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Toyota Yaris, i vent’anni del “piccolo genio”

Con quasi 540.000 esemplari venduti in dieci anni, la Yaris è il primo grande successo commerciale della Casa giapponese in Italia. Dopo il Giappone, è proprio il nostro Paese il mercato in cui quest’automobile ha incontrato il maggior favore al mondo.

Gran parte dei meriti del successo della piccola Yaris va senz’altro al management italiano dell’azienda, che attraverso una campagna pubblicitaria a dir poco azzeccata (lo slogan “Il piccolo genio” vi dice qualcosa?) è riuscita a mettere in risalto la grande cifra tecnica e stilistica del progetto.

 

Nel 2000 è “Auto dell’anno”. Nata dagli studi effettuati sui prototipi del 1997 Funcargo, Funcoupé e Funtime – nell’ordine una station wagon, una sportiva e un’utilitaria accomunate dalla stessa piattaforma – la Yaris prende forma da quest’ultima. Dalla Funtime, il designer greco Sotiris Kovos riprende, oltre agli stilemi principali, il trattamento delle superfici della carrozzeria e gli ingombri. Lo stile della Yaris è decisamente originale, niente a che vedere con l’onesta (ma anonima) quinta generazione della Starlet che si appresta a sostituire. In Europa piacerà sia al pubblico sia alla critica, tanto che nel 2000 conquisterà l’ambito titolo di “Auto dell’anno”: saranno 344 i punti scaturiti dalle votazioni della giuria internazionale di giornalisti, contro i 325 della Fiat Multipla e i 265 della Opel Zafira.

Piccola, grande bellezza. A convincere è prima di tutto il design, senza eccessi, eppure particolare e ricercato, curato nei minimi dettagli: Kovos ha dimostrato al mondo intero come si possano fare auto belle anche con solo tre metri e sessanta a disposizione. La Yaris è una di quelle auto piacevoli da guardare e da guidare, sia nel traffico cittadino sia fuori dai contesti urbani, dove se la cava benissimo grazie a un piccolo, generosissimo motore a benzina sedici valvole da appena un litro di cilindrata. “Molto meno di tante motociclette sportive”, sottolineava con una punta d’orgoglio all’epoca una nota della Casa…

Quel “mille” è la fine del mondo. La grande novità del propulsore che equipaggia la Yaris è il sistema di distribuzione a variazione continua delle valvole. In base alle condizioni di funzionamento del motore, la tecnologia VVT-i (Variable Valve Timing Intelligent) consente di variare la fasatura delle valvole di aspirazione e del loro incrocio con quelle di scarico, garantendo così la miglior combustione possibile (oltre a un incremento della coppia e a una diminuzione dei consumi). Un’innovazione tecnologica che, nel 1999, spingerà la giuria di esperti del primo International Engine of the Year ad assegnare alla Yaris il premio di miglior motore al mondo.

La famiglia si allarga. Nel 2000 debutta la Verso, una variante rialzata ancora più spaziosa, poi arrivano motori più potenti, tra cui un 1.3 benzina da 86 CV (sempre con tecnologia VVT-i), un brillante turbodiesel (il 1.4 D4-D da 75 CV) e un grintoso 1.5 benzina da 106 CV. Quest’unità, disponibile anche in versione sovralimentata da 150 CV su una serie limitata di vetture, equipaggia il modello T Sport.

 

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