Una targa di marmo, una piazza gremita, e un nome che il mondo dell’automobile conosce bene. Sant’Antimo ha festeggiato il 150° anniversario della nascita di Nicola Romeo con una cerimonia semplice ma sentita davanti alla sua casa natale in via Libertà, lo stesso portone da cui, a fine Ottocento, partì il ragazzo destinato a cambiare la storia dell’industria italiana.
La storia incisa nella pietra
La targa recita: “La comunità di Sant’Antimo ricorda Nicola Romeo, nobile figlio di questa terra, eccellente ingegno, fondatore dell’Alfa Romeo“, benedetta da don Francesco Campanile, parroco della città, che ha ricordato come quella stessa abitazione oggi ospiti un centro di accoglienza e carità. “Oggi scriviamo una pagina di storia”, ha detto il sindaco Massimo Buonanno, visibilmente orgoglioso con il cappellino brandizzato con il logo dell’anniversario. “Se il marchio Alfa Romeo è un’eccellenza riconosciuta ovunque, lo si deve alla sua visione. E questa festa vuole essere uno stimolo per i giovani: la prova che, partendo dalle proprie radici con studio e dedizione, si può arrivare in cima al mondo”. Un messaggio ribadito anche dal consigliere regionale Carlo Ceparano, che ha incentrato il suo intervento sul valore di Romeo come punto di riferimento per le nuove generazioni.
Un ricordo che diventa segno indelebile
A margine della cerimonia si è tenuto, presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Romeo-Cammisa”, l’annullo filatelico in edizione limitata — 2.000 esemplari — che storicizza la data. Maria La Montagna, direttrice delle Poste locali, ha spiegato il valore del gesto: un francobollo numerato che fissa nel tempo una giornata che Sant’Antimo non intende dimenticare. Le celebrazioni non si chiudono qui. L’8 e il 9 maggio sono previsti il conferimento della cittadinanza onoraria a Daniela Maestri Romeo, un’onorificenza alla Principessa Nicoletta Odescalchi e la consegna degli attestati alle scuole coinvolte nel Progetto “Nicola Romeo”. Verrà scoperta anche una seconda targa in via Nicola Romeo, davanti alla casa dove l’ingegnere trascorse parte della sua vita.