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10 aprile 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Va all’asta la prima Cunningham C3 Coupé Vignale

L’esemplare, valutato tra 900.000 e 1,2 milioni di dollari, è la prima C3 vestita dal carrozziere torinese, utilizzata poi come prototipo per scopi promozionali.

Il prossimo 2 maggio sarà messa all’asta un’importante fetta (75 vetture) di una delle più importanti collezioni d’auto d’epoca d’America. La raccolta, creata dall’imprenditore Paul Andrews, oggi supportato dal figlio Chris, è un vero e proprio museo di straordinarie vetture di tutte le epoche e dei principali marchi mondiali. La affianca una vasta collezione di memorabilia.

Tra i pezzi più appetitosi della collezione e di “fattura” americana, figura un importante esemplare di Cunningham C3 del 1953 con carrozzeria Vignale. Quest’auto, numero di telaio 5206, è riportata come la prima in assoluto carrozzata dal battilastra piemontese. Identificata come un prototipo ai servizi dell’azienda, fu utilizzata per scopi promozionali per un certo periodo.

Come molti appassionati del suo periodo, gli anni 50, Briggs Cunningham sognava di vincere la 24 Ore di Le Mans. La sua fortuna, da questo punto di vista, fu totale: come erede di una dinastia di industriali di successo, poteva contare su possibilità economiche illimitate per questo ambizioso obiettivo.

Giunto alla conclusione che le pur validissime auto americane avrebbero sempre palesato la mancanza di un certo “quid” per aspirare al massimo successo in gara, prese una decisione drastica: costruirsele da sé. Cunningham sognava un’auto competitiva per vincere la leggendaria gara francese e che fosse americana al cento per cento.

Il sogno di Cunningham divenne presto realtà e le sue vetture (un design molto originale, telaio tubolare in acciaio, sospensioni indipendenti e motori Chevy V8 Hemi preparati) iniziarono a imporsi nelle corse di casa (Road Atlanta, Watkins Glen), abbastanza per progettare una partecipazione ufficiale alla 24 Ore di Le Mans del 1952.

Ma le buone intenzioni furono frenate dal regolamento, che prevedeva la produzione di almeno 25 esemplari stradali per potersi fregiare del titolo di “costruttore” e poter partecipare. Tutto sommato, non sarebbe stata nemmeno un’idea malvagia: con la vendita di auto stradali, la Cunningham avrebbe potuto sostenere gli enormi costi di partecipazione alle gare. Per ridurre il costo di produzione di vetture nello stabilimento di West Palm Beach (Florida), l’imprenditore americano chiese aiuto alla Vignale di Torino, che tradusse in realtà le forme tracciate dall’estroso Giovanni Michelotti.

La prima Cunningham stradale, la C3, poteva vantare un’affascinante carrozzeria italiana e una meccanica rigorosamente “yankee” invero molto vicina a una versione da competizione. All’epoca avrebbe potuto essere confusa agilmente con una Ferrari se non fosse stato per le dimensioni più generose e per il robusto latrato di un classico motore V8 americano. Capace di scattare da 0 a 100 in 7 secondi e di sfiorare 150 miglia orarie (oltre 240 km/h), costava 9000 dollari, un prezzo all’epoca piuttosto elevato.

Cunningham iniziò ufficialmente la commercializzazione nei primi mesi del 1953 ma fin dall’inizio la costruzione di una C3 si rivelò molto problematica: in Florida bastava una settimana per realizzare un telaio ma a Vignale servivano almeno 2 mesi per completare una vettura. Così, la produzione della C3 non raggiunse mai un ritmo adeguato e si fermò dopo appena 9 Cabriolet e 18 Coupé.

Le Cunningham non riuscirono mai a vincere la 24 Ore di Le Mans (nel 1953 e nel ’54 ottennero il loro migliore risultato di sempre, la terza posizione assoluta) ma si gettarono nella mischia delle corse più prestigiose sempre con grande coraggio e caparbietà. Fino al 1963 alle vetture ufficiali, Briggs Cunningham affiancò sul campo anche vetture di altri marchi (Jaguar, Maserati, Lister…) riconoscibili per la classica livrea bianca con banda centrale blu.

Il telaio 5206
L’esemplare appartenente alla Andrew Collection è storicamente molto importante: si tratta della prima C3 carrozzata Vignale, un prototipo configurato con caratteristiche estetiche uniche e allestito, eccezionalmente, al cento per cento in America. Solo in questo caso, infatti, Vignale spedì la carrozzeria direttamente al di là dell’Atlantico (generando un costo di produzione complessivo proibitivo).

Nel luglio del 1952 questa vettura fu utilizzata per le fotografie ufficiali pubblicate dalla stampa automobilistica e quindi venduta al suo primo proprietario: Carl Kiekhaefer, il boss della Mercury Marine. Rimasto complessivamente insoddisfatto della macchina, questi la vendette in Iowa nel ottobre ’54. Da qui la 5206 passò di mano ancora fino al 1962, anno in cui se ne persero le tracce.

Fu ritrovata nel 2004, smontata, da un noto collezionista e completamente restaurata. Quindi fu ceduta a un certo Ervin “Bud” Lyon, che la modificò per l’utilizzo in pista. In particolare montò un cambio a 5 marce e un motore V8 di una Chrysler 300 C del ’57 (ma motore e cambio originali fanno parte della dotazione di questo esemplare). È entrata nel 2009 nella collezione Andrews.

Alvise-Marco Seno

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