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09 giugno 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Parco Valentino, notte al Castello per i 70 anni della Porsche

I settant'anni della Porsche, la città della Mole li ha festeggiati al Castello del Valentino. Un palcoscenico, quello dell'elegante residenza sabauda, che ha valorizzato al meglio i capolavori di un marchio entrato nella leggenda per i successi ottenuti sui circuiti di tutto il mondo.

Tante sopravvissute. Anche sulle strade di tutto il mondo, quelle di tutti i giorni. Basti pensare che grossomodo il 70% delle Porsche costruite dal 1948 a oggi "girano" ancora e buona parte del parco circolante (più del 40%) è composto da modelli Classic. Non è un caso che, con decine e decine di anni e - spesso e volentieri - di migliaia di chilometri sul groppone, le classiche della Cavallina di Stoccarda restino tra le auto d'epoca più affidabili e ricercate dai collezionisti in ogni angolo del pianeta.

Selezionatissime. Una questione di qualità costruttiva dunque, oltre che di bellezza e prestazioni. Ieri sera, per celebrare al meglio i settant'anni della marca, al Salone dell'Automobile di Torino il Centro Porsche Erre Esse si è assicurato il cortile del Castello del Valentino, privée d'eccezione dove una ventina di Porsche, accuratamente selezionate tra classiche e moderne, sono approdate in serata dopo una sfilata tra le principali vie e piazze della città.

Passeggiata nella storia. "Una cornice raffinata ed esclusiva, perfetta per ospitare le nostre vetture", esordisce sorridendo Giordana Gorizia, direttore marketing del Centro Porsche di Torino. "Abbiamo curato ogni aspetto nel dettaglio, ci tenevamo a regalare agli appassionati una passerella che ripercorresse la storia, l'evoluzione e i valori del marchio Porsche attraverso i suoi modelli più rappresentativi", prosegue passando in rassegna insieme a noi, una a una, le vetture esposte.

Non solo sportive. Si va dalla 356, la prima Porsche basata sulla "rocciosa" meccanica del Maggiolino, alle moderne e lussuose Cayenne, Cayman e Macan, passando per diversi esemplari del modello più iconico della Casa, la 911. A rapire gli sguardi del pubblico, certamente attonito di fronte alle nuovissime GT2 e GT3, sono soprattutto le raffreddate ad aria, ovvero le leggendarie 911 costruite tra il 1963 e il 1997.

Dall'aria all'acqua. Tra le più ammirate una Carrera RS 2.7, la più sportiva col doppio terminale di scarico (una gioia la sinfonia del suo motore boxer, almeno per le orecchie degli intenditori), una SC (la "Super Carrera" costruita tra il 1978 e il 1983), una 964 e una 993, ultima illustre esponente della famiglia delle raffreddate ad aria che passerà il testimone, nel 1998, alla 996. A rappresentare questa serie - la prima con il motore raffreddato a liquido - una rara Turbo S.

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