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05 febbraio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Quattro chiacchiere con Nicola Materazzi (video)

Nel 2017, in occasione del nostro trentennale, assoluti protagonisti dell'annata sono stati i car designer; quest'anno saranno sei grandi nomi legati alla tecnica e allo sviluppo di modelli stradali e da competizione che hanno fatto la storia (non solo nazionale) dell’automobile; personaggi rimasti spesso nell'ombra - dei paddock, dei box, delle sale prova motori, sulla soglia delle gallerie del vento - ma capaci comunque di creare innovazioni importanti in ambito ingegneristico.

Il primo di loro è l'ingegner Nicola Materazzi, di cui compare un'articolata intervista sul numero di febbraio di Ruoteclassiche; dalle sue mani sono passate sportive iconiche e senza tempo, come la Lancia Stratos e le Ferrari F40 e 288 GTO (qui in un test a test video con la Testarossa). Ruoteclassiche lo ha incontrato nella sua Sapri, incantevole cittadina sul mare ai confini tra Campania e Basilicata.

Della figura del progettista spiega: "È colui che è in grado di progettare una vettura intera. L’ho preteso prima di tutto da me stesso e mi è costato non pochi sacrifici lo studio continuo di ogni argomento e disciplina che riguardasse l’automobile. Parlo di motore, telaio, sospensioni, aerodinamica. Spesso la gente non si rende conto che se hai un motore che va al 120% e un telaio o una sospensione che vanno al 60%, tutta la vettura andrà al 60%. L’elemento più debole condiziona il comportamento globale dell’oggetto".

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