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03 marzo 2011 | di Redazione Ruoteclassiche

OSTACOLATI I PIANI FIAT: CHIUSE LE SALE “PER LAVORI”

Gli alfisti di mezzo mondo possono tirare un sospiro di sollievo: il 31 gennaio la Soprintendenza regionale per i Beni Ambientali, braccio lombardo del ministero dei Beni Culturali, ha esteso a tempo indeterminato il vincolo che impedisce a chicchessia di sradicare il museo Alfa Romeo di Arese dal proprio territorio. A questa decisione si è arrivati nonostante l'opposizione di Fiat, che avrebbe di gran lunga preferito poter disporre a proprio piacimento della struttura e delle 250 vetture che vi sono conservate. Ma il ministero non ha voluto sentire ragioni e, alla scadenza, ha reso definitivo il vincolo, facendo la gioia della comunità di alfisti che da tutto il mondo aveva fatto sentire la propria voce attraverso un blog realizzato apposta per difendere questo patrimonio.

Una battaglia importante è stata vinta, grazie all'apporto tenace delsindaco di Arese Gianluigi Fornaro e di tutto il consiglio comunale. Di fronte alle voci circolate in queste settimane di una possibile acquisizione di Alfa Romeo da parte di Volkswagen, Fornaro ha anzi dichiarato: "Magari arrivassero i tedeschi! Di sicuro qui ci sarebbe più lavoro". La guerra però è tutt'altro che finita, perché già si parla di un ricorso di Fiat, che non nasconde la propria irritazione di fronte a quanti si sono battuti e si stanno battendo perché il museo rimanga lì dov'è nato nel 1976.

L'atteggiamento assunto dalla Fiat sulla vicenda del museo Alfa Romeo non tranquillizza neppure i lancisti, perché la collezione Lancia, non protetta da alcun vincolo, potrebbe "volatilizzarsi" alla chetichella. Intanto, l'irritazione di Fiat produce i primi effetti concreti: qualche giorno fa è arrivata da Torino ad Arese la comunicazione di chiudere il museo. Motivo ufficiale: lavori urgenti. Ma di lavori non c'è traccia.

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