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30 September 2020 | di Redazione Ruoteclassiche

Ruoteclassiche di ottobre: un secolo di Mazda, che vi raccontiamo tutto

Cent’anni di un marchio che rappresenta ancora oggi un illuminato esempio di coraggio imprenditoriale, al cospetto di eventi traumatici che hanno segnato la storia dell’umanità. E cinquanta di Scuderia Williams, segnati da trionfi, drammi e un inatteso passaggio di mano finale

Nel centenario della Mazda era inevitabile che in copertina finisse uno dei suoi modelli più significativi e dalla storia più intrigante: la Cosmo Sport 110 S del 1971, l’arma con la quale il marchio nipponico volle sferrare l’attacco alle granturismo d’Occidente, una sorta di “Regina” di ottobre, senza però averne la corona che contraddistingue l’auto di apertura di numero. Innovativa e dalle prestazioni eccellenti, fu il frutto di ben sei anni di sviluppo ingegneristico. A seguire, cento pillole (una per anno) rivisitano tappe, episodi, aneddoti e vetture di un secolo della Casa di Hiroshima. A chiudere questa sezione monografica Mazda, la Eunos M2 1001 Cafè Roadster Limited del 1991, realizzata per il mercato interno e arrivata in Europa da autentica rarità solo grazie ferree procedure d’esportazione.

Dalle fuoriserie all’austerity. Da un po’ di tempo non parlavamo di “Fuoriserie” con una sezione dedicata; lo facciamo ora con la Lancia Aprilia Basso Spyder Ghia del 1949, fascinoso esempio dell’età dell’oro dei carrozzieri italiani, frutto dell’estro di Giovanni Basso, titolare di un piccolo atelier nella periferia di Torino, con l’aspirazione (non andata a buon fine) di mettersi in gioco con passione e costruire quasi da zero auto da gara. Il “Test a test” ci riporta agli anni 70, all’austerity e all’esigenza di fare i conti con la riduzione dei consumi. Mettiamo a confronto i tre grandi marchi italiani, con l’Alfa Romeo Alfetta 1.6 (1977), la Fiat 132 1600 GLS (1975) e la Lancia Beta 1600 (1975). Per le “Nate per correre” occhi puntati su un esemplare splendidamente restaurato di BMW 328 Mille Miglia Roadster del 1940, modello reduce da una trionfale edizione della Freccia Rossa, che poi diede la stura al successo commerciale della vettura, disponibile anche in versione coupé.

Il Giaguaro che fece scuola. Dopo il Giappone, l’Italia e la Germania, le “Impressioni” ci portano in Inghilterra, per l’esattezza in Casa Jaguar, con la E Type 3.8 FHC “6162 RW” del 1961, vettura laboratorio che il celebre pilota e giornalista belga Paul Frère testò per Quattroruote nell’estate del 1962. Chiude la sezione “Auto”, nel ruolo di “Classiche domani”, la Porsche Taycan Turbo S.

Si torna in pista. L’accelerazione degli eventi in presenza, tra concorsi d’eleganza (Roma Eternal Beauties), grandi Saloni dell’Heritage (con le anticipazioni su Auto e Moto d’Epoca di Padova), super presentazione Maserati e un’inedita “versione mista” di Goodwood, dal vivo e in streaming, ci porta alle prime gare autunnali: Gran Premio Nuvolari, Passione Engadina e Franciacorta Historic. Tutto da gustarsi, il ricordo della Scuderia Williams che dopo cinquant’anni di passioni, trionfi e drammi passa ora di mano a un fondo statunitense.

Incanti e icone. La sezione “Mercato” ci porta alle grandi aste agostane di Pebble Beach, a quella di Gooding & Co. di Londra e alle italianissime vendite Bolaffi e Finarte, passando per una disamina sulle quotazioni di mercato di un’auto simbolo d’Oltreoceano: la Ford Mustang (1964-73).

Torna Motoclassiche. Ricordiamo che con Ruoteclassiche di ottobre troverete in edicola il nuovo numero Motoclassiche con tantissime chicche per gli appassionati delle due ruote e le quotazioni aggiornate di oltre 1.000 modelli.

Buona lettura!

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