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18 February 2020 | di Andrea Zaliani

Peugeot 806: la monovolume che corse a Spa

Chi l’ha detto che una monovolume non può intraprendere esperienze agonistiche di prim’ordine? La 806, per esempio, gareggiò niente meno che alla 24 Ore di Spa Francochamps

L’originale storia è datata 30 luglio 1995. Sul leggendario circuito belga sono pronte a schierarsi in griglia le 46 vetture che daranno vita alla 24 Ore, una delle più importanti gare endurance a livello mondiale. Dalla dodicesima posizione, con il numero 86, parte un’auto davvero insolita per l’occasione.

Monovolume corsaiola. Non è una classica sportiva, berlina o coupé, bensì una monovolume. Una Peugeot 806, per l’esattezza. Modificata nella meccanica, con l’adozione di un motore derivato da quello della coeva 306 MAXI e l’adozione di sospensioni e freni della 406 Superturismo, riesce a sviluppare la bellezza di 300 cv. Al volante si alterneranno tre piloti, tutti di nazionalità belga: Eric Bachelart, Philippe Verelleny e Pascal Witmeur, protagonisti di un'ottima porzione di gara fino alla dodicesima ora, prima di passare il testimone ai compagni di squadra Van de Wauwer-Boillot-Caiellet che, con una Peugeot 306 Turbodiesel, trionfarono nella categoria EcoTech.

Affinità sportiva. L’originale esperienza, com’era logico aspettarsi, fece molto parlare di sé, incrementando la notorietà del modello a livello globale. Con questa “mossa” la Peugeot ricordò inoltre al pubblico la propria affinità col mondo sportivo. Una lunga storia quella del Leone nelle gare, che risale addirittura a fine 800 e che è costellata da una serie di notevoli successi. Sicuramente degne di nota le numerose vittorie in terra africana delle 504, sia berlina che coupé, ma anche le altre berline della serie 4, come la 405 Mi16 che gareggiò anche in Italia.

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