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06 settembre 2018 | di Maurizio Schifano

Sebino Express, abbiamo viaggiato su un treno d’epoca

Fuori, fumo di carbone, piacevolmente acre e sempre più denso e scuro sotto carico; dentro, profumo antico di fintapelle, velluto e legno. Per sottofondo, il ritmo cadenzato dei pistoni e delle bielle, che infonde energia e fa battere più forte il cuore.

L’allegria si diffonde tra i passeggeri, mentre la gente che lo vede passare resta a bocca aperta e poi saluta. Tutto questo è il Sebino Express, un treno d’altri tempi, appartenente alla Fondazione FS, che sabato 1° settembre, trainato dalla possente locomotiva a vapore N° 95, costruita nel 1922 dalle Officine Meccaniche Italiane di Reggio Emilia nel 1922, ha compiuto, a grande richiesta, il suo secondo viaggio da Milano Centrale a Paratico Sarnico, sulla riva del Lago d’Iseo, percorrendo da Palazzolo a Paratico un tratto di binario dismesso dalle linee attuali, seppure ancora perfettamente utilizzabile.

Materiali pregiati all'interno. Il convoglio, che includeva pure un più moderno locomotore elettrico per le necessarie manovre, era composto da cinque vagoni: una carrozza “Centoporte” di terza classe, con le caratteristiche panche in legno; una carrozza di seconda classe, coi sedili rivestiti in fintapelle; una carrozza di prima classe, coi sedili ricoperti in velluto, asservita da un vagone con un generatore elettrico e un vagone bar. Perfettamente conservate e in alcune parti restaurate, queste magnifiche carrozze di oltre sessant’anni fa, rigorosamente verniciate nella classica livrea marrone Castano e Castano/Isabella, rivelano la cura ancora artigianale con la quale erano costruite, con materiali, come i legni di rovere e ciliegio, l’ottone e l’alluminio, che oggi sono pregiati, ma che allora erano di uso corrente, prima che fossero adottati la plastica e i materiali compositi.

Un salto indietro nel tempo. Magnifiche le porte con massicce cornici in legno di rovere; suggestivi, ma anche funzionali, i portapacchi in listelli di legno della terza classe; caldo il pavimento in paiolato di legno del vagone bar, che accoglie i passeggeri con tavolini rotondi e sedie dal design déco; comodissimi i divani in velluto della prima classe. Alle pareti degli scompartimenti stampe antiche raffiguranti città d’arte italiane, ma pure soggetti religiosi; nei corridoi cartine geografiche e cartelli con la storia dei treni e delle locomotive. Dotate di impianti di ventilazione naturale e di riscaldamento, che oggi paiono arcaici, ma che allora erano all’avanguardia, le carrozze di questo treno si rivelano ancora comode. La possibilità di aprire, con la dovuta cautela, i finestrini, e la velocità relativamente elevata del convoglio consentono un contatto con il paesaggio e, spesso, pure col fumo della locomotiva impossibile sugli ultraveloci treni di oggi e proiettano in un passato che molti di noi vagheggiano.

Costituita nell’ambito del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, la Fondazione FS, che ha come presidente l’ingegner Mauro Moretti e come direttore l’ingegner Luigi Cantamessa, responsabile anche della Struttura Organizzativa “Turismo Ferroviario”, ha il compito di preservare, valorizzare e consegnare integro, a vantaggio delle generazioni future, un patrimonio di storia e di tecnica, simbolo del progresso e strumento di rafforzamento dell’unità degli italiani. Trecentocinquanta i rotabili storici operativi conferiti alla Fondazione, che da quest’anno vengono in parte utilizzati per viaggi su itinerari turistici in tutta Italia. Il primo viaggio da Milano del Sebino Express con locomotiva a vapore è stato organizzato il 26 agosto; il prossimo è programmato per domenica 23 settembre, con partenza da Milano Greco Pirelli. Un appuntamento da non mancare: treni così non passano mica due volte...

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