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24 November 2019 | di Andrea Zaliani

Secondo raduno Ruoteclassiche e Youngtimer a Milano AutoClassica

Il secondo dei nostri raduni, organizzato in occasione della kermesse milanese, è stato un vero successo

Confermato il successo ottenuto dal raduno di ieri. Anzi, superato. Al meeting di oggi, infatti, nonostante il persistere di un tempo avverso si sono presentati ancora più partecipanti. Un parterre particolarmente articolato, composto da ricercate vetture del passato affiancate da modelli più recenti e popolari, ma capaci di suscitare comunque un buon livello d’interesse. Davvero apprezzabile, nel complesso, lo stato di conservazione originale delle varie vetture.

Viva la passione per le auto. Un livello elevato, quindi, che ha messo in “difficoltà” la giuria, capeggiata dal direttore di Ruoteclassiche e Youngtimer, David Giudici, e dal vicedirettore, Carlo Di Giusto, nella scelta delle auto da premiare. Confermato, anche in questa occasione, il nostro metro di giudizio: le vincitrici sono state selezionate, oltre che per le indubbie caratteristiche tecniche, anche per la loro storia personale e per l’amore con cui sono state acquistate e accudite. Perché se una persona effettua un scrupolosa ricerca per trovare il modello che ha sempre sognato di possedere, lo compra con sacrificio e poi lo restaura con dedizione, dev’essere premiata a prescindere dal valore economico dell’auto in questione. In fondo, è la passione il vero elemento aggiunto che anima il settore (e non solo), ed è bene ricordarlo. Proprio per questo, anche per il futuro, se parteciperete ai nostri raduni, vi consigliamo vivamente di rimanere accanto alla vostra vettura durante il passaggio “ufficiale” della giuria, per raccontarci la storia e le particolarità delle vostra auto. I dettagli sono sempre importantissimi, anche quelli che magari tendete a considerare superflui o irrilevanti, magari potrebbero fare la differenza. Detto ciò, ecco di seguito le quattro prescelte.

L’auto che arriva da più lontano: Fiat Duna DS di Mauro Minetti del 1989, proveniente dalla provincia di La Spezia. Esemplare fotografato per il servizio di Ruoteclassiche di qualche tempo fa, in ottime condizioni, è stato autografato all’interno del bagagliaio nientemeno che da Giorgetto Giugiaro, durante la partecipazione alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Sicuramente oggi è una vera rarità.

La preferita della redazione: Alfa Romeo Spider 2.0 di Fabio Bernardinello, del 1991. Una delle poche 2000 non catalizzate, ha solo 50.000 km all’attivo ed è tutta originale fin nel minimo dettaglio. Assolutamente perfetta come meccanica, carrozzeria e interno, ha a corredo anche l’hardtop originale ancora imballato.

La più rara: AMC Eagle di Gianluca Bondioli, del 1980. Il proprietario ha vissuto negli States per anni, ed era rimasto affascinato al tempo da questa prima proposta di station wagon a trazione integrale, formula poi divenuta di moda. L’ha trovata in Italia qualche anno fa, dov’è arrivata in un pugno di esemplari e non ha saputo resistere.

Premio speciale Agip 900 - lo stile non ha tempo: Mercedes-Benz 190 SL di Giuseppe Bellinzoni, del 1961. Auto nella livrea originale rosso corallo e nero, insolita su questo modello ma molto gradevole, è in condizioni esemplari e dotata dell’hardtop originale. L’interno in pelle nera, ancora in ottime condizioni, è originale. Decisamente in tema i proprietari, abbigliati con capi contemporanei dell’auto e decisamente eleganti.

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