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21 August 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Saab 900 Cabriolet: genesi del mito

Ci sono auto che diventano icona sin dal loro debutto: sul finire degli anni 80 la Saab 900 Cabriolet si affermò come un vero e proprio status symbol. Eclettica e raffinata come solo le Saab sapevano essere, la variante a cielo aperto della 900 conquistò in breve tempo i bon vivant di mezzo mondo, configurandosi come una delle convertibili più apprezzate anche a distanza di decenni.

Un cofano chilometrico con apertura a compasso, appositamente studiato per scongiurare l’effetto ghigliottina in caso s’impatto, ampi fascioni ad assorbimento urti (con le svedesi non si lesina sulla sicurezza), il parabrezza spiovente e lo spoiler alla base dell’alloggiamento della capote sono gli stilemi chiave di questo modello, tanto radical quanto chic: nell’epoca in cui dominavano le linee nette e compassate, la 900 cabriolet cambiava le carte in tavola mantenendo anche lei superfici tese, ma osando maggiormente con la geometria e divenendo così l’oggetto del desiderio per molti amanti della guida a cielo aperto.

Gamma completa. La Saab 900 venne presentata nel 1979, la nuova media della Casa svedese era basata sul telaio della Saab 99. Naturale evoluzione di quest’ultima si differenziava in primo luogo per un frontale più lungo, per rispettare le normative statunitensi sulla sicurezza e superare brillantemente le prove d’urto frontale. La 900 venne proposta con diverse carrozzerie: inizialmente nelle varianti “fastback” con portellone a 3 e 5 porte e successivamente anche in configurazione berlina a 2 e 4 porte (apprezzate principalmente in Scandinavia). La Cabriolet venne svelata alcuni anni dopo, nel 1986.

L’intuizione di Sinclair. Visti i buoni risultati che la Saab stava ottenendo negli Stati Uniti, nei primi anni '80, il presidente della Saab-Scania of America, Robert J. Sinclair propose una versione convertibile per aumentare le vendite: le vetture cabrio sono sempre state una prerogativa dei listini americani e Sinclair capì che non produrre una variante cabrio sulla base della brillante Saab 900 significava rinunciare a una bella fetta di mercato…

I preparativi. Prima della presentazione ufficiale venne realizzati due prototipi: uno dalla ASC, American Sunroof Company (ora American Specialty Cars) e l’altro dalla Lynx Motors International Ltd. A Trollhättan (Svezia) il centro stile guidato da Björn Envall definì le linee guida a partire dal modello a 3 porte con portellone. Tuttavia la variante di produzione venne sviluppata sulla base della berlina 2 porte, prodotta in Finlandia. Essendo più robusta facilitava l’installazione dei rinforzi strutturali necessari, mentre il volume posteriore rendeva più armonica la coda e l’alloggiamento della capote in tela. La produzione iniziale non venne pianificata per far fronte a grandi numeri, ma gli ordini continuavano ad arrivare a ritmo incessante: senza nemmeno accorgersene i tecnici Saab avevano creato un classico.

Status symbol. La Saab 900 Cabriolet venne presentata al grande pubblico in anteprima al Salone dell'Automobile di Francoforte del 1983. Il prototipo suscitò subito un enorme interesse e nell'aprile del 1984 la Saab decise di metterla in produzione presso la Valmet Automotive in Finlandia, dove veniva prodotta anche la variante berlina 2 porte: dopo due anni di test e sviluppi la produzione della 900 convertibile iniziò nella primavera del 1986. Oltre alla linea particolare e alla robustezza della scocca, la 900 Cabriolet si fece apprezzare per essere tra le poche decapottabili ad offrire di serie il climatizzatore e la capote elettrica a triplo strato, dotazioni che insieme agli interni in pelle e i cerchi in lega all’epoca erano prerogativa delle auto di grande prestigio. La 900 Cabriolet del resto aveva classe da vendere.

Punta di diamante.Una delle prerogative della Saab 900 era rappresentata dai motori turbocompressi, nel 1986 anche il motore turbo 8 valvole adottò l'intercooler, la potenza passava da 145 a 155 CV. Al vertice la “Turbo 16” con quattro valvole per cilindro da 175 CV. La Saab 900 Cabriolet venne commercializzata con la nuova motorizzazione di punta della gamma 900. In Europa le vendite cominciarono a partire dal 1987: in Italia era proposta a 43 milioni di Lire, una cifra impegnativa soprattutto alla luce dei 12 milioni di sovrapprezzo rispetto alla berlina… Nel 1989 venne quindi proposta la 900i, dotata di motore aspirato da 133 o 126 CV (con catalizzatore).

La “rivoluzione” del ’91. Giunti negli anni 90 con l’inflazione galoppante la 900 Turbo arrivava a costare oltre 65 milioni di Lire, un prezzo troppo elevato per poter aggredire il mercato con un marchio considerato di nicchia. La svolta arriva nel 1991 quando venne introdotta la Saab 900 Cabriolet “EP”. Con un prezzo analogo a quello della 900i, sacrificata nelle prestazioni, la EP (Eco Power) proponeva un più brillante motore turbo a bassa pressione da 0,35 bar (contro 0,7 della “Turbo” più potente) da 141 CV dotato di catalizzatore: in Italia è un successone. Tra le 900 EP e le Turbo 16 dotate di catalizzatore il gap si era ridotto: con il dispositivo antinquinamento la potenza calava infatti a 160 CV. Per questo motivo venne presentata una nuova variante turbo 16 valvole con un motore più potente da 185CV e kit aerodinamico dedicato indicata come Aero Sport.

Icona indiscussa. La Saab 900 Cabriolet “classica” venne prodotta fino al 1994, sostituita poi dalla 900 “NG” (New Generation), il modello che segnò l’ingresso della Saab nell’orbita General Motors. Acclamata ieri e ammirata tutt’oggi, la 900 Cabriolet è tra le youngtimer più desiderate dagli amanti della guida a cielo aperto. Le quotazioni sono in salita, ma potendo comprarne una, non c'è da pensarci due volte: ne vale proprio la pena.

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