Piccole bombe francesi: Peugeot 106 GTI, gran turismo di nome e di fatto - Ruoteclassiche
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08/07/2024 | di Andrea Paoletti
Piccole bombe francesi: Peugeot 106 GTI, gran turismo di nome e di fatto
Si contrappone alla “Rallye”, votata all’essenzialità, offrendo invece una dotazione di bordo ricca e il giusto comfort per far brillare il 1.6 aspirato sedici valvole con la quale è equipaggiata. Rara e con prestazioni elevate
08/07/2024 | di Andrea Paoletti

Il restyling del 1996 della Peugeot 106 (nata nel 1991) porta, oltre a una carrozzeria con sbalzi maggiori e nuovi gruppi ottici, un regalo molto gradito nel comparto propulsori: il quattro cilindri di 1.6 litri con testata a sedici valvole, da 120 CV, che va a equipaggiare una nuova versione sportiva in sostituzione della XSi. La versione adotta un nome impegnativo, 106 GTI, ma non deluderà gli amanti della guida brillante.

Confort e prestazioni. Nella prima serie della 106, insieme alla “Rallye”, è già presente un’altra versione sportiva, la XSi con motore 1.6 litri, 8 valvole da 103 CV, ma con l’arrivo della seconda serie, Peugeot decide di rispolverare la mitica sigla GTI della 205 (ormai andata in pensione) donandola alla 106, insieme alle 16 valvole - tanto che su alcuni mercati viene denominata S16 – e a un equipaggiamento molto ricco, proprio per caratterizzarla in modo diverso e tenere fede alla sigla. Pertanto, la 106 GTI sfoggia cerchi di lega a cinque razze con pneumatici 185/55R14, climatizzatore, airbag e ABS, che agisce sui quattro freni a disco. Inoltre, con lo Style Pack si aggiungono sedili sportivi di pelle/Alcantara, airbag laterali, specchietti retrovisori elettrici e riscaldati, volante e pomello del cambio di pelle.

Tocca i 205 km/h. La 106 GTI vuole abbinare comfort e prestazioni, così, sul quadro strumenti a cinque quadranti con sfondo scuro, i proprietari si trovano a leggere 205 km/h di velocità di punta reale, oltre al fatto che lo 0-100 viene risolto in 8,7 secondi, con un’erogazione non esasperata, ma votata all’elasticità. Questo, abbinato a una massa di soli 925 kg, regala il giusto grado di vivacità alla vettura con un comportamento stradale meno nervoso di quello della Rallye, ma altrettanto “appuntito”, quando entra in gioco il retrotreno. Un ulteriore elemento di differenziazione nei confronti di quest’ultima è la gamma colori: ben nove tinte, con la possibilità di scegliere tra quelle pastello e metallizzate, che si estendevano a tutta la carrozzeria, paraurti compresi.

Non lascia eredi. Nella seconda metà del 1998, con l’arrivo della 206, la gamma della 106 viene sfoltita e la GTI viene rinominata 1.6 16V Rallye, fino al 2004, quando la 106 va in pensione, lasciando orfani gli appassionati delle piccole “tutto pepe”, in quanto il modello che l’andrà a sostituire, la 107, avrà tutt’altra indole e non sarà mai declinata in versione sportiva. Un ruolo che, in generale, toccherà ai modelli più grandi.

Rara e sottovalutata. Il dibattito su quale tra le 106 sportive sia la migliore, ma anche se, in generale, le 205 pepate siano effettivamente state superate e migliorate dalla parente stretta più piccola, che ha caratterizzato gli anni 90, è tuttora aperto, e qui si entra anche nel campo delle sensazioni personali. Se si guarda l’aspetto collezionistico, il discorso è diverso: le 106 con motore 16 valvole sono state prodotte in numeri più bassi, sia rispetto alle versioni a 8 valvole, sia rispetto alle 205 GTI: quasi 300.000 esemplari contro poco più di 30.000. La 106 GTI in fin dei conti è stata costruita per soli due anni, ovvero per molto meno tempo della 106 Rallye che, ciononostante, ha valutazioni più elevate: non è raro infatti reperire una 106 GTI anche al di sotto dei 10 mila euro.

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