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23 maggio 2019 | di Paolo Sardi

Porsche 914: il raduno per i 50 anni

Il 2 giugno si festeggerà mezzo secolo della due posti nata nel 1969 con l’inaugurazione di una mostra che durerà poi fino al 7 luglio.

Lo scorso anno la Porsche ha soffiato su 70 candeline ma a Zuffenhausen sono già pronti a brindare di nuovo. A breve cadrà infatti il cinquantesimo anniversario della Porsche 914, che apparve nel 1969 e che fu la prima sportiva tedesca a motore centrale prodotta in grande serie. Per celebrare adeguatamente la ricorrenza il Porsche Museum ha organizzato per domenica 2 giugno il “Typically Porsche Day”. A questa giornata speciale dedicata alla piccola due posti sono invitati tutti i fan della 914 e la Casa conta che all’evento si possano presentare oltre 120 proprietari, alla guida delle rispettive auto.

Dodici esemplari in mostra. La partecipazione al “Typically Porsche Day” sarà totalmente gratuita e permetterà, tra le altre cose, di assistere alla inaugurazione della mostra “50 Years of the 914 – Typically Porsche”, che si potrà poi visitare fino al prossimo 7 luglio. La sua principale attrazione sarà un lotto di dodici magnifiche 914, che ripercorrono varie fasi della storia del modello. Ci saranno dunque una 914/4 e una 916/6 di produzione, spinte rispettivamente dal quattro cilindri Volkswagen e dal sei cilindri Porsche, affiancate dal primo esemplare prodotto in assoluto e da uno due prototipi da corsa costruiti con motore a otto cilindri. Sotto i riflettori ci sarà anche la 914/6 GT, che fu costruita nel 1972 e che fu la prima safety car utilizzata al mondo, con molti dispositivi di sicurezza e un sistema antincendio rivoluzionari per l’epoca. Tra le altre chicche dell’esposizione figurano un esemplare proveniente da una collezione privata con il motore V8 da 350 CV ereditato da una 928 GTS, due one-off su base 914 realizzate dal designer Albrecht Graf von Goertz e dal carrozziere francese Heuliez e una pregiata 916. Proprio quest’ultima merita una piccola parentesi: con questo numero furono battezzate infatti nel 1971 undici 914 a sei cilindri spinte dai motori delle 911 S e Carrera RS da 190 e 210 CV e che furono impiegate nelle corse.

La parola agli esperti. I partecipanti alla giornata del 2 giugno potranno assistere pure a una serie di incontri che prenderanno spunto proprio dalla 914 per toccare diversi temi. Un dibattito, in cui saranno impegnati anche alcuni ex ingegneri della Porsche, analizzerà per esempio la genesi del modello e i momenti salienti della sua parabola. Un’altra tavola rotonda si focalizzerà invece sulle radici delle Porsche a motore centrale e illustrerà come mai questo schema meccanico sia nel Dna della Casa, valutando le sue prospettive future.

Matrimonio d’interesse. La 914, va ricordato, fu figlia di un accordo tra Porsche e Volkswagen. La prima desiderava inserire in listino un modello che si collocasse subito sotto la 911, ma non poteva permettersi di sviluppare la vettura in totale autonomia. La seconda voleva invece rimpiazzare la Karmann Ghia Type 34, che accusava il peso degli anni. Dal progetto congiunto nacquero la 914/4, marchiata VW in Europa e Porsche negli Stati Uniti, e la 914/6, venduta invece sempre e solo come Porsche. La 914 ebbe anche una discreta carriera sportiva, culminata con il trionfo alla Marathon de la Route del Nürburgring del 1970 e con la vittoria nella classe GT alla 24 Ore di Le Mans dello stesso anno. Molti altri successi in gare minori furono colti poi da gentleman driver su una sponda e sull’altra dell’Oceano Atlantico.

Amata dai giovani. Come già accennato, la 914 era proposta con due motorizzazioni. Il quattro cilindri da 1,7 litri fu sviluppato per lei ex novo dalla Volkswagen e fu il primo motore a iniezione prodotto dalla Casa di Wolfsburg. Con i suoi 80 CV erogati a 4.950 giri, era in grado di far scattare la 914 da 0 a 100 km/h in 13 secondi e di spingerla poi fino a 177 km/h. La Porsche trapiantò invece sotto il cofano della 914 il sei cilindri della 911 T, alimentato da tre carburatori, dotato di 110 CV e ben più incline a girare ai regimi elevati. Neanche a dirlo, le sue prestazioni erano molto superiori, mentre il peso saliva giusto di una quarantina di chili rispetto ai 900 della 1.7. Introdotta in listino con un prezzo base di 11.955 marchi, la 914 ottenne un buon successo specie presso il pubblico più giovane, che apprezzava molto la sua carrozzeria Targa. Tra il 1969 a 1975 la variante a quattro cilindri fu venduta in 115.631 esemplari, soprattutto sul mercato nordamericano, dove, nel 1970, la 914 fu eletta auto d’importazione dell’anno. Molto più rara è invece la 914/6, di cui sono uscite dalla catena di montaggio solo 3.338 unità tra il 1969 e il 1972.

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