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VANNO ALL’ESTERO I FURBETTI DEL LUSSO

Fatta la legge, trovato l’inganno. Mentre il nostro premier Mario Monti “sguinzaglia” la Finanza su e giù per la Penisola a caccia di evasori, ecco profilarsi all’orizzonte l’ennesimo escamotage per sfuggire alle maglie del fisco. Protagonisti, questa volta, molti proprietari di auto di lusso che hanno deciso di far cancellare al Pra la propria vettura per immatricolarla poi al volo in Germania, con la complicità di società di fleet management e mediazione internazionale, che di fatto vendono l’auto a società di servizi esteri senza che venga precluso il diritto di proprietà, all’uso e alla vendita da parte di un cittadino italiano.

Obiettivo dichiarato: aggirare la norma sul superbollo per le automobili sopra i 252 CV, arrivando a risparmiare fino a oltre il 40% tra bollo e assicurazione. Ma anche occultare all’Agenzia delle Entrate prestigiose auto storiche. L’immatricolazione in Germania non è di per sé un’idea nuova: è infatti una prassi abbastanza consolidata rivolgersi in terra teutonica per quei proprietari di esemplari che in Italia, causa le norme più restrittive, avrebbero qualche problema di omologazione per poter essere ammessi alla circolazione (da noi la trafila sarebbe lunga, costosa e non è detto che approdi a buon fine).

Nuova semmai è la motivazione per cui accaparrarsi una targa tedesca: gabbare il fisco. Con la sola seccatura di doversi recare in Germania per effettuare ogni revisione periodica.

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