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30 marzo 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

[Un po’ di storia] 120 anni fa nasceva la Ceirano

Il Novecento, secolo dell’automobile, doveva ancora cominciare. Eppure 120 anni fa, nel 1898, nasceva a Torino, in un immobile senza pretese di Corso Vittorio Emanuele 9, la Ceirano GB & C. Meno nota della Fiat, certo. Ma la storia di un’azienda si intreccia con quella di molte altre e, senza la Ceirano, la Fiat non sarebbe mai esistita.

Giovanni Battista Ceirano, figlio di un orologiaio di Cuneo, con tanti sogni e una grande passione per la meccanica, una decina d'anni prima aveva preso in affitto quel locale da Giovanni Lancia per costruire un tipo di biciclette chiamate “Welleyes”, nella convinzione che un prodotto con un nome straniero potesse avere più successo in un mercato come quello dei trasporti, in cui l’Italia doveva recuperare terreno rispetto a Germania e Regno Unito.

Costruzioni e sperimentazioni, insieme al rilascio del brevetto del "Nuovo cerchio pneumatico denominato Rapid", una speciale ruota automobilistica, precedono  la costituzione della "società in accomandita Ceirano G.B. & C." che unisce le forze di Giovanni a quelle di Emanuele di Bricherasio, Attilio Calligaris, Pietro Fenoglio e Cesare Goria Gatti. Le auto sono ancora chiamate carrozze semoventi, sono mezzi per il divertimento una ristretta élite, di cui fanno parte i nuovi soci finanziatori di Giovanni Battista.

Le idee però sono le sue. Sono quelle del figlio di un orologiaio di Cuneo. E sono le idee a porre le basi di qualsiasi innovazione. Non è un caso che, nel 1899, la prima auto prodotta  e progettata dall’ingegner Aristide Faccioli verrà battezzata con lo stesso nome delle biciclette di Giovanni Battista: “Welleyes”.

La vetturetta conquista addirittura il primo premio - conferito dal ministero dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio - nella Corsa internazionale di Torino del 30 aprile di quell’anno. Dal suo piccolo motore bicilindrico deriverà, di lì a poco, il primo modello Fiat 3 ½ HP.

In via Vittorio Emanuele 9 lavora anche qualcun altro che resterà nella storia delle quattro ruote: il figlio del proprietario, Vincenzo Lancia, che fonderà l’omonima casa automobilistica, e il pilota Felice Nazzaro. Ma il locale è piccolissimo, sufficiente per produrre una sola vetturetta. Le richieste dei clienti aumentano e  le  potenzialità dell'attività non passano inosservate.

Nel 1899 nasce la Fiat, che subito - ad appena due settimane dalla fondazione - assorbe la Ceirano. Giovanni Battista non appartiene a circoli nobili e non ha un capitale suo: è forse questo il motivo principale per cui la Fiat ottiene la "Accomandita Ceirano" con brevetti, progettisti e personale formato, liquidando il suo ideatore con 30.000 lire e l'incarico di agente generale per le vendite in Italia.

Incarico che non dura a lungo: Giovanni Battista poco dopo costituirà  con il fratello Matteo la "F.lli Ceirano",  a cui seguiranno altre aziende di famiglia.  Da una di queste  nasce la  Star, Società Torinese Automobili Rapid. Giovanni Battista muore nel 1912, ma l’impresa continua a restare attiva con il nome del fratello ( sarà la Giovanni Ceraino Fabbrica Automobili e poi la Ceirano sa, specializzata in auto sportive e da turismo). Dopo la liquidazione nel 1923 il marchio viene ceduto alla Scat, altra società di Giovanni Ceirano, che continuerà la produzione.

Ceirano & C., Welleyes, F.lli Ceirano, Star Rapid, Matteo C. & C., Itala, Ceirano-Ansaldo, Spa, Junior, Scat, S.A. Giovanni Ceirano: sono undici le aziende automobilistiche nate a Torino dalle idee dei quattro fratelli Ceirano, un po’ in concorrenza e un po’ in collaborazione tra loro.

La storia della prima Ceirano però, quella che oggi compie 120 anni, è la storia di un uomo, Giovanni Battista, che aveva belle idee ma poche  risorse economiche. Potremmo dire la prima di una lunga serie di storie simili nel settore dell'industria automobilistica. E dire che allora la corsa ai motori doveva ancora cominciare. Per produrre le auto ci vogliono i capitali, è chiaro. Ma senza gli esperimenti di Corso Vittorio Emanuele, a Torino, nel lontanissimo 1898, la storia dell’automobile italiana non sarebbe stata la stessa.

Elisa Latella

TAGS fiat Torino
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