Auto
07 November 2006 | di Redazione Ruoteclassiche

UN RITMO MODERNO

L'incremento della potenza massima e i freni a disco la ringiovaniscono di 30 anni. Sicura sull’asfalto liscio e prevedibile in curva. Sterzo demoltiplicato e marce corte, con una terza che va bene sempre: nella ripresa da 2000 giri/min e nell'allungo sul rettilineo

Sedersi a bordo della "XK 120" è un autentico esercizio ginnico: la posizione di guida non è comoda e la pedaliera è troppo verticale. La leva del cambio è corta, rapida, precisa; le marce sono corte e conviene passare subito in terza, che una marcia "universale" (la quarta è adatta prevalentemente all’autostrada).

Lo sterzo, non servoassistito, è faticoso, ma abbastanza preciso. In pista la "XK" rivela in curva un comportamento progressivo: moderatamente sottosterzante all'ingresso, equilibrata in appoggio, composta in uscita. Tale compostezza però tende a svanire via via che si approfitta della potenza, ma fin quando la coda scarroccia con progressione, il pilota ne trae vantaggio nell’impostare le traiettorie.

Sul bagnato, invece, bisogna stare "abbottonati" perché la macchina, che pesa 1500 kg,tende “scappare” con facilità. Sulla nostra pista ASC di Vairano (PV) abbiamo potuto sfruttare quasi al massimo i 190 CV del motore preparato: 30 in più rispetto al modello di serie. Ottimi i freni a disco, che l'attuale proprietario ha voluto montare in luogodegli originali a tamburo, noti per la loro scarsa efficienza.

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