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26 August 2019 | di Cesare Emanuele Scanzi

Peugeot 205 e 106 Rallye, utilitarie da prova speciale

Leggere, agili e scattanti, le versioni “Rallye” delle Peugeot 205 e 106 fanno ancora battere il cuore degli appassionati

Per le utilitarie sportive gli anni 80 sono stati un periodo d’oro, con l’avvicendarsi di modelli estremi, espressamente concepiti per correre nel Gruppo B. La soppressione di questa categoria nel Campionato del mondo rally, a partire dalla stagione 1987, portò a un ripensamento radicale delle piccole sportive. Da estreme vetture-laboratorio, le mini bombe tornano a essere elaborazioni basate sui modelli della grande produzione. È in questo quadro che s’inseriscono le vetture protagoniste del nostro articolo, pensate per giovani amanti della guida sportiva e aspiranti piloti da rally. E proprio grazie alla loro leggerezza e a una messa a punto “pronto gara”, le piccole 205 e 106 Rallye formeranno intere generazioni di corridori, rivelandosi clienti “scomode” anche per vetture sportive di categoria superiore.

Verso una nuova era. Dopo la vittoria dell’Audi nel 1984, il Campionato del mondo rally 1985 festeggia il trionfo della nuova Peugeot 205 Turbo 16, vincitrice con sette vittorie su dodici gare. L’anno successivo, la T16 vince ancora: è l’ultimo, triste atto della stagione terribile del Gruppo B: corse folli, imprese eroiche ma anche tragedie sportive e umane come nei rally non si erano mai viste. Lo sviluppo delle 205 sportive, tuttavia, non si conclude. Nel marzo 1986 viene presentata la 205 GTI 1.6 da 115 CV e in autunno la GTI 1.9 da 130 CV e quasi 210 km/h. La platea delle avversarie può dirsi numerosa (Fiat Uno Turbo, Citroen AX Sport, Renault Super5 GT Turbo…) ma l’escalation sportiva della 205 non è ancora completa. Nel 1988 nasce la 205 Rallye 1.3, la versione di ingresso nella gamma sportiva 205: è totalmente stradale ma “pronta corse”. Seguendo una rigorosa strategia di alleggerimento, alla 205 vengono “tolti chili” e aggiunti cavalli fino a ottenere una “piccola RS”.

Via tutto il superfluo. Dalla 205 standard vengono eliminati consolle centrale, chiusura centralizzata, comando elettrico dei vetri, autoradio, tergilunotto, sbrinatore posteriore e diffusori d’aria centrali. Manca anche l’accendisigari, il volante è solo a due razze e la ventilazione si gestisce agendo su levette.

Potente e leggera. Il 4 cilindri 1300 a carburatori è equipaggiato con radiatore dell’olio e alternatore più potente per reggere i fari aggiuntivi con visione notturna. La 205 Rally produce 103 CV a 6800 giri/min. Il cambio, a cinque marce, ha i rapporti ravvicinati. Dal punto di vista telaistico la vettura riprende freni e sospensioni della GTI 1.6. Pesa, in ordine di marcia, 790 kg e ha un rapporto peso/potenza di 7,66 kg/Cv. È disponibile solo in colore bianco e con ruote in lamiera.
 La 205 Rally scatta da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi e tocca i 190 km/h: è agile, veloce, precisa. Il motivo dell’interesse nei suoi confronti è duplice. Non solo per le corse ma anche come versione sportiva purista, senza fronzoli e di sostanza. La produzione si conclude nel 1992 dopo circa 30.000 esemplari.

Peugeot 106 Rallye. La 106 nasce nel ’91 come “modello ponte” con la 205, che inizia a manifestare i primi segni dell’età. A poche settimane dal lancio arriva la 1.4 XSi con il 1.4 da 100 Cv della Citroen AX GT. Nel ’93 entra in listino la 106 Rallye, sviluppata come erede naturale della 205: una versione sportiva leggera per clienti dinamici ma pure per piloti in erba. Utilizza lo stesso motore 1.3 della 205 Rallye ma con iniezione elettronica al posto dei carburatori. La potenza è di 98 Cv (con cambio a 5 marce e trazione anteriore) a 7.200 giri, un regime molto elevato che la dice lunga sull’allungo di questo bel petardo. La velocità massima è di 190 km/h (0-100 in 10,3 sec.) godibili sfruttando le capacità dei un peso poco superiore a 800 kg.

Un’erede perfetta. È il risultato, dopo tutto, della strategia di alleggerimento: l’allestimento è più essenziale per effetto di vetri e specchi manuali, autoradio solo predisposta, diffusori d’aria centrali assenti, sedili sportivi, cerchi in lamiera da 14” con gomme 175/60 R14, assetto più sportivo, comportamento dinamico più deciso. La 106 Rallye si può avere in soli tre colori: bianco, rosso o nero.
Nel ’96, con il restyling della 106, anche la Rallye viene aggiornata: adotta il 1.6 monolbero da 101 cavalli, minigonne, passaruota maggiorati. Il peso cresce a 900 kg e la velocità massima a 195 km/h. Nella gamma colori entrano il blu e il giallo.
Nel ’98, infine, la 106 Rallye riceve il 1.6 bialbero e 16 valvole della GTI ed eroga 118 Cv. Il peso è cresciuto ancora a 950 kg ma ora la Rallye scatta sullo 0-100 in 9“5 e raggiunge 205 km/h. La produzione si conclude nel 2004.

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