News
20 June 2019 | di Marco Di Pietro

Roma, riapre il Museo Storico della Motorizzazione

Chiusa al pubblico da anni, finalmente l'esposizione di proprietà della Direzione Generale della Motorizzazione Civile ha riaperto le porte agli appassionati, grazie anche al contributo dell’Asi

Alla presenza del Capo di Gabinetto del Ministero dei Trasporti, il professor Gino Scaccia, del Direttore Generale della Motorizzazione ingegner Giovanni Lanati e di buona parte dello “stato maggiore” dell’Asi, il 15 giugno è stato riaperto il Museo Storico della Motorizzazione, presso il Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicoli e Dispositivi in via di Settebagni a Roma. La partecipazione dell’Asi e del suo Presidente Alberto Scuro ha avuto un significato speciale: l’Automotoclub Storico Italiano ha contribuito al ripristino conservativo dei veicoli esposti, tre dei quali hanno ricevuto proprio in questa occasione la Certificazione Asi.

Un viaggio nella storia. Il Museo è piccolo, ma contiene alcuni pezzi di notevolissima importanza storica: la Fiat 130 berlina, per esempio, su cui era a bordo il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro il 16 marzo 1978: il rapimento del politico e la strage dei cinque uomini della scorta da parte delle Brigate Rosse rappresenta uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica.

La 130 di Moro. La 130 blu ministeriale è conservata in stato di originalità assoluta, con ancora ben visibili le conseguenze del tamponamento avvenuto al momento dell’azione terroristica (sulla fanaleria di sinistra si nota l’urto con la Fiat 128 del brigatista Mario Moretti, il paraurti posteriore è piegato dal tamponamento dell’Alfetta della scorta, sul parabrezza – privo di blindatura come tutta l’auto, Moro non era dotato di auto protetta – e sui sedili tracce di fori di proiettile e indicatori dei rilevamenti balistici, mentre manca una parte dei tessuti dei rivestimenti, utilizzati per le analisi di rito della Polizia Scientifica). Anche la Fiat 1900 B Trasformabile Ministeriale del 1957 e l’Alfa Romeo Montreal Prototipo del 1967 sono in stato di conservazione.

La prima Montreal. La Montreal è il primo esemplare costruito dotato di meccanica ed è stato utilizzato per le prove, dotato ancora di motore di derivazione Giulia, prima che i vertici dell’azienda decidessero di utilizzare il V8 di derivazione 33 Stradale opportunamente modificato. Altri interessanti “pezzi”: una Fiat 500 “Topolino”, una 508 “Balilla”, alcuni veicoli da trasporto, tra cui un Fiat 18 BL del 1914, alcune moto e moltissima documentazione storica della Motorizzazione Civile.

I club e le istituzioni presenti. All’evento hanno partecipato molti soci Asi dei Club Federati del Lazio, che si sono presentati al volante delle loro vetture (presente anche la Peugeot 403 Familiale del 1960 che fu di Aldo Moro, vedere Ruoteclassiche di maggio 2019). Assieme ai collezionisti privati, presenti anche alcuni mezzi storici della Polizia, dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza. Dopo la cerimonia di riapertura, il Museo sarà visitabile, secondo orari ancora da stabilire. Per informazioni, si può telefonare alla Motorizzazione di Roma allo 06 872881.

Condividi
COMMENTI