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31 July 2019 | di Andrea Zaliani

Peugeot VLV: la prima elettrica del Leone è del 1941

Il marchio francese ha da poco presentato la e-208. La giusta occasione per ricordare che la sua prima elettrica risale al 1941, anno in cui realizzò la Peugeot VLV. Insolito veicolo a zero emissioni, pensato per gli spostamenti cittadini

La nuova 208 rappresenta per Peugeot un modello molto importante, perché porta in dote importanti novità. Su tutte il debutto di una motorizzazione completamente elettrica, con una potenza pari a 136 cv e 260 Nm. Batterie da 50 kWh le consentono di raggiunge un’autonomia di 450 km nel ciclo Nedc, e di 340 km nel più recente Wltp. La ricarica completa richiede circa 16 ore da una presa casalinga, otto ore dalla wallbox monofase da 7,4 kW, circa 5 ore e 15 minuti con una wallbox trifase da 11 kW e fino a 30 minuti per l'80% dell'energia usando colonnine a 100 kW. Il tutto in abbinamento a un design personale e alle più recenti tecnologie di assistenza alla guida e di intrattenimento. La e-208 si appresta a scrivere nuove pagine nella storia della Peugeot, sfruttando un concetto di mobilità messo a punto dal marchio molti anni prima…

Cambiamenti in vista. Siamo in Francia, nel 1939, triste anno in cui inizierà la seconda guerra mondiale. In vista dell’imminente conflitto, i soldati richiedono ai propri comandanti la possibilità di utilizzare dei veicoli appositamente modificati. La Peugeot decide quindi di rivedere le proprie 202 e 402, dotandole di motori più potenti, trazione integrale ed equipaggiamenti specifici. Non solo: il marchio ricomincia a produrre il veicolo commerciale da 1.000 Kg di portata, l’MK5, rinforzandolo e aumentando la portata a 1.400 Kg. In questo difficile momento, però, le risorse di petrolio scarseggiano. Pertanto i costruttori più lungimiranti, tra cui Peugeot, incominciano a pensare di produrre vetture spinte da alimentazioni alternative. Così, nell’estate del 1940 vede la luce un insolito mezzo, denominato VLV, acronimo di “Voiture Légère de Ville” ovvero “vettura leggera da città”.

Precorritrice della nuova mobilità. La VLV, in effetti, rispecchia in pieno la vocazione evidenziata dal nome. Con un peso a vuoto di 365 Kg e dimensioni compatte -lunga appena 2,67 metri e larga 1,21- è disponibile solamente in versione cabriolet a due posti. Il suo tratto maggiormente distintivo riguarda la particolare impostazione della carrozzeria, dotata di linee originali unite all’impiego di due ruote posteriori gemellate e un unico faro anteriore circolare. Il motore elettrico sviluppava una potenza di appena 2 cv, sufficienti comunque per garantire un’autonomia di 80 km e una velocità di 32 km/h. Adatta per spostamenti prettamente cittadini fu prodotta fino al 1943, in 377 esemplari. Nonostante il numero esiguo delle vendite, la VLV è da considerarsi particolarmente importante perché, in anticipo di molti anni sulle moderne vicende, ha posto le basi per l’inizio di una nuova era. L’era delle citycar elettriche.

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