Con questo secondo blocco attraversiamo i burrascosi anni 70 alla scoperta delle vetture da “tempo libero”. Se il decennio segnò da una parte la fine della spensieratezza degli anni 60, dall’altra i suoi colori, la musica e proprio la voglia di superare i difficili momenti alimentarono questo fenomeno automobilistico “spensierato”, definito dai carrozzieri. Ancora l’automobile si curò di far volare la mente altrove, tra le montagne o sulla spiaggia. Le forme si fecero sempre più geometriche, tra la nuova estetica del momento e l’ottimizzazione dei costi di produzione, semplificando e irrobustendo le varie proposte per dar forma a vetture inedite e forti di soluzioni ingegnose, oppure maggiormente derivate dal modello di partenza.
Ferrario 500 Lucertola (1969)
Rarissimo veicolo a sei ruote con motore basato sulla Fiat 500. La caratteristica saliente è la trazione sulle quattro ruote posteriori, che unite al peso piuma le permettevano di affrontare terreni impossibili.
Fiat 128 Teenager Pininfarina (1969)
Pininfarina utilizza la moderna meccanica della 128 (1.116 cm³) per una spiaggetta evoluta, che si distingue per il design minimale e squadrato. La trazione anteriore offriva una guidabilità superiore rispetto alle precedenti tutto-dietro.
Moretti 500 Minimaxi (1970)
Basata sulla 500, ne riprende il bicilindrico ma con una carrozzeria aperta e spigolosa. Saliente è la sua semplicità costruttiva, che permetteva di rimuovere completamente porte e capote in tela per una guida totalmente "en plein air”.
Moretti 127 Midimaxi (1971)
Evoluzione della precedente, sfrutta il più potente motore della 127 (903 cm³). Più grande e robusta, la Midimaxi offriva prestazioni stradali convincenti e un'estetica da fuoristrada, diventando uno dei modelli di maggior successo commerciale tra le fuoriserie dell’epoca.
Fiat 127 Albarella Savio (1971)
Savio ripropone il tema Albarella sulla base 127, mantenendo l'eleganza tipica del modello precedente, ma con la modernità della trazione anteriore. Caratteristica saliente è l'assenza di portiere e l'uso di materiali resistenti alla salsedine.
Fiat 127 Scout Fissore (1971)
La Scout è una delle interpretazioni più originali della 127. Realizzata di vetroresina e metallo, offriva un look moderno e modulare. La sua versatilità la rendeva adatta sia alla città che alle escursioni sterrate verso le spiagge.
Moretti 126 Minimaxi (1973)
Con l'uscita della 126, Moretti adatta il design Minimaxi alla nuova meccanica (594 cm³). Ne mantiene lo stile e la carrozzeria aperta, offrendo una valida alternativa economica grazie ai bassi costi di gestione del bicilindrico.
Fiat 126 Pick Wick Auto Mirage (1974)
Questa spiaggetta/multiuso su base 126 rappresenta il canto del cigno del genere. Caratterizzata da una linea molto squadrata e semplificata e un uso abbondante di materiali plastici, rifletteva il gusto geometrico dei successivi anni 80.
Savio 126 Jungla (1975)
Seconda generazione della Jungla, stavolta su base 126. Conserva la filosofia della semplicità assoluta con carrozzeria di lamiera piana, offrendo una meccanica più moderna e una migliore abitabilità.
Fiat 126 Cavalletta (1976)
Prototipo presentato al Salone di Torino, monta il motore a sogliola (594 cm³). La caratteristica saliente è la configurazione multispazio con un ampio vano posteriore di carico, pensata per un utilizzo agricolo o ricreativo estremamente flessibile.
Fiat 127 Every Four Michelotti (1976)
Esercizio di stile di Michelotti su base 127, si distingue per un design modulare e la possibilità di trasformarsi da chiusa ad aperta con pochi gesti. È un esempio di come il design cercasse nuove forme di integrazione tra auto urbana e tempo libero.
Fiat Panda 4X4 Strip (1980)
Progettata da Italdesign Giugiaro, è un veicolo fuoristrada versatile e giovanile che riflette l'essenza della praticità e dell'innovazione. Costruita sulla meccanica della Fiat Panda 4×4, che ha debuttato nel 1983, è stata progettata come veicolo ideale per attività ricreative, avventure all'aria aperta e persino lavori leggeri.
