Peugeot 404 Cabriolet e Coupé, tutto il fascino del Leone - Ruoteclassiche
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03 December 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Peugeot 404 Cabriolet e Coupé, tutto il fascino del Leone

Sono trascorsi 60 anni dal debutto della Peugeot 404 Cabriolet, la prima versione “di charme” derivata dalla fortunata 404 berlina. Anche in questo caso lo stile venne affidato alla Pininfarina che, l’anno seguente presentò anche l’elegantissima Coupé.

La première della Peugeot 404 Cabriolet fu un evento mediatico e “politico” di grande importanza per la Francia: infatti, fu il Presidente Charles de Gaulle a svelare in anteprima il nuovo modello dinanzi a diplomatici e Capi di Stato stranieri giunti al Salone di Parigi del 1961.
La nuova vettura al vertice della gamma Peugeot spiccava per una linea semplice, dalle volumetrie scultoree, nel più puro stile Pininfarina. Nel marzo del 1962, la gamma si arricchì con la versione Coupé. Nonostante i motori, tutti a quattro cilindri, non avessero potenze stratosferiche, le esclusive Peugeot si fecero apprezzare anche in Nord America: il connubio tra stile italiano e ricercatezza francese fece breccia tra le frange più esterofile dell’Upper Class americana.

Un viso già visto. La Casa di Sochaux si era ritagliata la sua fetta di mercato negli Stati Uniti a fine anni 50 con la 403 Cabriolet, nota al grande pubblico per essere apparsa sugli schermi (molti anni dopo) al fianco dell’Ispettore Colombo. Con le nuove 404, Peugeot contava di alzare l’asticella facendo leva sull’immagine raffinata. La linea Peugeot della 404 Cabriolet, in realtà, non era originalissima: richiamava abbastanza da vicino le Fiat 1200 e 1500 Cabriolet, a loro volta simili nell’impostazione stilistica alla prestigiosa Ferrari 250 GT. Del resto, le maestranze erano le stesse…
Sulla Coupé risaltava maggiormente l’andamento ondulato della linea di cintura all’altezza del finestrino posteriore, facendo sfoggio di un grande equilibrio formale. Secondo gli accordi con Pininfarina, le scocche erano assemblate a Grugliasco (TO) e poi consegnate a Sochaux, dove venivano ultimate con l’installazione della meccanica. Trattandosi del modello di punta, l'equipaggiamento ricalcava quello dell’allestimento “Super Luxe” della 404 berlina.

Grandi ambizioni. Peugeot intendeva superare nelle vendite i grandi nomi italiani, protagonisti nel segmento delle sportive d’importazione, come Lancia, Alfa Romeo e persino l’intoccabile Ferrari: protagoniste dei défilé sulla Fifth Avenue e sulle assolate strade della California.
La filiale di New York, affidandosi alle suggestioni del Sogno americano, contava di vendere circa 15.000 unità l’anno. Intanto, gli estimatori d’Oltreoceano iniziarono a chiamare le 404 col nomignolo “Peugeot-Farina”. I vertici Peugeot consolidarono la reputazione dei modelli due porte passando all’attacco, in un secondo tempo, con le berline quattro porte al fine di ottenere visibilità anche nel mercato, più ampio, delle auto estere di segmento medio-alto.

Troppo costosa. Fino alla prima metà degli anni 70, tuttavia, le auto europee in America avevano volumi di vendita poco rilevanti. L’avvento di una nuova generazione di compatte dallo stile accattivante, equipaggiate con motori sei cilindri in linea e V8, non aiutò. Modelli come la Ford Mustang e la Chevrolet Camaro, oltre ad essere infinitamente più “forti” in termini commerciali, dal punto di vista prestazionale, superavano facilmente i 96 CV raggiunti dalle Peugeot 404 più potenti. Il tutto a un prezzo nettamente inferiore. Stando al cambio dell’epoca, negli USA la Cabriolet costava quanto una Jaguar E-Type.
Anche in Europa, la situazione era simile: in Italia la 404 aveva un prezzo superiore a quello della Lancia Flavia mentre la quasi gemella Fiat 1500 Cabriolet costava il 50% in meno. In Germania, con un prezzo di listino di 17.000 marchi, era più cara di una Porsche 356. Solo la Mercedes-Benz 230 SL “Pagoda” era più costosa.

La Peugeot dei record. La Peugeot 404 berlina aveva dimostrato tutta la sua robustezza nei rally endurance e si confermò una “world car” di successo. Le 404 Coupé e Cabriolet hanno brillato per l’innovazione tecnica: sono state tra le primissime auto, prodotte su larga scala, ad adottare motori a iniezione. L’impianto venne sviluppato dallo specialista Kugelfischer, che mise a punto un sistema abbastanza affidabile simile a quello impiegato sulle BMW della serie “TI”. La prima versione a iniezione venne presentata al Salone di Ginevra del 1962, parallelamente al modello Coupé, equipaggiata finalmente con 1.6 litri “XCKF” ad iniezione meccanica da 86 CV. Alla base della gamma vi era invece il 1.6 “XC” da 72 CV a carburatore.
Merita un discorso a parte la 404 Diesel Record: una speciale Cabriolet aerodinamica, dotata di un motore a gasolio da 2.2 litri da 68 CV. La monoposto, nel giugno 1965, destò scalpore conquistando alcuni record mondiali sul circuito di Montlhéry, dove la barchetta diesel percorse oltre 5.000 chilometri alla media di 160 km/h. Mai, prima di quel momento, un’automobile diesel aveva raggiunto risultati simili. Una mossa che consentì a Peugeot di svettare sul podio dei costruttori di automobili a gasolio.

L’evoluzione. Tra il 1963 e il 1964, l’intera famiglia 404 beneficiò di un incremento di potenza: i motori a carburatore passavano così da 72 a 76 CV, quelli a iniezione da 85 a 96 CV. Anche la carrozzeria ricevette un leggero aggiornamento, a partire da nuove luci di posizione rettangolari. Più sostanziosi gli interventi sottopelle: impianto frenante (identico a quello della berlina) e trasmissione, con frizione e ponte posteriore più robusti. Nell’autunno del 1966, le 404 Coupé e Cabriolet vennero sottoposte a un nuovo facelift che questa volta coincise con l’introduzione di fari allo iodio e indicatori di direzione più grandi, al pari del lunotto, più ampio e avvolgente. Due anni dopo, senza ulteriori cambiamenti le eleganti 404 uscirono di scena.

Lo charme del Leone. Le 404 Coupé e Cabriolet non si avvicinarono, nemmeno lontanamente, ai numeri della berlina. La produzione terminò nel 1968, con poco più di 16.000 esemplari all’attivo: a limitare le vendite furono soprattutto il prezzo esorbitante e la potenza limitata del 1.6 litri.
Nonostante ciò, alle 404 due porte va riconosciuto il merito di aver contribuito al buon nome del marchio francese anche al di fuori dei confini nazionali. Nel mentre, la fortunata collaborazione con la Pininfarina proseguì e, nel 1968, Peugeot presentò una nuova generazione di modelli di prestigio: le 504 Coupé e Cabriolet. Due auto di grande eleganza e dallo stile personale che, secondo molti esperti, sono state tra le più belle auto francesi di tutti i tempi. Il fascino del Leone rampante era più solido che mai.

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