Renault Kangoo: 25 anni da multispazio - Ruoteclassiche
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09 March 2022 | di Giancarlo Gnepo Kla

Renault Kangoo: 25 anni da multispazio

Nella seconda metà degli anni 90, il mondo dell’auto era in piena trasformazione e, accanto alle classiche auto da famiglia, comparvero nuove tipologie di vetture come le monovolume, i primi SUV e le multispazio. Queste, strettamente imparentate con i veicoli commerciali, facevano delle praticità e della semplicità il loro punti di forza. E, tra queste, una della più apprezzate fu la Renault Kangoo.

Nel 1997, la spettacolare show car Renault Pangea anticipava la prima multispazio della Casa, la Reanault Kangoo. Semplificato nelle grafiche e scevro delle dotazioni avveniristiche del prototipo, il modello di serie ne mantenne i volumi e l’impostazione di base: due porte anteriori e la porta laterale scorrevole sul lato destro, replicabile anche sul lato sinistro a seconda degli allestimenti.
Intanto, la Mégane Scénic vinceva il premio Auto dell’Anno grazie alla sua piattaforma modulare e le infinite configurazioni interne. Per la Régie era un periodo di grande fermento: Renault si apprestava infatti a rivoluzionare la sua gamma puntando, con decisione, su una nuova generazione di auto per famiglia. La Renault Kangoo, in poco tempo, si ritagliò uno spazio tutto suo nel cuore della clientela che, in virtù di una meccanica semplice e una serie di soluzioni votate alla praticità, la considerò come un’erede spirituale della leggendaria Renault 4.

La gamma. La Renault Kangoo raccolse il testimone dalla Renault Express ed era la rivale diretta delle multispazio del gruppo PSA: Citroën Berlingo e Peugeot Ranch. Rispetto a queste, la Kangoo spiccava per lo stile più concettuale, in linea con l’approccio giocoso della Renault Twingo.
In seguito, con la fusione tra Renault e Nissan, venne prodotta in joint venture come Nissan Kubistar.
La Kangoo era disponibile come autovettura o furgone (Van), mentre per il mercato svedese era previsto anche il pick-up. La base di partenza era quella della prima generazione della Renault Clio, con la quale condivideva anche le motorizzazioni.
Inizialmente la Kangoo venne proposta in sole tre varianti, tutte piuttosto tranquille: due a benzina 1.2 da 60 CV e 1.4 da 75 CV, entrambi in configurazione otto valvole e un 1.9 diesel, con due step di potenza, 54 e 64 CV. Gli allestimenti, al momento del lancio erano due, RN e RT a cui si aggiunsero la RTE e la RXE tra il 1999 e il 2000, seguite dalle edizioni Helios, Ice, Pampa e Spring. Dal 2001, conformandosi al resto della gamma Renault, anche la Kangoo venne commercializzata nelle linee Authentique, Expression e Privilège.

L’evoluzione. Nel 2000 la gamma si ampliò con la 1.9 turbodiesel dTi da 80 CV, mentre a richiesta sulla 1.4 era disponibile il cambio automatico a quattro marce Proactive. L’anno seguente entravano a listino la R×4 a trazione integrale (con caratterizzazione estetica specifica) e la Kangoo Maxi, che si distingueva per lo sbalzo posteriore maggiorato, per aumentare lo spazio di carico.
Tra le novità tecniche c’è da segnalare l’arrivo dei nuovi motori 1.2 16v da 75 CV benzina il 1.9 dCi, disponibile solo sulla Rx4. Questo, pur mantenendo la stessa potenza del “dTi”, si distingueva per la tecnologia common rail. Nel 2002, accompagnato da lievi aggiornamenti estetici, debuttava il nuovo motore diesel 1.5 dCi con due potenza: 65 e 80 CV.

Una vasta offerta. Il restyling vero e proprio si ebbe nel 2003: il frontale si fece più affilato e completamente ridisegnato mentre vennero proposte nuove tinte e combinazioni per gli interni. Anche in questo caso, Renault pensò di proporre una showcar che ne anticipasse gli stilemi principali: con il nome “Break Up”, la futura Kangoo si proponeva come un veicolo per il tempo libero. Per questo motivo la parte posteriore era priva di copertura (a livello del bagagliaio) e di finestrini ma dotata di una ribaltina per caricare delle mountain bike.
Si ampliava l’offerta delle alimentazioni: benzina (1.2 da 75 CV e 1.6 da 95 CV), metano (1.6 da 82 CV) e gasolio, con il 1.5 turbodiesel dCi declinato nelle varianti da 61, 68 e 84 CV. L’ultimo aggiornamento, del 2007, si limitò a una leggera revisione della mascherina.

Le concept. La seconda generazione della Kangoo, indicata come Kangoo II, venne presentata nel 2008. Come avvenuto oltre 10 anni prima, il nuovo modello venne preceduto dalla showcar Kangoo Compact Concept, svelata all’IAA di Francoforte del 2007. Quest’ultima divenne lo spunto per la Renault BeBop, variante a passo corto della Kangoo prodotta per soli due anni (dal 2008 al 2010).
Al Salone di Parigi del 2008, venne presentata una nuova showcar sul pianale a passo corto, la Kangoo Z.E. Concept: una multispazio super compatta con motore elettrico e dai particolari avveniristici, che annunciava l’impegno di Renault nella propulsione a zero emissioni.

Largo al diesel. Più grande e moderna, la Kangoo II venne sviluppata sul pianale della monovolume Scénic e si caratterizzava per lo stile tondeggiante mentre all’interno spiccavano finiture più curate. La nuova base tecnica consentì alla Kangoo di beneficiare di un comportamento stradale meno più in linea con quello di un’ automobile.
La seconda generazione della Kangoo, in anni in cui il diesel si era affermato ampiamente in questo segmento, venne proposta con un solo motore a benzina (1.6 da 107 CV) e il 1.5 dCi, ora declinato nelle varianti da 75, 90 e 110 CV.

Nuove alleanze. La Kangoo II venne sottoposta al consueto restyling nel 2011, disponibile in una nuova variante passo lungo, la “Grand Kangoo” con sette posti. Le modifiche si limitarono sulla parte anteriore, con un pararti ridisegnato e a qualche aggiornamento nelle finiture.
La versione Van, a partire dallo stesso anno, venne offerta in variante elettrica “Kangoo Express Z.E.” da 60 CV: Renault dichiarava una ricarica completa in nove ore di 170 km. Tre le versioni: “normale”, Maxi (passo lungo, due posti) e Combi (passo lungo cinque posti a sedere).
Nel 2012 la Renault Kangoo II conquistò l’ambito riconoscimento International Van of the Year.
Intanto lo scacchiere geopolitico automotive mutava nuovamente e si profilò una nuova alleanza commerciale tra il gruppo Nissan-Renault e Mercedes-Benz, che vide nascita della cugina tedesca della Kangoo, la Mercedes-Benz Citan.

Prova di maturità. Con l’ultima generazione, presentata nell’autunno 2021 Renault Kangoo torna a far parlare di sé con un prodotto maturo sotto tutti i punti di vista: comfort, sicurezza e funzionalità.
Come da tradizione, una showcar, la Kangoo Z.E. ha preannunciato il modello di serie, caratterizzandosi per la propulsione elettrica e finiture più vistose.
La Régie ha celebrato l’arrivo della sua multispazio con un simpatico video, in cui si alternano immagini d’archivio degli anni 90 e animazioni in stop motion, d’ispirazione fumettistica, che raccontano l’evoluzione del modello. Si parte dall’immancabile pianale piatto e si prosegue con le innovative barre portatutto ma sono le dotazioni per sicurezza e confort, offerte di serie, a elevare la Kangoo al livello delle vetture di segmento superiore. Anche a livello di stile la nuova multispazio segna un vero punto di svolta, con linee atletiche e ricercate.

A tutta efficienza.
Due le motorizzazioni a benzina entrambe TCe (100 e 130 CV) abbinate all’immancabile diesel, il 1.5 Blue dCi declinato nelle varianti da 75, 95 e 115 CV tutte super efficienti (in tal senso, si segnala la presenza della “Eco Mode” per ottimizzare i consumi) e disponibili sia con la classica trasmissione manuale a sei marce e sia con il moderno cambio automatico EDC a sette rapporti. La Renault Kangoo è proprio “grande” ma dopo un quarto di secolo si conferma un prodotto interessante, riuscito ma soprattutto con una sua personalità distinta. Una dote sempre più rara.

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