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14 February 2020 | di Laura Ferriccioli

Volkswagen Karmann Ghia Typ 14, una 65enne dall’eleganza sportiva

A Londra nei primi anni Novanta guidare una Volkswagen Karmann Ghia Typ 14 significava essere fermati di continuo da appassionati che si sbilanciavano in spericolate offerte, anche astronomiche, per cercare di possedere il raro gioiello.

Da quelle parti la piccola coupé tedesca dall'eleganza made in Italy è sempre stata un cult, come negli Usa. Per non parlare dell'America Latina, dove veniva prodotta dalla Volkswagen brasiliana con minime variazioni rispetto al modello europeo.

Maggiolino in versione luxury. Basata sulla meccanica del Maggiolino con disegno Ghia, La Typ 14 arriva da un'epoca felice che sembra rivivere in ognuna delle sue linee generose e ricercate. È un'icona del miracolo economico della Germania dell'ultimo Dopoguerra, ed è senza dubbio l'auto che ha fatto entrare la Karmann di Osnabrück negli annali di storia dell'automobile. Fra le realizzazioni della carrozzeria nella Bassa Sassonia è infatti la più celebre e ha contribuito non poco anche alla diffusione del marchio Ghia nel mondo. Con il frontale caratterizzato dalle due inconfondibili prese d'aria è da sempre una storica molto ricercata dai collezionisti.

Progetto a tre. L'idea di applicare caratteristiche sportive sull'efficiente telaio della Typ 1 è stata vincente. Se ne è occupato Luigi Segre, alla guida della carrozzeria Ghia dopo l'uscita di Felice Mario Boano nel 1953. La richiesta di Willhelm Karmann di una convertibile gli è arrivata nello stesso anno, entro il quale il prototipo è stato messo a punto. Era il prototipo di una coupé, in realtà. Eppure, oltre al committente, ha convinto subito anche il managing director della Volkswagen di allora, Heinrich Nordhoff. E a quel punto, dopo qualche piccolo ritocco, il passo verso la decisione di dare il via nel 1955 alla produzione della coupé 2 + 2 è stato breve.

Due decadi di successo. Per 19 anni la Volkswagen Karmann Ghia ha continuato a essere costruita fino a raggiungere l'impressionante volume di 362.601 unità in versione coupé (dati Volkswagen). Poche le variazioni introdotte strada facendo, tra le quali gruppi ottici posteriori, passaruota e prese d'aria frontali più grandi. Tra i suoi fattori vincenti c'erano la spaziosità dell'abitacolo, l'alta qualità delle rifiniture e la silenziosità. E la convertibile? “La dream car per gli automobilisti esigenti che vogliono andare veloci anche con il tetto aperto”, come recitava una sua reclame, ha totalizzato la bellezza di 80.881 esemplari venduti dal lancio nel 1957.

Buon compleanno, Typ 14. Diversi i potenziamenti del motore a partire dal 1966, fino ad arrivare a una cilindrata di 1.584cc con 50 CV e una velocità massima di 140 km orari. Poi basta, era già aria di Scirocco, ovvero il coupé uscito dalla matita di Giorgetto Giugiaro che ha mandato in pensione la Typ 14. L'ultimo esemplare della leggendaria Karmann Ghia è uscito dall'impianto di assemblaggio di Osnabrück – in seguito acquisito da Volkswagen – il 31 luglio del 1974. Proprio lui, nella sua livrea rossa in Phoenix Red, è stato di recente esposto al pubblico per la prima volta in occasione del Bremen Classic Motorshow. Andato in scena a Brema dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020, ha ricordato al mondo il 65esimo compleanno di questa piccola amatissima coupé.

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