte, 2+2 posti - Avantreno a ruote indipendenti, quadrilateri con bracci trasversali, barra trasversale antirollio - Retrotreno con ponte rigido, triangolo superiore e puntoni longitudinali - Freni a tamburo anteriori (a tre ceppi) e posteriori (dal 1964 anteriori a disco) - Sterzo a vite e rullo.
Dimensioni
e peso
Passo 2380 mm - Carreggiata anteriore 1286 mm (1292 dal 1959) - Carreggiata posteriore 1270 mm - Lunghezza 3980 mm - Larghezza 1540 mm - Altezza 1320 mm (1348 dal 1959) - Peso in ordine di marcia 850 kg (935 dal 1959).
Passo 2380 mm - Carreggiata anteriore 1286 mm (1292 dal 1959) - Carreggiata posteriore 1270 mm - Lunghezza 3980 mm - Larghezza 1540 mm - Altezza 1320 mm (1348 dal 1959) - Peso in ordine di marcia 780 kg (970 dal 1959).
Passo 2380 mm - Carreggiata anteriore 1292 mm - Carreggiata posteriore 1270 mm - Lunghezza 3980 mm - Larghezza 1540 mm - Altezza 1348 mm - Peso in ordine di marcia 975 kg.
Prestazioni
Velocità 165 km/h (170 km/h dal 1959) - Consumo medio 9 litri/100 km (8,8 dal 1959).
Velocità 170 km/h (175 dal 1959) - Consumo medio 10,4 litri/100 km.
Velocità 172 km/h - Consumo medio 10 litri/100 km.

TAGS Alfa Romeo
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