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01 febbraio 2001 | di Redazione Ruoteclassiche

PRONTI SI GIRA

Cosa c'è di meglio di una "storica" per avvicinarsi al mondo delle competizioni senza spendere follie? Per esempio, un'Alfa Romeo, sempre in "pole position" nei desideri. Sulla pista di Vairano, "Ruoteclassiche" ha provato una "Giulietta TI" del 1962 categoria Turismo Competizione e una "Giulia TI Super" del 1964 in allestimento Turismo di Serie.

La "Giulietta TI", più elaborata, è ovviamente anche più costosa. Si tratta di una vettura ideale per cominciare a correre. Il comportamento è sincero , ma occorre fare un po' d'attenzione ai freni a tamburo, che tendono a surriscaldarsi facilmente. Per risparmiarli bisogna premere il pedale una prima volta, e poi continuare con brevi colpi di freno per dare modo ai tamburi di raffreddarsi. La potenza del classico bialbero di 1.3 litri è di circa 95-98 CV (contro i 74 del motore di serie), con un regime di utilizzazione tra 5000 e 7500 giri. Il cambio è robusto, ma richiede la "doppietta", soprattutto scalando in seconda.

La "Giulia" ha sterzo diretto e frenata efficiente, garantita da quattro dischi. Il cambio è robusto e sopporta i maltrattamenti. Il motore di 1.6 litri ha una potenza di 112 CV e l'elasticità che gli deriva da essere praticamente di serie. Non gira molto in alto: 6500 giri, al massimo 7000 per brevi tratti. La velocità è nell'ordine dei 200 km/h, e dunque la frenata è abbastanza impegnativa. La tenuta di strada è buona, con un comportamento prevedibile grazie alla presenza del ponte rigido posteriore (presente anche sulla "Giulietta") che "avvisa" in anticipo rispetto a un retrotreno a ruote indipendenti.

TAGS Alfa Romeo
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