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Ruoteclassiche di maggio: i 50 anni della Ferrari GTC/4

Ruoteclassiche di maggio è arrivato! Questo numero è dedicato ad alcune vetture straordinarie, modelli rari e affascinanti per veri intenditori. Qualche nome? Ferrari GTC/4 o ancora, l’Audi Sport Quattro RS 002 e la Toyota MR2 222D del Gruppo S, bolidi da pista pensati per le performance più estreme. Ma non è finita qui… a breve scoprirete le iniziative e le protagoniste di questo mese.

In copertina, apriamo le danze con un’affascinante cinquantenne: la Ferrari 365 GTC/4. Presentata al Salone di Ginevra del 1971, questa granturismo segnava un importante passaggio evolutivo nella storia del Cavallino. La GTC/4 dette il via all’ascesa definitiva delle grandi coupé 2+2 con motore V12, inaugurando un nuovo corso stilistico dominato dal profilo a cuneo e da linee più tese ed angolate rispetto al passato. Anche i paraurti neri, con quello anteriore che avvolge i fendinebbia, erano considerati una novità per una Ferrari di alto rango. A bordo, il comfort era esaltato da materiali pregiati che impreziosivano l’abitacolo, così come la ricca dotazione di serie, che includeva anche il climatizzatore: un vero lusso nei primi anni 70.
L’esemplare che vi presentiamo in questo numero è ancora più speciale, poiché si tratta della vettura “numero 1”. Presentata in questo colore insolito, bianco panna, la 365 GTC/4 segnava un taglio netto con il passato aprendo le porte ad una nuova filosofia tecnica e costruttiva in quel di Maranello, in cui la comodità e le prestazioni più elevate andavano a braccetto.

Classici d’eccellenza. Vi ricordiamo che a questo link potete candidarvi all’iniziativa “Best in Classic”, istituita da Ruoteclassiche e Youngtimer ad aprile per premiare le eccellenze del motorismo e del collezionismo storico. A partire da questo mese, vi presenteremo i membri della giuria e i nostri partner, a cominciare da AciStorico, lo sponsor principale del progetto. Intanto, ecco le 12 categorie Best in Classic:

Auto Classica dell’Anno. La prima categoria è dedicata ad esemplari speciali e vetture con numeri di telaio contraddistinti da un’eccezionale rilevanza storica accompagnate da documentazione storica. Sarete voi lettori ad eleggere la vincitrice.

Youngtimer dell’Anno. Le youngtimer, come ben saprete, sono le esordienti nel mondo dell’auto storica. Per questo premio questo possono concorrere le vetture di età comprese tra i 20 e i 40 anni. Selezioneremo modelli speciali e versioni particolari, dai trascorsi limpidi e documentati. Non verrà considerato soltanto il prestigio dell’auto, a fare la differenza sarà soprattutto la storia dell’esemplare.

Restauro dell’Anno. Non poteva mancare una categoria dedicata al restauro più sensazionale dell’anno (purché concluso tra agosto 2020 e luglio 2021). Valuteremo in primo luogo la vettura ma anche e soprattutto il lavoro di squadra degli specialisti, coordinati dalla figura del restauratore.

Evento dell’Anno. In questo periodo complesso e travagliato, vogliamo premiare quelle organizzazioni che, tra rinvii e mille difficoltà, hanno profuso tutte le loro energie per la buona riuscita di manifestazioni di alto livello: eventi che tengono vivo lo spirito di aggregazione che contraddistingue il mondo dell’auto d’epoca.

Gara dell’Anno.
Le auto storiche sono state le protagoniste delle pagine più belle del motorsport e tutt’oggi partecipano a campionati, trofei o singoli eventi dalla portata globale, a testimonianza di una grande passione che non conosce confini. In questa categoria, la giuria di Best in Classic premierà la gara di auto storiche più esaltante dell’anno.

Club dell’Anno. I club sono il cuore pulsante del motorismo storico, con questo premio vogliamo rendere omaggio a chi si prodiga con anima e corpo per tenere viva la passione per auto e moto d’epoca.

Personaggio dell’Anno. In questa categoria andremo a ricercare la persona che più si è prodigata per sostenere e contribuire alla crescita del mondo delle auto storiche. La giuria presenterà le proprie candidature, ma ci aspettiamo che anche voi lettori vogliate segnalare le personalità meritevoli di ricevere questo ambitissimo premio.

Giovane Talento dell’Anno. Nel mare magnum dell’auto d’epoca, riteniamo giusto dare un premio anche alle ragazze e ai ragazzi che hanno definito un nuovo approccio a questo affascinante mondo. Innovatori nell’ambito dell’arte e della comunicazione digitale, imprenditori, ma anche eredi di consolidate attività di famiglia, piloti emergenti. Insomma, un’eccellenza potenziale a garanzia per il futuro.

Specialista dell’Anno. Con il termine “specialista” ci rivolgiamo alla platea più ampia possibile: artigiani e restauratori, ma anche commercianti, broker, storici, banditori d’asta, imprenditori e tutte le figure professionali che compongono il bacino di esperti del nostro mondo. Sono ben accette anche le attività, soprattutto se sono a loro volta storiche.

Museo-Collezione dell’Anno.
Il premio Best in Classic 2020-2021 per la categoria Musei e Collezioni sarà il riconoscimento per il lungo e duro lavoro svolto, ma anche un’occasione per dare visibilità alle strutture museali che hanno dovuto fronteggiare una miriade di difficoltà nel pieno della pandemia. Un encomio con il quale vogliamo celebrare il grande spirito d’iniziativa e la missione di divulgazione culturale che i musei stanno portando avanti in questo periodo difficilissimo.

Pubblicazione dell’Anno. Che siano libri, articoli di giornale, raccolte di fotografie o video, non fa differenza: le pubblicazioni cartacee e digitali costituiscono le fondamenta per l’arricchimento culturale degli appassionati di motorismo storico. L’importante è che trattino di auto o moto classiche, di youngtimer, di personaggi, di fatti storici legati al motorismo o del motorsport.

Sostenitore del Settore Auto Storiche. Ultimo, ma non meno importante, il riconoscimento che Ruoteclassiche assegnerà a chi ha voluto e saputo e unire il proprio business alle tante sfaccettature della nostra passione per le storiche.

Rarität. Tornando alle auto di Ruoteclassiche di maggio, vi segnaliamo poi  il “Test a test” con due coupé tedesche con qualche gene italiano: le Volkswagen Karmann/Ghia 1500 e 1500S.
Indicata come Typ 34, la Karmann/Ghia 1500 derivava dalla berlina Volkswagen Typ 3 e d era un’evoluzione della mitica “Typ 14”, il modello che negli anni 50 sancì la storica collaborazione tra la carrozzeria tedesca Karmann e la torinese Ghia. Il prezzo elevato delle Karmann/Ghia 1500 e 1500 S (quasi il doppio rispetto al modello d’origine) limitò fortemente la diffusione di queste coupé. Entrambe sono infatti rarissime.

Gruppo S. La rubrica “Nate per correre” ci riporta agli anni 80, quando il Gruppo B segnava l’apice dello sviluppo tecnico e prestazionale per le vetture da rally. La potenza bruta e l’incontrollabilità delle vetture, di lì a poco, sancì la fine di questa categoria. Nonostante ciò, alcune case stavano pensando addirittura di spingersi oltre, con una classe addirittura più estrema: il Gruppo S (Speciale).
La categoria sarebbe stata presentata nel 1987 e avrebbe richiesto solo 10 esemplari stradali per l’omologazione (contro i 200 del Gruppo B). Ciò lasciava ampi margini per progettare dei veri e propri “mostri” da corsa con soluzioni tecniche ed aerodinamiche esagerate. Sebbene l’idea non vide effettivamente la luce, due Case automobilistiche si cimentarono subito in questa sfida: Audi e Toyota.
La tedesca sperimentava l’architettura a motore centrale e poteva erogare una potenza folle: fino a 1.000 CV nelle sue evoluzioni.
Toyota, intanto, sviluppava un altro micidiale prototipo: vagamente simile alla MR2, differiva per la meccanica. La potenza era di circa 600 CV e poteva contare su un’avanzatissima trasmissione capace di ripartire la trazione sull’asse posteriore o su tutte e quattro le ruote. Anche la sovralimentazione era regolabile, con la pressione variabile da 1,3 a 1,5 bar. Follie degli anni d’oro del motorsport…

Apparenza discreta.
Torniamo a parlare di youngtimer con l’Alfa Romeo 147 GTA, la bella compatta del Biscione equipaggiata con il glorioso V6 Busso, qui nella sua ultima iterazione da 3,2 litri. L’esemplare che vi presentiamo nella rubrica “Protagoniste” è del 2005 ed è verniciato nel raro Grigio Navona, una tinta che dissimula bene la grinta della 147 GTA. Ma ancora più interessanti sono le condizioni, questa vettura ha percorso solamente 7.500 chilometri.
Lussuosa lo è sempre stata la Jaguar XJ, ma la Daimler Sovereign 4.2 del 1970 era la versione al vertice della gamma XJ6 prima serie. Capostipite di una generazione di berline (e coupé) nata nel 1968, la prima generazione della XJ si protratta in tre serie diverse fino al 1992. La XJ è il modello più longevo nella produzione Jaguar, nonché l’ultima vettura tenuta a battesimo da sir William Lyons prima di ritirarsi. Parliamo della nobile ammiraglia inglese nella rubrica “Impressioni”.

Speciali per nascita. Nella sezione “Fuoriserie” la protagonista è la Lancia Hyena Zagato. Una special che nasceva sulla meccanica della Delta più acclamata, la Evoluzione. La Hyena è stata prodotta dalla Zagato in appena 24 esemplari per volere di Andrea Zagato, l’erede dello storico atelier milanese. Inizialmente vennero preventivate 75 unità, ma dopo il benestare per la sua realizzazione, gli interessi del Gruppo Fiat si orientarono verso altri progetti. Anche la bolla speculativa dei primi anni 90 non aiutò e la Hyena finì per essere un modello ancora più raro del previsto.
Su Ruoteclassiche di maggio vi illustriamo l’esemplare numero 20, realizzato in origine per un cliente giapponese, che la volle in una particolare vernice rossa dai riflessi rosati. La Lancia Hyena Zagato è una instant classic tutt’oggi ricercatissima, che rimane appannaggio del collezionismo d’élite.
La Porsche 924 S venne presentata nel 1985, quando il modello era ormai a fine carriera. Le novità erano tutte sottopelle: la variante “S” proponeva un mix di grande sostanza. Il motore, la trasmissione e le sospensioni posteriori erano ripresi dal modello più sportivo della gamma, la 924 Carrera GT. Il risultato fu una granturismo entry level godibilissima e “matura”. Il bell’esemplare che vi presentiamo nella sezione “Impressioni” è verniciato nella rara tinta “Nile Green Metallic” e monta i caratteristici cerchi in lega “Telephone”. La 924 S del servizio è impreziosita da vari optional che rendono piacevole la guida anche nel traffico odierno, non mancano gli alzacristalli elettrici, l’aria condizionata, l’ABS, i fendinebbia e la radio.

Il Museo Nicolis. Presidente del museo, manager e, soprattutto, grande appassionata dei veicoli storici, Silvia Nicolis è la figlia del grande Luciano, l’imprenditore che nel 2000 decise di condividere con tutti gli amanti dei motori e della tecnica la sua raccolta di auto, moto, bici e oggettistica d’antan.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei al Museo Nicolis di Villafranca (VR), una realtà d’eccellenza che ospita dieci collezioni permanenti. La struttura accoglie oltre 200 auto d’epoca, 110 biciclette e 100 motociclette d’epoca. Si aggiungono inoltre: 500 macchine fotografiche, 100 strumenti musicali, 100 macchine per scrivere e oltre 100 volanti delle monoposto di Formula 1. Una collezione incredibile di veicoli e di oggetti che raccontano l’evoluzione della tecnica e dello stile.

Correte in edicola! Come sempre, nelle ultime pagine di Ruoteclassiche troverete la rassegna con gli appuntamenti del mese su gare, mostre ed eventi relativi al mondo dell’auto d’epoca. Non mancano poi l’analisi del mercato ed listini, oltre alle pagine dedicate alla compravendita di veicoli storici tra privati.
Con Ruoteclassiche di maggio, a soli 5,40 euro in più, troverete anche l’allegato “Guida al Collezionismo – Abarth” dedicato alla gloriosa Casa dello Scorpione.

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