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03 March 2020 | di Paolo Sormani

Peugeot: tutte le “Auto dell’anno” dalla 504 alla 208

La Nuova Peugeot 208 è stata eletta Auto dell’Anno 2020 dalla giuria di 60 giornalisti esperti dell’automobile provenienti da 23 Paesi.

È la prima “serie 2” della Casa francese a conquistare l’ambito riconoscimento europeo, tradizionalmente conferito dal 1964 in occasione del Salone di Ginevra. Quest’anno il coronavirus ci ha messo del suo annullando il GIMS, non la vittoria della Nuova 208. Che, ricordiamolo, è la sesta Peugeot eletta Auto dell’Anno, il che porta il Leone Rampante nella top 3 dei marchi più premiati.

Longseller. Se la prima in assoluto fu la signorile Rover 2000, si dovette aspettare solo cinque anni per una Voiture de l’Année marchiata Peugeot: si tratta della 504, la berlina tre volumi 5 porte che ha portato in vacanza e al lavoro la Francia a cavallo degli anni Sessanta e Settanta. Un modello longevo – rimase in produzione fino al 2005 con oltre tre milioni e 600mila auto prodotte - la cui progettazione era iniziata addirittura nel 1964 alla Pininfarina, con le matite di Aldo Brovarone a tracciarne le linee principali. Lo styling fu affinato dal Centro Stile di La Garenne coordinato da Pierre Bouvot. Linee tese, coda corta e spiovente, senza nessuno slancio innovativo particolare: insomma, la classica berlina da padre di famiglia, che proprio nel 1969 uscì anche nelle versioni coupé e cabriolet disegnate da Pininfarina e assemblate in Italia, con motore 1.8 litri e la famigerata iniezione meccanica Kugelfisher.

Berlina double-face. Più lunga l’attesa per la seconda Auto dell’Anno Peugeot. Numeri invertiti, stessa identità: la 405 che convinse la giuria del 1988 era una berlina di fascia media dalla sportività con un certo accento… francese. Anche questa nacque dopo una lunga gestazione, in uno dei periodi più critici nella storia della Leonessa, dalla collaborazione-competizione fra l’atelier Pininfarina e il Centro stile di La Garenne-Colombes, sotto la supervisione di Gerald Welter. Guidata con sentimento, la versione sportiva Mi16 strappò più di un sorriso ai padri di famiglia e tolse qualche soddisfazione ai piloti dei rallye-raid grazie ai 160 cv, al comportamento dinamico del telaio e alla disponibilità della trazione integrale sulla versione X4 introdotta nel ’90. La 405 vinse anche il Volante dell’Anno in Germania e tagliò il nastro del milionesimo esemplare prodotto dopo appena due anni.

Quasi una monovolume. La 307 fu la terza Leonessa ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento europeo, al Salone di Ginevra del 2002. Anche stavolta si trattava di una berlina costruita nella migliore tradizione Peugeot, stavolta ridotta a 2 volumi nello spirito dei tempi. Su questa youngtimer la linea è più alta che lunga, più pratica che sportiva, per ottenere un’abitabilità e una capacità di carico quasi da piccola monovolume. Non per nulla la 307 era stata anticipata al Salone di Parigi dalla concept Prométhee, una monovolume a goccia con un vistoso portellone squadrato. La berlina era nata sul pianale della 306 opportunamente rivisto per accentuarne i caratteri di comfort, stabilità di marcia e volume. Nell’anno del debutto, la 307 fu proposta in versione 3 e 5 porte nelle motorizzazioni 1.4, 1.6 e 2.0 16 valvole benzina; e 1.4 HDI e 2.0 HDI turbodiesel, tutte Euro 3. Cambio a 5 marce, con automatico in optional.

Quel dommage, la 205! Con le successive Auto dell’Anno si entra nell’era più recente di Peugeot. La seconda serie della 308 del 2014 spicca ancora una volta nel segmento delle berline compatte, specialità della maison di Sochaux. La 3008 del 2017 è un SUV dal design che conquista e che ha fatto proprio lo slogan “motion & e-motion”. Quest’anno la Nuova 208, che si era già aggiudicata 12 premi internazionali, ha sbaragliato in graduatoria la Tesla Model 3 e la Porsche Taycan. Tra le motivazioni addotte dalla giuria, la bellezza e la novità del design, la completezza delle motorizzazioni (anche in versione elettrica) e il mix di performance di guida, sicurezza e styling di interni e carrozzeria. Da appassionati di auto, aggiungiamo: che peccato la 205! Peugeot avrebbe potuto ridurre l’attesa ventennale fra la 504 e la 405 con la compatta del 1982. Un’auto giovane, fresca e grintosa (soprattutto in versione Rallye 1.3) che resta un’icona degli anni Ottanta. In 16 anni di produzione e due restyling, vendette più di cinque milioni di esemplari. Purtroppo per lei, nell’edizione ’83 dell’Auto dell’Anno era in gara anche una certa Audi 100 e…

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