Citroën BX, le serie speciali
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29/06/2026 | di Andrea Paoletti
Citroën BX, le serie speciali
La rivoluzionaria media del “Double Chevron” ha segnato gli anni 80 e, complice il grande successo, ne sono state realizzate una miriade di versioni particolari
29/06/2026 | di Andrea Paoletti

Mette malinconia pensare a quanta fantasia, creatività - e quella sana pazzia tipica degli anni 80 - ci potesse essere nel mondo dell’automobile. Non stiamo parlando solo di design, anche se da questo punto di vista, la Citroën BX, che porta la firma di Bertone, fu una piacevole e apprezzatissima rivoluzione con le sue spigolosità e certi stilemi del marchio efficacemente resi contemporanei. Provate a immaginare la scena, nel settembre 1982, che si presentò ai parigini che transitavano davanti alla Torre Eiffel: dopo settimane in cui tutti si chiedevano cosa fosse quella cassa appesa a una fune dal primo piano del monumento simbolo della città, una volta calata a terra ne uscì proprio una BX rosso fiammante, con un’entrata in scena da vera diva. Ne verranno venduti oltre 2 milioni di esemplari, un grande successo in tutta Europa, con una carriera lunga 11 anni durante la quale i vertici del marchio e le varie filiali locali si sbizzarrirono a creare versioni speciali. Quasi 30 solo per il mercato francese! Impossibile farvele vedere tutte, abbiamo quindi selezionato quelle che secondo noi sono più interessanti.

SFOGLIA LA GALLERY

Leader

Prodotta per tre anni consecutivi, dal 1985 al 1987, la “Leader” poteva essere ordinata inizialmente solo di colore Grigio Perla Metallizzato, mentre dal 1986 fu reso disponibile anche il Blu Romantico, contemporaneamente all’introduzione della versione “break”, ovvero station wagon. La caratterizzazione estetica prevedeva strisce decorative laterali grigie con logo "Leader" sulle portiere anteriori, paraurti di colore grigio scuro, modanature laterali e copricerchi integrali specifici, mentre all’interno era stato scelto un tessuto grigio con la parte centrale decorata con un motivo scozzese. Per quanto riguarda i motori, due erano i benzina e due i diesel, con i primi due di 1.4 e 1.6 litri (quest’ultimo era l’unico disponibile sulla “break”) e 62 e 94 CV, mentre poca era la differenza tra l’1.8 e l’1.9 a gasolio, da 60 e 65 CV. 12.500 gli esemplari prodotti.

GTI 16 valvole - edizione limitata

La GTI 16 valvole - prima auto francese con questa caratteristica - fu presentata nel 1987 ma, rispetto alla cugina Peugeot 405 Mi 16, non stava riscuotendo grande successo, ecco perché nel 1989 viene introdotto un restyling che la rende più aggressiva. Prima di introdurla stabilmente nella gamma, ne fu realizzata una serie iniziale limitata di 300 esemplari, disponibile in tre colori: Rosso Furio, Grigio metallizzato perlato, Nero lucido e con dettagli esterni distintivi: l’alettone posteriore rialzato era stato sostituito da uno spoiler ad altezza carrozzeria, mentre quello anteriore aveva guadagnato un labbro inferiore in tinta (precedentemente nero), stesso trattamento riservato alle modanature laterali, aumentate anche di dimensioni. I cerchi in lega da 14” erano stati verniciati di colore grigio canna di fucile e i gruppi ottici posteriori erano fumé, mentre gli interni erano rimasti identici alla prima versione, così come il motore, l’1.9 benzina 16 valvole da 160 CV che le permetteva di sfiorare i 220 km/h, numeri notevoli per un aspirato dell’epoca.

Sport

Introdotta nel 1985 sulla base della “GT”, questa versione più potente e dalle caratterizzazioni estetiche distintive, è stata prodotta in 2.500 esemplari, prima di essere integrata nella gamma. Cinque i colori disponibili: Grigio Perla Metallizzato, Grigio Volpe Metallizzato, Rosso Fuoco, bianco e nero con spoiler posteriore in tinta carrozzeria, mentre il kit aerodinamico prevedeva parafanghi allargati e paraurti anteriore e posteriore dal disegno specifico, così come i cerchi in lega. I loghi "BX Sport" adesivi sono sulle portiere anteriori, mentre quello di plastica stampata si trova sul portellone posteriore, inoltre erano state rimosse le modanature laterali e il terminale di scarico era di forma rettangolare. L’abitacolo presentava sedili sportivi di velluto a coste nero con una decorazione che riproduceva il logo del “chevron” in grigio, mentre il volante a tre o quattro razze era specifico del modello. Il motore, l’1.9, 8 valvole, a carburatori, passava a 126 CV dai 105 originari della GT, grazie alla preparazione curata da Danielson e la spingeva fino a 195 km/h.

Olympique

Tema molto amato dai francesi per le versioni speciali, le Olimpiadi invernali di Calgary 1988 offrono la scusa per dare vita a un’edizione limitata a 1.500 esemplari solo per gli automobilisti transalpini. Il colore era unicamente il bianco Meije, esteso anche ai paraurti, mentre la modanatura laterale, oltre alle portiere, proseguiva anche sopra i parafanghi posteriori. La vista laterale metteva anche in mostra la linea adesiva rossa che correva lungo la fiancata e culminava con il logo Olympique e i 5 cerchi, riproposto anche sul portellone posteriore. Rosso utilizzato anche per il Chevron sul cofano e per decorare le griglie sul montante posteriore, mentre bianchi erano i copricerchi dal disegno specifico. All’interno, un mix tra GT (tappezzeria grigio-nera) e GTI (sedili sportivi) mentre dal punto di vista dei motori si poteva ordinare esclusivamente con l’1.4 benzina da 72 CV.

Rubin

Riservata al mercato tedesco e prodotta nel 1989 in soli 1.000 esemplari, la Rubin, come fa intuire il nome, si caratterizza per il colore specifico, Rosso Rubino con paraurti abbinati, mentre le modanature nere della fiancata sormontavano una larga striscia adesiva di colore grigio all’interno della quale trovava posto il logo “Rubin”, riproposto anche sul portellone posteriore. C’erano inoltre dei copricerchi integrali dal disegno specifico, il tetto apribile elettrico e nell’abitacolo era affissa una targhetta con il numero progressivo, mentre i rivestimenti erano quelli standard, con l’unica aggiunta, rispetto alla dotazione classica della versione di base, di uno stereo a cassette. Unica la scelta per il motore, quello più piccolo, ovvero l’1.4 benzina.

Flight

Nello stesso anno, per il mercato inglese, vengono realizzate due versioni speciali, la “Pilot” e la “Flight”. La prima è su base 1.6 con alcuni dettagli presi dalla GTI (sedili, copricerchi), mentre la seconda viene offerta con l’1.4 e in un solo colore, il Grigio Perla Metallizzato, arricchito dalla classica striscia adesiva, di colore blu e posizionata nella metà superiore della fiancata, proprio sotto i finestrini. Al termine di essa c’era il logo con una sorta di bandiera che riprendeva i colori inglesi (rosso e blu, ma sono anche quelli francesi…) mentre curiosa è la presenza dei paraspruzzi, optional abbastanza diffuso nei paesi nordici. A completare l’allestimento, tetto apribile, vetri oscurati con sfumatura verde, rivestimenti di tessuto Mosaico Grigio e autoradio.

Calanque

Viene prodotta in due edizioni successive (1990 e 1991) la “Calanque”, arrivata anche in Italia e disponibile inizialmente solo di colore bianco Meije e poi, nella seconda serie, Grigio Cristallo e Blu Memphis. Presentava paraurti in tinta con la carrozzeria e finiture nere stesso colore dello chevron sul cofano, copricerchi bianchi o grigi e modanature laterali nere sormontate da una striscia adesiva grigia e una più sottile blu, accoppiate al logo "Calanque" sulle portiere anteriori. Esclusivo anche il tessuto di tartan grigio e blu con inserti delle portiere abbinati, mentre la scelta dei motori era tra l’1.4 benzina da 72 CV e il diesel di 1.8 litri e 60 CV. Curiosamente, in Belgio veniva venduta esclusivamente con la combinazione Grigio Cristallo e motore diesel 1.9 da 71 CV.

Chamonix

Prodotta nel 1989 in un numero imprecisato di esemplari, ma per vari mercati - 350 quelle destinate alla Germania - la “Chamonix” si distingueva soprattutto per i cerchi in lega di colore bianco dal disegno specifico. Bianca era anche la carrozzeria, mentre i paraurti erano di colore grigio chiaro e le modanature laterali grigio scuro: appena sotto di esse correva la striscia adesiva con segmenti di vari colori (rosso, blu, azzurro, bianco) interrotta dalla scritta in grigio “BX-Chamonix”. L’allestimento era quello base 14 RE ovvero con l’1.4 benzina, ma erano previsti accessori normalmente in opzione, come il tergilunotto e, appunto, i cerchi in lega.

Millésime

Sul finale di carriera, Citroën introduce, prima come serie speciale e poi direttamente nella gamma normale, la Millésime, inizialmente disponibile in Grigio Dolmen e Blu Spazio metallizzato e poi anche in Sabbia Fenicia metallizzato. Esternamente presentava lo spoiler in versione rialzata della GTI 16 valvole prima serie, mentre le modanature erano in tinta carrozzeria così come i paraurti, impreziositi da finiture cromate, mentre la fiancata era caratterizzata da una sottile e discreta striscia adesiva chiara appena sotto la linea dei finestrini, mentre il logo era posizionato sul montante insieme alle etichette “Year Edition”. Tra le altre caratteristiche, i copricerchi integrali ripresi dalla versione TGE, gli interni di velluto nero integrale e il volante sportivo a quattro razze. Quattro le motorizzazioni: 1.6 e 1.9 benzina con rispettivamente 94 e 107 CV, mentre la versione a gasolio, aspirata, di 1.9 litri sviluppava 65 cavalli e quella turbocompressa, di 1.8 litri, arrivava a 90.

Fashion

Facciamo un salto indietro al 1983: una delle prime versioni speciali, denominata “Fashion” è forse una delle più interessanti, soprattutto per gli interni. Purtroppo, rimane un esercizio di stile e non viene commercializzata, ma gli interni di pelle rossi e blu con motivo a losanghe - decisamente in stile primi anni 80 - sono particolarissimi, così come la scelta per il colore della carrozzeria, un malva cangiante che vira al grigio, o anche al rosa a seconda di dove lo si guardi. La base era la 16 TRS ovvero con motore benzina di 1.6 litri e allestimento più ricco, qui ulteriormente ampliato dalla presenza del tetto apribile elettrico e degli alzacristalli elettrici anche posteriori e degli specchietti con la calotta in tinta carrozzeria. Dell’unico esemplare prodotto si sono purtroppo perse le tracce.

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